Musica e storie

Uto Ughi coinvolge con le note studenti e appassionati

Il grande violinista ha accolto i ragazzi alle prove del suo concerto e la sera ha incantato il pubblico con il suono del suo Guarneri

di Marzia Redaelli

Uto Ughi Nella foto: Uto Ughi, I Virtuosi italiani orchestra.

2' di lettura

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Uto Ughi al Festival dell’Economia di Trento affascina con il suono vibrante del suo violino Guarneri, ma anche con le storie di musica che ha raccontato agli studenti del Conservatorio.

Un incontro, quello con i giovani musicisti, molto caro al Maestro, tra i più grandi della scuola violinistica italiana, che si impegna per diffondere la conoscenza e l’ascolto della musica classica in tutte le scuole. Nel 2024, infatti, la Fondazione Uto Ughi ha siglato un Protocollo d’Intesa con il ministero dell’Istruzione e del Merito che prevede la promozione di attività e di progetti formativi, volti a diffondere la conoscenza delle potenzialità espressive degli strumenti musicali e lo sviluppo di iniziative centrate sulla musica come esperienza di ricerca, creatività, aggregazione e inclusione.

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Il dono della musica

«La musica - afferma Uto Ughi - è un dono prezioso a cui tutti possono e devono accedere. Per questo ho costituito la mia Fondazione. Desidero che i giovani conoscano il grande patrimonio culturale musicale di cui il nostro Paese è ricco, e che possano amare la musica. È fondamentale che abbiano, quindi, la possibilità di studiare uno strumento e di apprezzare quanto di più bello abbiamo nella vita: la cultura».

Un compito che non appare facile, visto che a spopolare tra i ragazzi sono ben altri generi musicali, dall’elettronica, all’urban, alla trap.

«Penso - continua Ughi - che sia giusto che i giovani conoscano le due dimensioni, quella della musica leggera e quella della musica classica, in modo che possano fare delle scelte. Ci deve essere una par condicio nell’informazione e nella diffusione della cultura musicale, della quale al momento le scuole non si preoccupano».

Uto Ughi a governo: potenziare insegnamento della musica a scuola

Le iniziative della Fondazione per i giovani artisti si articolano in concerti in diretta streaming, in incontri con i musicisti, ma soprattutto in progetti scolastici, masterclass, concorsi e borse di studio indirizzate ai talenti.

La conoscenza è stata un tassello fondamentale nella formazione dello stesso Ughi, che alla platea ha raccontato come abbia iniziato ad appassionarsi alla musica a due anni, accovacciandosi sotto il pianoforte di casa.

No alla musica artificiale

Sulla musica creata con la tecnologia, invece, Ughi pone il suo veto: «No, non è musica, perché manca di umanità, di espressività dell’essere umano, caratteristiche imprescindibili dell’arte musicale. Il computer è una macchina e, per quanto possa essere perfezionata, elabora prodotti artificiali».

Secondo il Maestro, infatti, lo strumento musicale che produce il suono più bello è la voce umana.

I consigli

Dagli studenti in sala sono arrivati tanti complimenti e richieste di consigli su come diventare un buon musicista. Uto Ughi ha citato le caratteristiche dei grandi di tutte le discipline, dalla musica allo sport: passione, ma anche tanto impegno. «Paganini - ha concluso Ughi - diceva che solo lui si poteva accorgere di un giorno di studio mancato, ma che tutti si sarebbero accorti di due giorni in meno».

Il concerto

La giornata si è conclusa con un concerto insieme all’Orchestra I virtuosi italiani di Verona.

L’entusiasmo del pubblico ha risuonato all’Aditorium di Santa Chiara insieme ai brani eseguiti: la Sinfonia n.3 di Vivaldi, il concerto n.20 di Bach, la Sinfonia n.1 di Luigi Boccherini, la Ciaccona di Tommaso Vitale per violino e archi, un preludio di Gaetano Pugnani e Fritz Kresler.

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