Il forum

Verso una produzione europea di batterie, esperti riuniti a Venezia

La 4. edizione dell’evento organizzato da Alkeemia - Sullo sfondo la candidatura di Porto Marghera per un hub europeo di stoccaggio di materie prime critiche

di Barbara Ganz

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«Occorre creare da zero un’industria e una catena del valore che in Europa, ancora, non esistono. Non si può fare da soli: occorre la collaborazione di competenze e visioni differenti». Lorenzo Di Donato, amministratore delegato di Alkeemia - (azienda con sede a Porto Marghera e leader europeo nella chimica del fluoro), apre la quarta edizione dell’Alkeemia battery forum, che riunisce i principali attori del settore a livello nazionale e internazionale con l’obiettivo di creare una supply chain europea.

Lorenzo Di Donato

La sfida

«L’Europa necessita di giga factory, abbiamo bisogno di una visione più ampia che sappia rispondere alle esigenze del mercato coniugando la produttività con la sostenibilità del processo. Si deve partire dalla base ossia assicurandoci la creazione in loco delle cosiddette materie prime critiche. Oggi per la prima volta questo tema è entrato nelle agende di tutti i Paesi del G7».

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Partire dalle materie prime, dunque, per pensare di affrancarsi dalla dipendenza dalla Cina e garantirsi un autentico vantaggio competitivo: «Altrimenti sarebbe come pensare di affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio costruendo una raffineria».

In particolare, «per la fluorite, alla base del processo di trasformazione in acido fluoridrico, abbiamo grandi aspettative per la riapertura di una miniera italiana, in Sardegna. Non basterà a soddisfare il fabbisogno, ma di certo aiuta». L’altro materiale chiave è la grafite: «Attualmente il 98% della purificazione di questo materiale è fatto in Cina, con piccole esperienze di tecnologie alternative, ma non ancora abbastanza performanti».

Gli investimenti

Nei giorni scorsi l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha autorizzato, tramite procedura ZLS, il progetto di potenziamento dello stabilimento Alkeemia a Porto Marghera, che prevede la realizzazione di una nuova linea per la macinazione dell’anidrite, finalizzato ad aumentare la capacità produttiva e l’efficienza dell’impianto. Uno dei passi previsti nel pacchetto di investimenti che Alkeemia prevede per i prossimi anni, una base da 100 mln entro il prossimo quinquennio. Il primo step della nuova linea produttiva per la purificazione della grafite «Sarà pronta entro fine estate. Inoltre stiamo lavorando sui sali alternativi al litio per le batterie», spiega Di Donato. La trasformazione dei materiale, sottolinea l’ad, apre all’attrazione a Marghera di nuove attività per lo sviluppo di prodotti ad alto valore aggiunto: «Investiti 20 milioni in una joint ventire con una società australiana che stava per insediarsi in Germania: produrremo derivati della grafite», spiega Di Donato.

La candidatura

Sullo sfondo c’è anche la candidatura di Porto Marghera a ospitare uno dei primi hub europei per lo stoccaggio strategico delle materie prime critiche, come preannunciato nei giorni scorsi dal ministro Urso. Solo pochi giorni fa si è conclusa la missione tecnica degli esperti della Commissione europea che hanno svolto un sopralluogo nell’area e confronti con i rappresentanti istituzionali e gli stakeholder industriali coinvolti nello sviluppo del progetto.

«L’Italia è in campo con un progetto ambizioso, che la Commissione europea sta ora valutando. Puntiamo a vedere riconosciuto all’Italia un ruolo di capofila in Europa su una partita decisiva per la competitività, la sicurezza economica e l’autonomia produttiva», ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

La candidatura di Porto Marghera si fonda su un ecosistema industriale e logistico di primo piano: oltre 1.400 imprese attive, 15 miliardi di euro di valore della produzione, una vocazione alla trasformazione e al riciclo delle materie prime critiche e una collocazione strategica nella rete TEN-T, al crocevia dei corridoi Adriatico-Baltico, Mediterraneo e Scandinavo-Mediterraneo. Elementi che rafforzano il progetto, anche grazie alle competenze già presenti nella logistica di materiali complessi, nella chimica industriale e nelle nuove filiere tecnologiche.

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