Una nuova “urbanistica femminista” per le città delle donne
Da Cosenza a Bologna, fino a Milano, spazi urbani più giusti, sicuri e accessibili, in nome della parità di genere e della sostenibilità
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I punti chiave
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Nulla di felliniano nelle nuove città delle donne, semmai una urbanistica innovativa, radicale, che considera gli spazi pubblici da un punto di vista di genere. E decostruisce il modello patriarcale trasformando le trame urbane in luoghi inclusivi e sicuri.
Territori Liberi
Dopo Bologna e Milano - la prima a richiedere, qualche anno, fa un progetto di ricerca sulla prospettiva di genere e la progettazione urbana -, anche Cosenza inizia a sperimentare spazi più giusti e accessibili: “Territori Liberi” è un progetto di Cosmo, spin off del collettivo internazionale di architetti, nomadi e creativi “La Rivoluzione delle Seppie” in collaborazione con “Cheap”, associazione bolognese che si dedica all’arte pubblica. Special guest l’urbanista Azzurra Muzzonigro, fondatrice con Florencia Andreola dell’associazione di promozione sociale Sex & the City, per imparare a guardare la città da una prospettiva femminista e transfemminista. «Perché lo spazio pubblico non è mai neutrale - spiega Azzurra Muzzonigro - anche se finora gli standard urbanistici hanno fatto riferimento a un soggetto neutro che sottointendeva sempre, però, una identità, un universo e un corpo maschile».
Più parità di genere nelle politiche urbane
Un cambio di prospettiva che si va diffondendo affinché il punto di vista delle donne penetri nelle politiche urbane. Anche Asvis, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, ripensa l’urbanistica e i servizi in una prospettiva di genere. Una visione nuova che «combina diversi valori che fanno parte dell’Agenda 2030 e del Goal 5, quello sulla “parità di genere”, e che rappresenta un valore trasversale», secondo il presidente Pierluigi Stefanini.
L’attualità della dichiarazione di Pechino
E riporta nell’attualità quel documento programmatico che fu la Dichiarazione di Pechino del 1995 in occasione della Quarta Conferenza mondiale dell’Onu sulle donne. Partì da lì una politica globale per l’inserimento di una prospettiva di genere nelle scelte della politica, in ogni programmazione, in ogni azione di governo.
15 minutes city e transizione ecologica globale
«Lo stesso concetto di smart cities e di urbanistica partecipata – afferma l’ architetta Teresa Gualteri, progettista urbana, impegnata con i Club per l’Unesco e con Asvis sul goal dello sviluppo sostenibile dedicato a “Città e comunità sostenibili” – deve coinvolgere di più le donne, particolarmente capaci di guidare una transizione ecologica globale».







