Lavoro

Valori, competenze e riforme per colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro

Crescita e Pnrr hanno spinto l’occupazione, ma aumenta anche la distanza da colmare tra opportunità e competenze, soprattutto tra giovani e donne

di Marzia Redaelli

2' di lettura

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Riforme strutturali che facilitino un’occupazione solida, ma anche competenze più trasversali e un cambio culturale.

Ecco cosa è necessario ai giovani alle donne per sfruttare le opportunità di lavoro che dalla fine del covid sono in crescita. Questa è l’opinione degli speaker dell’incontro organizzato sul tema da Confcooperative in Piazza Duomo a Trento. Giovani e donne vengono definiti come una popolazione invisibile, perché non riescono a inserirsi con soddisfazione nelle dinamiche dell’economia.

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I fatti

Le statistiche parlano di un aumento importante dell’occupazione negli ultimi anni: dai minimi del 2008 è risalita fino a un boom di oltre 24 milioni di lavoratori registrati nel marzo scorso, che corrispondono a un tasso di partecipazione del 63%. L’Istat , però, segnala che in marzo l’occupazione è lievemente calata (-0,1%) per via delle difficoltà lavorative delle donne, degli under 35, dei dipendenti a termine e degli autonomi, che risultano le fasce fragili del sistema.

«Se avessimo lo stesso tasso di occupazione della media dell’unione europea - spiega Andrea Toma, responsabile area lavoro ed economia del Censis - avremmo tre milioni di occupati in più. Abbiamo 1,8 milioni di neet (giovani che non hanno e che non cercano un impiego) e un mismatch che pesa per oltre 27 miliardi di euro, pari all’1,5% de Pil. Inoltre, c’è una competizione tra territori e un forte calo demografico da affrontare. Bisogna, dunque, trovare un equilibrio tra tecnologia e innovazione, che corre troppo velocemente e rischia di lasciare indietro imprese e persone».

Giovani e lavoro

Secondo Andrea Sangiorgi, presidente Giovani Confcooperative, serve più connessione tra università e mondo del lavoro per favorire la nascita di nuove imprese, ostacolata dalla burocrazia e dalle difficoltà di accesso al credito, e anche per arrestare la fuga all’estero. «Dobbiamo mettere i giovani in condizioni di acquisire le competenze necessarie per accedere al mondo del lavoro - afferma Sangiorgi -. per saper ragionare sulle soft skill e sulle relazioni tra le persone».

Donne e impieghi

I motivi che allontanano la parte femminile della popolazione dal mondo produttivo sono, invece, da ricondursi principalmente a distorsioni culturali ancora radicate

«La responsabilità della cura dei familiari - conclude Alessandra Rinaldi, presidente Donne Confcooperative - è tuttora a carico delle donne. Servono però anche leggi che ripensino il welfare, i servizi educativi e il processo di digitalizzazione».

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