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Uso civile dell’aeroporto di Grazzanise, verso un tavolo con Regione e ministeri

In origine era uno scalo militare e oggi può essere destinato anche a uso civile: Enac ha chiesto di avviare un confronto istituzionale

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Si riaccendono i riflettori sull’aeroporto di Grazzanise, in provincia di Caserta. In origine era uno scalo militare, di cui a inizio 2025, il ministero della Difesa ha autorizzato l’utilizzo anche per finalità civili, in regime cosidetto di “uso duale”, e nel rispetto delle esigenze militari, aprendo a nuove prospettive di sviluppo per l’infrastruttura.

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Una ipotesi (l’uso dello scalo per scopi civili e commerciali) che da molti anni, di tanto in tanto, ritorna e che nell’ultimo anno ha assunto maggiore concretezza. Specie dopo che, nei giorni scorsi l’Enac ha scritto ai ministri dei Trasporti e della Difesa chiedendo la convocazione di un tavolo in cui far partire un confronto. E si spera che possa partire quanto prima anche la perimetrazione delle due zone, quella militare e quella civile. Un confronto chiesto anche dal deputato della Lega Gianpiero Zinzi in un recente question time. «Il decongestionamento di Capodichino e l’avvicinarsi dell’America’s Cup – dice Zinzi – sono esigenze prioritarie a cui Grazzanise può dare risposte».

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Sul tema, diventato improvvisamente caldo, è tornato il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha chiarito al Sole 24 Ore: «Occorre ragionare sulla base di dati e numeri certi. Ogni investimento pubblico deve essere accompagnato e sostenuto da prospettive che si fondino su studi di fattibilità e analisi. Dunque c’è massima disponibilità a ragionare sullo scalo di Grazzanise ma basandosi su dati che tengano conto delle esigenze, del contesto e delle dinamiche dei vari settori interessati».

L’utilizzo dell’aeroporto di Grazzanise per scopi civili e commerciali, infatti, sta molto a cuore agli imprenditori dell’aerospazio della Campania che ne hanno sollecitato l’attuazione attraverso il Distretto (Dac). E sta a cuore a Confindustria Caserta che recentemente ha promosso uno studio di prefattibilità sul tema, che, a quanto sembra, è servito a smuovere le acque. «Abbiamo fornito uno strumento utile – dice il presidente di Confindustria Caserta Luigi Della Gatta – Ora la politica deve fare il resto».

Lo studio curato dalla società internazionale Steer, sostiene che il traffico aereo internazionale verso e dalla Campania può crescere nei prossimi 30 anni dai 13 milioni di passeggeri movimentati nel 2025 ai 23,8 milioni che è possibile prevedere nel 2056. Pertanto, ci sarebbe spazio per un terzo scalo aeroportuale aperto al traffico civile e commerciale: Grazzanise può avere il ruolo di un aeroporto “satellite” per alleggerire Napoli.

Capodichino, secondo Steer, ha una capacità attuale di circa 14 milioni di passeggeri, con una previsione di leggera crescita annua date le difficoltà di espansione nelle aree limitrofe. Considerate tali limitazioni, è stata effettuata un’analisi relativa alla quota di domanda non assorbita dallo scalo partenopeo che, al 2056, dovrebbe essere di circa 7 milioni di passeggeri. Il riferimento è il modello di aeroporti satellite integrati in un unico “city brand”, come a Parigi, Bruxelles e Milano, dove lo scalo secondario contribuisce proprio a decongestionare il sistema aeroportuale. L’aeroporto di Grazzanise potrebbe servire un bacino di circa 5,6 milioni di persone.

Lo studio propone anche una valutazione dell’investimento necessario: per avviare le operazioni civili servono circa 100 milioni di cui 90 milioni per l’aviazione commerciale e 10 milioni per l’aviazione civile (a prezzi del 2025). Gli investimenti riguardano la costruzione del Terminal da un milione di passeggeri, l’allargamento della pista di volo, aiuti alla navigazione. A questi vanno aggiunti i costi per garantire l’accessibilità dello scalo.

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