Rapporto Anvur

Università e ricerca: Milano Statale al top per Economia e Medicina

Tra le private la Bocconi eccelle nella Statistica, la Luiss nelle scienze economiche e aziendali

di Eugenio Bruno e Lorenzo Pace

 IMAGOECONOMICA

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Che sia la Statale o la Bocconi, è Milano la città a ottenere i risultati migliori per la qualità della ricerca accademica nelle Scienze economiche e statistiche considerando i grandi atenei. Non solo. La Statale primeggia pure per quanto riguarda le Scienze mediche e lo stesso fanno, tra le private, le sue “concittadine” Humanitas e San Raffaele.

Cambiamo area e passiamo all’interno delle più grandi facoltà di Ingegneria industriale. Al primo posto tra gli atenei statali si trovano a pari merito Padova e Trento, accompagnati tra le private da Bolzano. Infine, per le Scienze giuridiche, i risultati migliori arrivano da Firenze e Siena insieme a Roma Tre, mentre tra le non statali si torna a Milano, stavolta alla Cattolica.

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Sono alcuni degli spunti che emergono dalle rilevazioni dell’Anvur sullo stato della ricerca accademica in Italia. Decine di tabelle e analisi che compongono il Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca (Vqr) 2020-2024 e che si aggiungono all’antipasto offerto oltre un mese fa con i risultati aggregati per ateneo. In questo caso vengono “pesati” i singoli dipartimenti organizzati in 17 aree disciplinari. Fermo restando l’obiettivo rimane sempre lo stesso, come specifica la nota dell’Agenzia di valutazione: restituire «una lettura di sistema e non una logica di classifica».

Valutati 200mila prodotti di ricerca

Va specificato che quando parliamo di Vqr non parliamo soltanto di atenei. Sono la maggior parte, cioè 100 delle 132 istituzioni osservate. Le altre si dividono tra 13 enti pubblici di ricerca vigilati dal ministero dell’Università e 19 istituzioni volontarie.

Nelle valutazioni si è tenuto conto del lavoro di 75.869 ricercatori, di cui 33.099 stabili e 42.770 neoassunti o promossi. Che hanno elaborato, contando anche il contributo dei colleghi che non lavorano nel sistema universitario italiano ma che hanno conseguito il titolo di dottore tra il 2017 e il 2023, quasi 200mila prodotti di ricerca.

I loro lavori sono stati valutati, tramite Peer review, da 723 esperti dei Gev (Gruppi di Esperti della Valutazione) e degli oltre 6mila revisori esterni. I risultati, in linea con le precedenti Vqr, si basano su un indice (R) con un valore medio di 1. Le università con punteggi superiori, dunque, si piazzano al di sopra. Ad esempio: un ateneo con R = 1,10 ha una performance circa del 10% superiore alla media del proprio settore. Dei vari indicatori utilizzati in questa sede ci limitiamo al cosiddetto “R 1_2”, solo qualitativo, che somma i risultati dei ricercatori strutturati più i nuovi assunti.

Milano in testa per le Scienze economiche

Passando ai risultati partiamo dalle Scienze economiche e statistiche (area 13a). Tra gli atenei statali il valore più alto arriva infatti da Milano Statale con 1,16. Si tratta dello stesso punteggio del Politecnico, inserito però nella “seconda” fascia per ordine di grandezza, cioè numero di docenti strutturati nella facoltà. Tornando alle più grandi, dopo la Statale ci sono Venezia Ca’ Foscari (1,11), Padova e Torino (entrambe a 1,09).

Ma il risultato più elevato dell’intera area appartiene alla Bocconi, che tra le università non statali raggiunge quota 1,28. Sopra la media anche la Luiss di Roma (1,25) e l’università di Bolzano (1,17).

Se invece si guarda alle Scienze economico-aziendali (13b), cambia la geografia dei risultati. Tra le statali primeggiano Bergamo (1,10), Firenze e Messina (1,09), mentre nel settore privato il primato va alla Luiss con 1,16, davanti alla Bocconi (1,10).

Milano anche per le Scienze mediche

Nelle Scienze mediche (area 6), tra le più grandi statali, ritorna il primato della Statale di Milano (1,11), seguita da Padova (1,10) e Firenze (1,07). Tra le strutture più piccole, invece, si segnalano Roma Foro Italico (1,23), la Bicocca di Milano (1,20), Trento (1,17) e Salerno (1,10).

Ancora più alti i risultati di alcune università private specializzate: Humanitas e San Raffaele, sempre nel capoluogo meneghino, raggiungono entrambe quota 1,12, mentre Bolzano arriva addirittura a 1,36.

La ricerca in campo ingegneristico

Nell’area dell’Ingegneria industriale e dell’informazione (area 9) il miglior risultato tra i principali atenei statali è condiviso da Padova e Trento, entrambe con un indice R pari a 1,04. Nella seconda fascia per dimensione, però, c’è chi fa meglio, cioè Siena (1,07) e Sannio (1,06). Tra le non statali, invece, guida Bolzano con 1,05.

Nell’Ingegneria civile (area 8b) il primato va invece alla Federico II di Napoli (1,09), seguita da Salerno (1,08) e dalla Calabria (1,05). In mezzo, figura anche la più piccola Perugia (1,08). Più orientata verso il Centro-Sud anche l’Architettura (area 8a), dove in testa compare ancora la Federico II con 1,09, davanti a Roma Tre (1,05) e alla Sapienza (1,04).

Firenze prima tra le “grandi” per le Scienze giuridiche

Nel settore giuridico (area 12) il vertice della graduatoria delle strutture più grandi è condiviso da Firenze, Roma Tre e Siena, tutte con un indicatore R pari a 1,07. Sedi più piccole hanno ottenuto risultati vicini e a volte leggermente più alti, come Ferrara, Verona e Tuscia (tutte a 1,10). Tra gli atenei non statali il risultato più alto è quello della Cattolica di Milano con 1,11.

Le discipline umanistiche

Le discipline umanistiche presentano una mappa più frammentata. Nelle Scienze dell’antichità e storico-letterarie (area 10) il miglior risultato tra le statali è quello di Pavia (1,08), seguita da Roma Tre (1,06) e Pisa (1,05).

Nelle Scienze storiche, filosofiche e pedagogiche (area 11a) svetta invece Macerata con 1,12, mentre tra le non statali sopra quota 1 anche la Cattolica (1,08) e la Iulm di Milano (1,07).

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