Cinema e Media

Van Der Beek, raccolta fondi per la famiglia di “Dawson”: 25mila dollari da Steven Spielberg

L’attore aveva messo all’asta cimeli dei set per pagarsi le spese mediche. Oltre 2 milioni di donazioni post mortem tra volti noti e benefattori anonimi

Il regista Steven Spielberg partecipa al pranzo dei candidati alla 98ª edizione degli Oscar a Beverly Hills, California, Stati Uniti, il 10 febbraio 2026. REUTERS/Mario Anzuoni

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Nel profilo Instagram di James Van Der Beek - appuntato in cima, perchè non si perda nel mucchio - c’è un video di marzo 2025, registrato in occasione del suo 48esimo compleanno: si intitola “Che cosa mi ha insegnato il cancro”. È tra i più condivisi sui social in queste ore, dopo l’annuncio della morte dell’attore, che si è spento nelle prime ore di mercoledì 11 febbraio ad Austin, in Texas, due anni e mezzo dopo aver ricevuto la diagnosi di cancro al colon.

Nel video Van Der Beek racconta che per anni, in gioventù, alla domanda «chi sono?» ha risposto definendosi - non sempre con particolare soddisfazione - «un attore». Crescendo, la risposta più appagante è diventata «un marito», poi «un padre» e anche «chi porta a casa il pane» e si prende cura della propria famiglia e della propria terra, perchè insieme alla moglie Kimberly Van Der Beek ha messo al mondo 6 figli: Olivia - la più grande, di 15 anni - Joshua, Annabel, Emilia, Gwendolyn e Jeremiah, il più piccolo, di 4. Van Der Beek, dopo mesi di cure per provare ad arginare il cancro, nel video si mette a nudo e si chiede chi sia ora, quando la malattia gli impone un viavai costante dall’ospedale e non gli permette più di lavorare nè di essere a casa per i propri figli o per la propria moglie. La risposta che sì dà e che sceglie di condividere con chi lo segue è «sono degno dell’amore di Dio, così anche voi. E se Dio è un concetto che vi crea problemi, levatelo, ma siete degni di amore».

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Un messaggio rilanciato da moltissimi fan, che con la sua morte piangono un pezzo della loro adolescenza - era lui il biondissimo Dawson Leery, volto e protagonista della fortunata serie statunitense Dawson’s Creek, che tra il 1998 e il 2003, in sei stagioni, porta sul piccolo schermo giovani talenti che animano ancora oggi il mondo del cinema, come Michelle Williams e Katie Holmes - ma anche da diversi colleghi. C’è chi con Van Der Beek ha condiviso la fama mentre si entrava nel nuovo millennio - «Sono cresciuta con lui, era uno dei bravi ragazzi», ha scritto Sarah Michelle Gellar, che in quegli anni era protagonista di Buffy l’Ammazzavampiri - ma anche chi, come Viola Davis, semplicemente lo piange perchè era un amico. «Che lezione meravigliosa, e che meravigliosa eredità lasci ai tuoi figli, alla tua famiglia, a tutti noi», ha condiviso via social l’attrice premio Oscar per Barriere nel 2017.

Le spese mediche e i problemi economici

Proprio l’eredità, ora che Van Der Beek non c’è più, è un nodo che preoccupa la famiglia. L’attore non ha mai fatto mistero che le cure contro il cancro, oltre a essere estremamente impegnative per il fisico e per la mente, fossero altrettanto dispendiose. Al punto che negli ultimi mesi di vita aveva deciso di mettere all’asta alcuni cimeli della sua carriera sul set per poter far fronte alle spese mediche.

Il settimanale People a novembre dell’anno scorso aveva raccontato di un accordo tra Van Der Beek e la casa d’aste Propstore per offrire ai fan una selezione di oggetti iconici legati ai suoi ruoli più famosi. Tra questi, la collana che Dawson, nella serie, regala a Joey per il ballo di fine anno: un oggetto il cui valore stimato oscillava tra i 26.400 e i 52.800 dollari. All’asta anche l’outfit indossato da Van Der Beek la prima volta che ha vestito i panni di Dawson, per un valore stimato di 4.000 dollari.

Prima ancora, in occasione del 25esimo anniversario di Varsity Blues - commedia sportiva del 1999 che vede l’attore accanto a Paul Walker e John Voight - Van Der Beek aveva venduto merchandising autografato devolvendo i proventi a famiglie colpite dal cancro, tra cui la sua.

«Ho custodito questi tesori per anni, aspettando il momento giusto. Con le recenti svolte inaspettate della vita, è chiaro che è ora. C’è nostalgia nel lasciarli andare, ma mi fa bene condividerli con chi ha sostenuto il mio lavoro nel tempo», aveva spiegato al pubblico.

Tra volti noti e benefattori anonimi

Dopo l’annuncio della morte, alcuni amici di James e Kimberly Van Der Beek hanno lanciato una raccolta fondi su GoFundMe per far fronte alle necessità della famiglia. «All’indomani di questa perdita, Kimberly e i bambini stanno affrontando un futuro incerto. I costi delle cure mediche di James e della lunga battaglia contro il cancro hanno lasciato la famiglia senza risorse finanziarie. Stanno facendo tutto il possibile per rimanere nella loro casa e per garantire ai bambini la possibilità di continuare gli studi e mantenere un po’ di stabilità in questo momento incredibilmente difficile. Il sostegno di amici, familiari e della comunità sarà di enorme aiuto mentre affrontano il percorso che li attende», si legge nella pagina dedicata.

«La vostra generosità contribuirà a coprire le spese essenziali di vita quotidiana, a pagare le bollette e a sostenere l’istruzione dei bambini. Ogni donazione, indipendentemente dall’importo, aiuterà Kimberly e la sua famiglia a ritrovare speranza e sicurezza mentre ricostruiscono le loro vite. Grazie per aver preso in considerazione un contributo a loro sostegno», prosegue l’annuncio.

Una chiamata a cui in poche ore hanno già risposto quasi 45mila persone. C’è chi contribuisce con 10 dollari e chi - come il regista statunitense Steven Spielberg con la moglie Kate Capshaw - con 25mila. «Grazie per essere stato una parte così importante della mia infanzia. Il mio cuore è vicino alla famiglia in questo momento. Il suo ricordo vivrà per sempre», scrive Jennifer, che offre 50 dollari.

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«Il percorso di James ha spinto mio padre a sottoporsi allo screening dopo averlo rimandato per alcuni anni. Spero che il messaggio che ha diffuso negli ultimi anni abbia lo stesso effetto su tutti i papà dai 45 anni in su», dice Lucas che aggiunge 20 dollari. «Come coetaneo di 48 anni, nato nel 1977 e padre anch’io, questa notizia mi colpisce profondamente sotto molti aspetti. Prego per la sua famiglia», aggiunge John.

Tante, tantissime, le donazioni anonime, anche di cifre superiori a quella messa a disposizione da Spielberg. Tra le offerte più cospicue e firmate, finora, 50mila dollari da un brand d’Oltreoceano specializzato nella skincare maschile. In due giorni o poco più, la cifra raccolta ha sfondato ampiamente il tetto dei 2 milioni di dollari.

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