Gestione Aziendale

Vendite, come aumentare i margini standardizzando il sistema

L’efficacia di un sistema strutturato supera il singolo individuo: dalla sanità alle vendite, la standardizzazione dei processi riduce errori e aumenta i risultati

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Alla fine degli anni Novanta, al Great Ormond Street Hospital di Londra vi era un’incognita apparentemente inspiegabile: nonostante gli interventi in sala operatoria andassero a buon fine, una parte dei pazienti non sopravviveva nei dieci minuti di passaggio dalla sala alla terapia intensiva. Una sera due medici dell’ospedale osservano in Tv una Ferrari ai box: in sette secondi venti uomini eseguono un perfetto pit stop. Nessuno parla, eppure tutti sembrano sapere cosa devono fare. Un’illuminazione che porta i due professionisti sanitari fino a Maranello con un obiettivo in testa: approfondire questo approccio metodologico al lavoro. È proprio dalla casa della Ferrari che nasce un’intuizione che li induce a riscrivere la procedura del reparto delineando una sequenza prestabilita fatta di checklist, posizioni fisse e un leader alla guida dell’equipe.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Questa ridefinizione del processo porta a una riduzione degli errori critici nei passaggi di consegna del 67%. Stessi medici, stessi pazienti, stessi strumenti. Ciò che è cambiato è il sistema.

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Non è il talento, è il sistema

In Italia, secondo l’ultimo report ISTAT, il 42,4% dell’acqua potabile immessa nelle reti di distribuzione non arriva al rubinetto. La ragione di questa perdita risiede nel sistema: tubi vecchi, giunti difettosi e un’architettura che nessuno ha mai messo in discussione.

Lo stesso ragionamento può applicarsi al contesto commerciale. Quando i risultati di vendita non sono soddisfacenti le aziende tendono a ricercare il problema nella persona (attraverso la sostituzione di un venditore), nella tecnica (con un nuovo corso) o nel prodotto (tramite sconti o riposizionamenti). Tre leve che, per quanto legittime, ignorano la variabile che spiega la maggior parte della varianza: il processo dentro cui quella persona, con quella tecnica, vende quel prodotto.

La tesi non è comoda, poiché toglie romanticismo al mestiere. Il venditore non è l’eroe di un film, è una variabile dentro un sistema. E un sistema, se è disegnato male, può rendere mediocre anche il miglior commerciale.

Cosa significa lavorare per processo

Nel libro Noise Daniel Kahneman evidenzia come dentro le decisioni umane ci sia una variabilità nascosta che quasi nessuno considera. Due medici davanti alla medesima lastra arrivano a diagnosi diverse; due venditori che ricevono lo stesso lead chiudono accordi in tempi e a condizioni differenti. Ciò accade a causa dei “noise”, errori del ragionamento che si verificano in risposta alla variabilità casuale nel momento in cui si esprime un giudizio o si prende una decisione. Ciò li rende ancor più insidiosi dei più noti bias: se questi sono distorsioni orientate, i noise sono rumori casuali.

L’“antidoto” più serio per mitigare queste inevitabili interferenze cognitive è la costruzione di un processo rigoroso che riduca i gradi di libertà e improvvisazione. In campo commerciale, ciò si traduce in:

• fasi nominate e ordinate, ciascuna contraddistinta da un obiettivo dichiarato e un criterio per dirsi conclusa;

• matrici e checklist, come ad esempio domande standard da porre al cliente, criteri per qualificare un’opportunità, una griglia di obiezioni e la relativa risposta;

• conversioni misurate fase per fase. Come negli acquedotti, le perdite si scoprono solo rilevando pressione e portata in ogni tratto. In mancanza di dati è complesso capire se occorre migliorare nella qualifica, nella proposta o nella chiusura;

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• debrief sistematico, ossia un feedback successivo alle trattative più rilevanti volto ad analizzare cosa ha funzionato e cosa è migliorabile.

Ad esempio, una pipeline B2B che converte il 12% dalla qualifica alla proposta e il 70% dalla proposta alla chiusura non ha un problema di closing ma di qualifica. Il margine si nasconde lì, prima ancora che il commerciale gestisca la trattativa. Senza una misurazione fase per fase si rischia di risolvere il problema con le soluzioni sbagliate, ad esempio acquistando un altro corso sulle tecniche di vendita o autorizzando più sconto.

Il margine è nascosto nel sistema

La storia dei medici a Maranello non è un aneddoto sulla furbizia della Formula 1. È un promemoria che ricorda che il margine, quasi sempre, non dipende da un singolo ingranaggio brillante, ma dal sistema dentro cui quell’ingranaggio lavora. Quando in azienda i numeri non tornano, la domanda giusta da porsi non è “chi ha sbagliato?” ma “dove perde il sistema?”.

Harvard Business Review riporta che chi standardizza i processi commerciali registra un +18% di crescita del fatturato rispetto a chi non li ha formalizzati. Perché un processo costruito consapevolmente consente di comprendere in quale fase ci si trova, anticipare cosa ci si aspetta e prepararsi adeguatamente. Ciò rende prevedibili – e quindi gestibili – risultati che altrimenti sarebbero in balia di tre fattori: esperienza personale, improvvisazione, inconscio.

*Direttore Accademia di Comunicazione Strategica

**Senior Associate Accademia di Comunicazione Strategica

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