Valentino chiude il 2025 in calo: ricavi a 1,12 miliardi, Ebitda -41%. Sale il debito
La maison, controllata dal fondo del Qatar Mayhoola (70%) e partecipata da Kering (30%), ha registrato un calo delle vendite in tutte le geografie
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I punti chiave
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Il 2025 si è rivelato un esercizio complesso per Valentino, che ha chiuso il bilancio con ricavi e redditività in netto calo, in un contesto di rallentamento generalizzato del mercato del lusso e di domanda più debole in quasi tutte le aree geografiche. Secondo quanto emerge dal bilancio depositato dalla maison romana, il fatturato si è attestato a 1,12 miliardi di euro, in diminuzione del 15% rispetto all’anno precedente, mentre il margine operativo lordo (Ebitda) è sceso del 41%, fermandosi a 174 milioni di euro. In aumento anche il debito netto, salito a 1,13 miliardi di euro dai precedenti 1,08 miliardi.
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Nel documento la società spiega che a pesare sui risultati è stato anche l’andamento dei cambi: «Le dinamiche valutarie hanno avuto un impatto negativo pari a circa 2 punti percentuali, riconducibile principalmente al rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro statunitense, dello yen giapponese e del renminbi cinese».
La geografia dei ricavi
«Il rallentamento ha interessato tutte le aree geografiche, con una contrazione più marcata in Giappone e nell’area Asia-Pacifico» si legge nel commento dei dati di bilancio, che indica tra le cause «un indebolimento della fiducia dei consumatori» e gli effetti sfavorevoli dei movimenti valutari sui flussi turistici.
La frenata si è riflessa soprattutto sul canale retail diretto. Dal bilancio emerge infatti che «tali fattori hanno inciso in misura prevalente sulle vendite Direct-to-Consumer, penalizzate da una riduzione del traffico nei punti vendita e da un comportamento di acquisto più prudente da parte della clientela». Anche il wholesale ha subito una battuta d’arresto, con «una significativa flessione dei volumi».
Per aree geografiche, l’Europa ha risentito del raffreddamento della domanda interna e del ritorno a livelli più normali dei flussi turistici. La società evidenzia che «nel 2025 i ricavi in Europa si sono ridotti rispetto all’esercizio precedente, riflettendo una domanda domestica più debole e una normalizzazione dei flussi turistici dopo il forte rimbalzo registrato negli anni precedenti». A incidere è stata anche la riduzione degli ordini dei partner commerciali, con il canale wholesale che «ha inciso negativamente sull’andamento complessivo dell’area (-14% a cambi costanti)».



