Craft 4.0

Una serra da indossare: gli abiti sperimentali di Daniel del Valle

Vasi di porcellana bianca e blu portati come bustier, gabbie di legno flessibile piene di pissidi fiorite, gonne costruite come davanzali e consolle: l’immaginazione al servizio della moda.

di Sara Sozzani Maino

L’artista Daniel del Valle durante la realizzazione di un bustier a forma di vaso in ceramica bianco.

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L’atelier di un artista floreale. La stanza di uno scultore. Una sartoria di haute couture. Il laboratorio di un alchimista. Il magazzino di un giardiniere. Uno spazio di body performance. Un reliquiario. Sono tante le similitudini, e altrettanti i cambi di prospettiva, quando si entra nello studio londinese di Daniel del Valle. Nel panorama contemporaneo, dominato dalla velocità della produzione e dalla continua ricerca di novità, il suo lavoro si distingue per un approccio quasi meditativo, profondamente legato al valore del tempo e del fare. Alla base c’è un rispetto autentico per il processo creativo dove il design non è soltanto esercizio estetico, ma linguaggio, il mezzo per esplorare il rapporto tra il corpo, lo spazio e la materia. Arte, architettura, oggetti quotidiani e natura alimentano l’immaginario delle creazioni, con una particolare attenzione alla struttura delle cose, a come i volumi si sviluppano e prendono forma. Nulla è escluso, dalle tessere di rivestimento di una vecchia piscina a migliaia di tubi vittoriani recuperati dal Tamigi, dal pane alle orchidee, dal vetro fuso alla cera delle grandi processioni pasquali. Da questo sguardo onnivoro, il progetto si sviluppa attraverso schizzi, prove di drappeggio e sperimentazioni continue sui materiali. Due passioni ricorrono in modo costante: i fiori e la ceramica.

Una delle sculture da indossare di Daniel delValle, un bustier in legno flessibile con piccole creazioni di ceramica e ori. È parte della collezione “The Narcissist”, presentata alla Ladbroke Hall durante la London Fashion Week di febbraio.

Del Valle, quando a 19 anni si è trasferito a Londra da Pilas, il piccolo villaggio vicino a Siviglia dov’è nato, si è mantenuto prima lavorando in un ristorante e poi come fiorista, collaborando con il rinomato Paul Thomas Flowers. La fragilità e la forza di steli e corolle, la materia organica che cresce e cambia si riflette nelle silhouette dei suoi capi. La ceramica, invece, torna come accento sull’atto del modellare, sulla volontà che definisce con pazienza e sensibilità, ed è alla base dell’equilibrio tra idea e manualità. Il gesto che plasma occupa un ruolo centrale nella sua pratica e non si tratta semplicemente di una fase tecnica, ma di una parte integrante della creazione. Proporzioni, tagli, volumi sono continuamente ricalibrati, rivisti e le silhouette uniscono la precisione alla forza, con un’ossessione per il dettaglio seriale. Ogni abito è concepito come una piccola architettura vivente e indossabile, una struttura pensata per dialogare con il corpo, seguendone i movimenti ma, allo stesso tempo, mantenendo una propria identità definita e separata, non foss’altro per la rigidità e il peso.

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A sinistra, il suo studio londinese, con un altro dei suoi bustier, questa volta in ceramica. Indossato il bustier a forma di vaso in ceramica bianco e blu. Anche questo fa parte della collezione “The Narcissist”.

La linea di confine fra artigianalità, design, arte e moda è continuamente attraversata e riscritta. I bustier hanno la forma di enormi vasi di porcellana bianca e blu, le camicie sono pettorine in paglia di Vienna e rattan, i boleri sono presepi di muschi e statuine, i fiori spuntano da pissidi incastonate in cinture, drappeggi, gabbie di legno flessibile, tomaie delle scarpe. Un catalogo di memorie e sequenze, che forgia il presente con i resti autobiografici del passato: la nonna che da bambino lo teneva occupato col ricamo, il padre fornaio che lo portava di notte a lavorare nel suo panificio e che oggi ha realizzato per lui una canotta lievitata e fragrante, quasi un gigante marsupio, cotto come una interminabile baguette, che avvolge il busto come un serpente dorato. E poi c’è il ricordo di sua madre giovane, in onore della quale ha riscoperto la tecnica dei bouquet di cera, quelli che in Spagna, durante la Settimana Santa, ornavano le statue sacre per le strade. Così l’abito con cui si è sposata è diventato un’opera d’arte.

Alcune creazioni di Daniel del Valle della collezione “The Narcissist” a cui l’artista, ha lavorato per tre anni. I suoi bustier e boleri sono realizzati utilizzando ricordi familiari e oggetti quotidiani.

L’artigianalità rappresenta il cuore della visione di del Valle che, nel corso del tempo, ha costruito un linguaggio stilistico riconoscibile, lontano dalle tendenze effimere e radicato in una ricerca personale coerente. La sua prima sfilata, a Ladbroke Hall, ha richiesto tre anni di lavoro ed è stata celebrata non come un fashion show, ma come uno spettacolo di arte indossabile. I suoi capi si sviluppano come capitoli di una poetica tessitura, l’ampia trama unisce arte, natura, manualità, amicizia, saperi tradizionali, generazioni multiple, personali pensieri ricorrenti. The Vxlley non è un brand. Del Valle lo descrive come un giardino e una grande metafora della vita dove tutto cresce e si trasforma. Così lo scroll del suo account Instagram regala una passeggiata al di là della soglia di Alice, dentro un mondo sovvertito, paradossale, sognante e un po’ folle, un attraversamento del parco del Gattopardo, macerato dal sole, con lo stesso aroma che distilla dalle reliquie di certe sante, odore pepato di garofanini, oleoso di magnolie e «il profumo della menta misto a quello infantile della gaggìa» con lo straripante sentore di alcova delle prime zagare. O ancora, accompagna la fantasia fino all’ingresso del Museo dell’innocenza per ricordarsi che l’unica cosa che consola il dolore insopportabile del tempo che passa e della felicità perduta «è possedere un oggetto, retaggio di quell’attimo prezioso, il singolo istante di felicità che non si esaurisce per centinaia di anni».

A sinistra Daniel Del Valle nel suo studio a Londra. A destra una gonna realizzata con le tessere di rivestimento di una vecchia piscina e con décor di vetro soffiato.

ALTO ARTIGIANATO DANIEL DEL VALLE, @thevxlley.

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