Riforma del credito

Vertice Francia-Africa, Ruto: rivedere architettura finanziaria. Macron: insieme per autonomia

Il presidente keniota sottolinea l’urgenza di un sistema di credito più equo. L’assist dell’Eliseo e del segretario Onu Antonio Guterres

dal nostro corrispondente Alberto Magnani

William Ruto ed Emmanuel Macron EPA

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

NAIROBI - L’Africa «vuole investimenti, non carità». Per sbloccarli, bisogna rivedere «l’architettura finanziaria» che penalizza l’afflusso di capitali e «scoraggia» l’interesse finanziario per uno dei Continenti più in ascesa sul versante demografico ed economico. Nei suoi interventi di apertura e chiusura dell’Africa Forward, il primo summit franco-africano in un Paese anglofono, il presidente keniota William Ruto ha insistito contro i «bias» di investitori e agenzie di rating verso le economie africane e i rincari record sul costo del debito africano.

L’appello di Ruto riecheggia l’insofferenza crescente dei governi verso i giudizi creditizi internazionali, culminati nel lancio di un’agenzia continentale e il conflitto fra la banca multilaterale Afreximbank e Fitch. Il presidente francese Emmanuel Macron, co-organizzatore del vertice, ha accolto l’appello e assicurato che proporrà al G7 di giugno un meccanismo di garanzia sulle perdite degli investimenti, ricordando il pacchetto di 23 miliardi di euro «mobilitati» dal vertice e annunciato l’11 maggio. «Ruto sarà a fianco a noi» al G7, ha sottolineato Macron nell’intervento conclusivo, confermando il sostegno francese a una riforma del sistema finanziario e delle storture sfavorevoli alle economie africane.

Loading...

Il segretario delle Nazioni unite Antonio Guterres ha ribadito l’esigenza di «riformare l’architettura finanziaria» e criticato lo spread sui prestiti che affatica le economie continentali. «I Paesi africani pagano un costo del debito pari al doppio della media» ha detto Guterres. «Questo non è un verdetto del mercato - ha detto - È un verdetto sull’ingiustizia».

La zavorra sul debito e il «sovrapprezzo» africano

La riforma della cosiddetta architettura finanziaria è una battaglia che sta conquistando sempre più terreno fra i leader del Continente ed è stata ingaggiata a più riprese dallo stesso Ruto. La rivendicazione di fondo è di un sistema del credito più equo e meno pregiudiziale verso le economie africane, affossate da quelle che gli analisti chiamano l’Africa Risk Premium: un sovrapprezzo sul costo del debito africano, gonfiato dai timori di insolvenza e una sopravvalutazione dei rischi impliciti negli investimenti sulle economie continentali.

Lo spread rievocato da Guterres si traduce in un conto extra di miliardi di dollari annui in interessi rispetto alle economie di altri continenti. Un rapporto del Fondo monetario internazionale del 2023 ha evidenziato che i Paesi africani pagano in media dall’1,5% al 2% rispetto alla media globale, un sovrapprezzo che si traduce in 15 miliardi di dollari annui in più in soli costi di servizio del debito. L’Africa Finance Corporation, un’organizzazione con sede a Lagos, alza l’asticella a 75 miliardi di dollari americani.

La polemica sulle «distorsioni» del credito è già sfociata in conflitti aperti con i big del rating internazionali e nel progetto, in attesa di lancio, di un’agenzia di rating interna all’Unione africana. Sul primo fronte si sono registrate soprattutto le scintille fra la banca multilaterale Afreximbank e Fitch, culminate nel divorzio ufficiale fra le due istituzioni dopo il casus belli di un declassamento contestato e respinto dalla Banca. Sul secondo, l’Unione africana aveva previsto a settembre 2025 il debutto di un’agenzia di rating interna per compensare i verdetti negativi varati dalle cosiddette Big Three della categoria, il terzetto formato dalla stessa Fitch più S&P Global Ratings e Moody’s.

Al momento l’istituzione è ancora in attesa del suo debutto, mentre i giudizi sull’affidabilità creditizia del Continente navigano nella quasi totalità dei casi sotto la soglia del grado di investimento: l’asticella che determina l’affidabilità o meno di un Paese rispetto ai rischi di insolvenza. Nel maggio 2026 si contano solo due economie subsahariane nel perimetro dell’investment grade, Botswana e Mauritius. Il Botswana sta scivolando sul livello junk dopo una flessione della vendite di diamanti, l’industria che genera circa un terzo del Pil nazionale. Una revisione dell’architettura finanziaria, ha ricordato Ruto nella cerimonia finale, potrebbe alleggerire il divario e sbloccare il paradosso di un Continente tanto ricco di risorse quanto periferico nella percezione degli investitori: «L’Africa non può essere ai margini del sistema finanziario - ha detto - Non aspetteremo di essere “invitati” nel futuro».

Riproduzione riservata ©
  • Alberto Magnani

    Alberto MagnaniCorrispondente

    Luogo: Nairobi

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti