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Via libera (bipartisan) della Camera al testo unico sul cinema

Ad esprimersi contro i deputati di Futuro Nazionale e Luigi Marattin (Pld). La proposta ora passa al Senato

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L’Aula della Camera ha approvato con 218 voti a favore e 6 contrari, in prima lettura il testo unico sul cinema. La proposta, che ora passa al Senato, incassa dunque un via libera bipartisan. Ad esprimersi contro i deputati di Futuro Nazionale e Luigi Marattin (Pld).

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Il testo, tra le altre cose, propone la creazione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo a cui sono trasferite le funzioni di gestione, operative e di attuazione in materia di cinema e audiovisivo attribuite al ministero della Cultura, eccetto quelle in materia di indirizzo politico, di vigilanza strategica e ispettive.

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Quanto alle deleghe affidate all’esecutivo, tra queste figura quella che dispone l’impegno a costituire un Polo Nazionale del cinema e dell’audiovisivo con il coinvolgimento delle amministrazioni statali competenti in materia di cinema e audiovisivo, della società Cinecittà spa e del Centro sperimentale di cinematografia.

Giuli: storica legge sul cinema, clima di collaborazione e concordia

«Il via libera della Camera alla riforma del cinema e dell’audiovisivo è un risultato concreto, frutto del contributo di maggioranza e opposizioni. Un modello di coesione che pone al centro l’interesse del settore», ha commentato il ministro della Cultura Alessandro Giuli. «Con questo provvedimento inauguriamo uno stilnovo nei rapporti con il cinema, fondato sul dialogo, sulla fiducia e sulla responsabilità reciproca. L’istituzione dell’Agenzia, la programmazione triennale, le finestre temporali certe e il rafforzamento dei controlli pongono le basi per procedure più trasparenti e tempi prevedibili. Il procedimento dispone, inoltre, il riordino del tax credit, secondo criteri attenti alle dimensioni delle imprese, alla qualità delle opere e alla congruità dei costi».

La tutela del lavoro è «parte essenziale del cambiamento» a giudizio di Giuli. «Le nuove disposizioni rafforzano le garanzie previdenziali e assistenziali e prevedono la revisione dell’indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali, nel rispetto delle specificità di artisti, tecnici, professionisti e maestranze. L’istituzione di un fondo di solidarietà offrirà un sostegno concreto ai lavoratori in condizioni di fragilità economica».

Il voto della Camera conferma secondo il ministro la centralità del Parlamento e dà forma concreta all’appello che, alla cerimonia dei David di Donatello, Giuli aveva rivolto a tutte le forze politiche: lavorare insieme per una riforma condivisa del sistema audiovisivo nazionale. «Ringrazio la commissione Cultura, Scienza e Istruzione, il suo Presidente Federico Mollicone, il relatore Gimmi Cangiano e l’intera Aula per il lavoro svolto e l’impegno profuso. Continueremo a seguire l’iter della legge nel passaggio al Senato, consapevoli che la sua approvazione definitiva segnerà un vero punto di ripartenza per l’intera filiera cinematografica e audiovisiva».

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