Nuovo caso

Usa, blitz anti-migranti in sito Hyundai-LG: oltre 450 arresti. Ira di Seul

L’impianto Hyundai, che ha iniziato a produrre veicoli elettrici lo scorso anno, impiega circa 1.200 dipendenti

Gli ufficiali federali dell’immigrazione trattengono un migrante presso il tribunale per l’immigrazione degli Stati Uniti a Manhattan, New York City

2' di lettura

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Le autorità federali per l’immigrazione, assieme ad agenti dell’Fbi e della polizia dello stato della Georgia hanno fatto irruzione, giovedì sera, in uno stabilimento Hyundai di costruzione veicoli elettrici, arrestando più di 450 “immigrati clandestini” secondo le forze dell’ordine impegnate in un’operazione di repressione degli illegali sul suolo statunitense.

L’impianto Hyundai, che ha iniziato a produrre veicoli elettrici lo scorso anno, impiega circa 1.200 dipendenti.

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Il portavoce del ministero degli esteri della Corea del Sud ha espresso “preoccupazione e rammarico” per i raid che hanno preso di mira l’azienda, spiegando che “le attività economiche delle nostre aziende che investono negli Stati Uniti e i diritti e gli interessi dei nostri cittadini non devono essere violati ingiustamente”.

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Seul protesta

Le autorità americana hanno spiegato che la retata e gli arresti facevano parte di un’indagine su individui privi di documenti, secondo quanto riportato dai media locali. «Le attività economiche delle nostre aziende che investono negli Stati Uniti e i diritti e gli interessi dei nostri cittadini non devono essere ingiustamente violati», ha affermato il portavoce del ministero Lee Jae-woong, in un briefing con i media. «Abbiamo espresso oggi la nostra preoccupazione e il nostro rammarico tramite l’ambasciata Usa Seul», ha aggiunto Lee.

Seul ha inviato sul posto funzionari della sua ambasciata e del suo consolato di Washington e di Atlanta, incaricando le missioni diplomatiche locali di istituire una task force per occuparsi e seguire le questioni che stanno emergendo, ha proseguito il ministero.

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