Festival dell’Economia di Trento

Una bussola nel mondo in guerra tra bombe, crisi energetica e diritti

Scenari imprevedibili. L’attacco all’Iran e le bizze di Trump, la tragedia di Gaza, la Russia contro l’Ucraina, il ruolo della Cina e quello dell’Europa

di Riccardo Barlaam

La propaganda dell’Iran. Un grande cartellone pubblicitario a Teheran per rivendicare il controllo sullo Stretto di Hormuz.   (EPA/Abedin Taherkenareh)

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Le bizze di Trump. Le guerre. Hezbollah e l’Iran. I dazi commerciali. Lo Stretto di Hormuz e i rincari della benzina. Nei bar sport non si parla più solo di calcio: le cattive performance della nazionale, certo, aiutano questa diversificazione. Ma c’è un fatto nuovo da qualche anno che ha preso il primo posto delle chiacchiere davanti a un caffè: l’economia e la politica internazionale sono entrate nei discorsi e nelle preoccupazioni di tutti. Per diversi motivi.

Intanto, la guerra vicina, quella della Russia in Ucraina, a poche centinaia di chilometri dall’Italia, che dopo 70 anni di pace e relativa stabilità, ha riportato le bombe e le morti di civili e di militari in Europa. E poi è tornato il tycoon alla Casa Bianca. Una seconda presidenza ricca di incognite ad alto tasso di incertezza.

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Il presidente americano auto candidato al Nobel per la Pace ha deciso di aprire una guerra contro l’Iran, con la sola sponda di Israele già impegnata in un interminabile conflitto contro tutti per la supremazia territoriale e militare in Medio Oriente. L’attacco all’Iran sarebbe dovuto durare due o tre giorni, nelle valutazioni della Casa Bianca. Non è andata così. Negli Stati Uniti gli oppositori di Trump ma anche molti suoi ex sostenitori di partito l’hanno ribattezzata la forever war, la guerra per sempre. Una guerra che sta minando l’economia globale per le pressioni inflazionistiche e i rincari energetici causati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dai danni alle infrastrutture petrolifere e del gas nei Paesi del Golfo e in Iran. Guai che si aggiungono agli altri guai: un’economia globale già provata dai dazi protezionistici di Trump e dalle altre guerre disseminate nel mondo, più o meno fuori dai riflettori mediatici.

La geopolitica insomma è diventata centrale e sarà per tutti questi motivi protagonista principale del Festival dell’Economia di Trento, con un programma ricchissimo che prevede oltre 40 eventi in calendario. Undici pagine di appuntamenti fitti fitti (per il programma dettagliato conviene consultare il sito del Festival). Gli spunti di riflessione e gli ospiti dei panel sono tantissimi e molto interessanti. Per chi sarà a Trento in quei giorni, ci saranno tante occasioni di arricchimento. Una sorta di bussola del pensiero per navigare nelle acque tempestose di questi tempi incerti.

MERCOLEDÌ 20 MAGGIO

Capire il Medio Oriente guardandolo dall’India 
I protagonisti: Francesco Carluccio (studente economia, Università Cattolica del Sacro Cuore); Luca Greco (direttore Giornale d’Italia); Giulio Sapelli (presidente Fondazione Manlio e Maria Letizia Germozzi, Confartigianato).

GIOVEDÌ 21 MAGGIO

L’Europa nel disordine mondiale 
I protagonisti: Marco Buti (Istituto universitario europeo); Giancarlo Corsetti (Istituto Universitario Europeo); Miguel Ángel Fernández-Palacios (ambasciatore spagnolo in Italia); Marcello Messori (Istituto universitario europeo); Lina Palmerini (Il Sole 24 Ore); Gianfelice Rocca (presidente Gruppo Techint).

VENERDÌ 22 MAGGIO

Mediterraneo, geografia del futuro. Nasce Il Sole 24 Ore NextMed
I protagonisti: Claudio Antonelli (Il Sole 24 Ore); Marco Magnani (Università Luiss Guido Carli); Marco Minniti (Presidente Med-Or Italian Foundation); Federico Silvestri (amministratore delegato Gruppo Il Sole 24 ORE); Fabio Tamburini (direttore Il Sole 24 Ore).

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