FluDay

Vaccini antinfluenzali: progressi per una protezione più efficace e appropriata

Oltre un miliardo di infezioni stimate ogni anno, di cui 3-5 milioni in forma grave, con 300-600mila morti ogni anno: l’importanza della prevenzione

di Paolo Bonanni*

Nurse making vaccine injection to elderly patient goodluz - stock.adobe.com

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L’influenza è un’infezione mai banale, come certa comunicazione superficiale a volte fa pensare. Si tratta infatti della malattia infettiva più diffusa nel mondo, il cui impatto si misura in 1 miliardo di casi stimati ogni anno, di cui 3-5 milioni sono forme gravi, che portano a 300.000-600.000 morti ogni anno. Per rimanere ai dati nel nostro Paese, l’influenza ha avuto un andamento particolarmente aggressivo e diffusivo nelle ultime tre stagioni influenzali post-pandemiche. Lo scorso anno sono stati stimati oltre 16 milioni di casi, e quest’anno i dati fino ad inizio di marzo indicano che si sono già verificati oltre 12 milioni di casi (e la stagione fredda non è ancora conclusa). I morti causati direttamente dall’influenza sono almeno 8.000-10.000 ogni stagione invernale, ma a questi vanno aggiunte le morti più tardive legate allo scompenso di malattie croniche pre-esistenti e alle più elevate incidenze di infarto ed ictus nella popolazione anziana e fragile colpita dalla patologia.

L’appuntamento con il FluDay

Si comprende quindi come la possibilità di prevenire tali conseguenze grazie ad un utilizzo sempre più ampio e appropriato della vaccinazione sia tema di grande rilevanza per la salute pubblica.

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Dei progressi e delle sfide poste dalla prevenzione dell’influenza si è discusso recentemente a Roma nella settima edizione del FluDay, appuntamento ormai tradizionale di confronto tra le più importanti istituzioni sanitarie nazionali (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Regioni) ed esperti e operatori del settore (igienisti, medici di medicina generale, pediatri e farmacisti).

L’incontro ha permesso anzitutto di fare un bilancio dell’andamento delle coperture vaccinali nelle ultime stagioni. La copertura vaccinale nella popolazione ultra-sessantacinquenne è sostanzialmente rimasta invariata, pur in un quadro di aumento delle dosi somministrate. L’apparente contraddizione deriva in gran parte dall’incremento della popolazione anziana. Infatti, le generazioni del ‘baby-boom’ degli anni Sessanta, particolarmente numerose, stanno entrando nella fascia di età al di sopra dei 65 anni, in cui si concentrano la gran parte dei danni maggiori dell’influenza. Quindi, aumentando il denominatore, ci si trova nella paradossale situazione in cui sforzi per raggiungere la popolazione non si traducono in aumento di copertura, ma a volte addirittura in sua diminuzione. In questo senso un ulteriore coinvolgimento delle farmacie e dei MMG (specie in alcune Regioni) potrebbe dare un contributo importante a incrementare dosi somministrate e coperture vaccinali.

In aumento le coperture pediatriche

Al contrario, in tutte le Regioni si registra un progressivo incremento delle coperture in età pediatrica (il vaccino è offerto gratuitamente tra i 6 mesi e i 6 anni di età), importante sia per proteggere i più piccoli dalle conseguenze della malattia (sotto i due anni l’influenza è altrettanto grave che negli anziani), sia per interrompere la trasmissione del virus, dato che i bambini sono i suoi più importanti diffusori nella popolazione.

Altro tema cruciale che è stato affrontato è quello dell’appropriatezza di utilizzo dei vaccini influenzali. Da tre anni il Ministero della Salute ha saggiamente recepito - nella Circolare annuale sulla vaccinazione anti-influenzale - la richiesta proveniente dal mondo scientifico riguardo alla necessità di raccomandare preferenzialmente vaccini ‘potenziati’ (adiuvati o ad alto dosaggio) per l’immunizzazione della popolazione sopra ai 65 anni di età. Infatti, l’efficacia di tali vaccini si dimostra costantemente superiore ai vaccini standard, tanto che sono ormai numerosi i Paesi che, analogamente al nostro, hanno tale raccomandazione preferenziale (Regno Unito, Austria, Germania, Francia, Stati Uniti, Canada, Australia, solo per citarne alcuni). Sono stati esaminati diversi dati regionali, che dimostrano un progressivo miglioramento dell’utilizzo di tali vaccini da parte dei centri vaccinali delle ASL, dei medici di medicina generale, ma anche nelle farmacie, che da qualche anno si affiancano ai primi due canali di distribuzione per estendere ulteriormente l’accessibilità del vaccino per la popolazione. Resta comunque una quota di inappropriatezza di utilizzo, per cui risulta fondamentale incrementare la formazione su questo tema per tutti i professionisti coinvolti nella loro somministrazione.

I vaccini su cultura cellulare

Sono state discusse anche le nuove indicazioni per i vaccini su coltura cellulare, ora utilizzabili anche dai 6 mesi di vita, vaccini che presentano la peculiarità di poter evitare il fenomeno di adattamento all’uovo (il substrato classico di produzione dei vaccini influenzali) del virus di origine umana, fatto che rende gli antigeni presenti nei vaccini più corrispondenti in alcune stagioni ai ceppi circolanti nella popolazione.

Un ultimo elemento da sottolineare è l’indicazione venuta dall’incontro di poter semplificare le raccomandazioni ministeriali portando l’utilizzo preferenziale dei vaccini potenziati a partire dai 60 anni (come diverse Regioni già fanno), che è l’età dalla quale l’offerta attiva e gratuita è ormai da anni garantita in Italia. Ciò consentirebbe peraltro di offrire ai soggetti a rischio (già molto frequenti numericamente dai 60 anni) una opportunità di protezione ulteriore.

Siamo certi che la continuazione di questa occasione di confronto annuale potrà contribuire a proteggere sempre meglio la nostra popolazione da un’infezione, come quella da virus influenzali, che causa così tanto danno alla salute, ma che è prevenibile con strumenti, i vaccini, sempre migliori e adattati alle situazioni delle diverse fasce della nostra popolazione.

*Dipartimento di Scienze della Salute - Università degli Studi di Firenze, co-fondatore ‘Adult Immunization Board’ (AIB)

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