Vendite su Inwit dopo ricorso contro Fastweb. I broker puntano su accordo transattivo
Per Equita il nodo della contesa è il cambio di controllo sulla società, che secondo Fastweb si sarebbe già verificato nel 2020
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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Vendite suInwit che è uno dei peggiori titoli a Piazza Affari. A pesare sul titolo la decisione del Tribunale di Milano di respingere il ricorso cautelare con cui la società chiedeva di sospendere gli effetti della disdetta dell’Msa da parte di Fastweb. Come fanno notare gli analisti di Equita (che ha un giudizio Hold sul titolo con target price a 7 euro), a differenza di quanto avvenuto con il caso Telecom Italia , «questa volta il rigetto si fonda sull'assenza del fumus boni iuris, ovvero sulla scarsa probabilità che la domanda di Inwit sia a prima vista fondata, e non sulla carenza del requisito d'urgenza (periculum in mora)». Due giorni fa il Tribunale aveva rigettato il ricorso con cui Inwit ha chiesto di sospendere con urgenza il recesso di Tim dal Master Service Agreement che lega le due società.
Tornando alla decisione sul dossier Fastweb, gli esperti ritengono inoltre che l'elemento principale alla base della reazione negativa del titolo già alla vigilia «sia un passaggio dell'ordinanza secondo cui qualsiasi trasferimento di partecipazioni societarie potrebbe configurare un cambio di controllo rilevante ai fini della durata del contratto». Equita ricorda infatti che il nodo della contesa è proprio il cambio di controllo su Inwit, che secondo Fastweb si sarebbe già verificato nel 2020, in seguito alla “movimentazione” della partecipazione di Vodafone in Inwit tra società del gruppo Vodafone, mentre secondo Inwit questo non è un evento rilevante siccome non ha originato un’Opa sul titolo e l’evento rilevante del cambio di controllo è avvenuto nel 2022 a seguito della «cessione della quota di Tim ad Ardian».
Dopo la decisione del Tribunale di Milano, Inwit ha comunicato che farà reclamo e proseguirà nel giudizio di merito. Equita evidenzia che «il procedimento cautelare non entra nel merito della controversia: si basa sulla sussistenza dei requisiti di periculum in mora (il rischio di un danno grave e difficilmente rimediabile se si attendessero i tempi ordinari della giustizia) e di fumus boni iuris (che la richiesta appaia, almeno a prima vista, fondata). Pertanto, l'ordinanza non anticipa l'esito del giudizio di merito (atteso non prima del 2029) e per questo, riteniamo che gli impatti della sentenza siano limitati per Inwit».
Secondo Intermonte (che ha un giudizio neutral sul titolo e un target price di 7 euro) per Inwit la decisione del Tribunale «contrasta con gli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali sull'interpretazione sistematica del contratto e sul comportamento complessivo delle parti». A detta di Inwit, ricordano i broker, l'ordinanza omette di considerare che Vodafone, a suo tempo, ha espressamente comunicato a Inwit, Consob e al mercato come i trasferimenti di partecipazioni societarie del 2020 fossero da considerare riorganizzazioni interne non rilevanti per l'accordo con la stessa Inwit. La società proporrà tempestivamente reclamo al Collegio di Milano e proseguirà nel giudizio di merito. Secondo gli esperti «la pronuncia sfavorevole era attesa, dopo l'analogo orientamento già emerso nel procedimento con Tim. Inwit esce indebolita da entrambi i fronti e dovrà attendere il giudizio di merito, che potrebbe non arrivare prima del 2029. Restiamo convinti che un accordo transattivo stragiudiziale sia la soluzione migliore per tutti: darebbe a Inwit visibilità sui ricavi ricorrenti e a Tim/Fastweb certezza sui costi, evitando anni di contenzioso dall'esito incerto. A rendere ancora più opportuna una soluzione negoziale concorre il quadro industriale e regolatorio: la Jv Tim-Fastweb per 6.000 nuovi siti attende ancora il via libera dell'Antitrust, mentre resta l'esigenza di accelerare gli investimenti, anche in vista del rinnovo delle frequenze».


