Una sinergia tra industria, Istituzioni e ricerca per sviluppare il comparto italiano delle batterie
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Lo sviluppo del comparto strategico delle batterie elettriche passa per una sinergia tra i principali attori che operano nella filiera di settore ovvero l’industria italiana, le istituzioni pubbliche, gli enti di ricerca e l’università. E’ questa l’indicazione che è emersa nel corso dell’evento “Sicurezza energetica e competitività. Le aziende dello storage incontrano le istituzioni”. L’incontro, organizzato da Motus-E e WEC Italia, ha messo intorno a un tavolo la filiera italiana degli accumuli elettrochimici, il mondo politico e quello della ricerca coinvolgendo oltre 50 aziende che condividono l’obiettivo di sviluppare un comparto che riveste un ruolo decisivo per alimentare le ambizioni di una maggiore sovranità energetica nazionale.
Con un mercato globale che nel 2025 ha superato i 150 miliardi di dollari, il settore dello storage rappresenta una priorità industriale in tutto il mondo. In questo contesto, l’Europa si è data il traguardo di soddisfare con la produzione domestica almeno il 40% della domanda interna di celle per le batterie stazionarie e i trasporti entro il 2030.
“Riunire una filiera articolata e impostare un dialogo così proficuo e strutturato con istituzioni, enti di ricerca e università era una priorità assoluta per il Paese e siamo entusiasti del risultato raggiunto”, ha osservato il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso che ha salutato positivamente l’ampia partecipazione all’evento che, ha detto, restituisce la fotografia di un’industria viva e pronta a fare la propria parte. Abbiamo posto le basi per un cambio di passo strategico, che richiede ora un coordinamento in grado di valorizzare le competenze delle imprese e accelerare gli investimenti in un settore cruciale, anche e soprattutto alla luce dello scenario geopolitico attuale”.
Il Segretario Generale WEC Italia, Michele Vitiello, ha invece sottolineato che le tensioni geopolitiche espongono l’Italia a “vulnerabilità strutturali. Dipendiamo dall’estero per le fonti fossili, ma anche per le materie prime critiche necessarie a rinnovabili e accumuli”, ha sottolineato Vitiello. “In questo contesto, segnato dalla spinta europea all’elettrificazione e da una domanda crescente di energia decarbonizzata, il sistema Italia, nella sua componente pubblica e privata, deve interrogarsi sulle soluzioni da proporre in sede di Unione, valorizzando le opportunità che questo settore può offrire a una maggiore sicurezza e sostenibilità”, ha concluso Vitiello.

