Vino a tavola, ecco cosa sbaglia chi vuol fare il fenomeno ma in realtà ne capisce poco
Eclatanti e spassosi, ma soprattutto ricorrenti: una breve carrellata degli errori più comuni (e delle cafonate) intorno al servizio del vino
di Cristiana Lauro
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2' di lettura
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Anche il mondo del vino è abitato da sciocchezze e luoghi comuni. Non di rado mi capita di sentire fesserie ciclopiche nei ristoranti, a cena con gli amici ma anche di leggerle in rete fra i commenti dei vari blog di settore o sui social, dove si tira in ballo di frequente il tema enogastronomico.
Riportare l’intera carrellata di errori intorno al vino e al suo servizio sarebbe esercizio inesauribile. Proviamo quindi a snocciolare quelli più ricorrenti, eclatanti e a tratti spassosi a dire il vero, talvolta anche un po’ ridicoli.
Diamo insieme un’occhiata alla rassegna degli “orrori” attraverso alcuni esempi:
- dichiarare un evidente sentore di tappo per accreditarsi sapienti anche in presenza di tappo tecnico a vite (ahia, non ci siamo!)
- centrifugare il vino nel calice per ossigenarlo (lo incasina di brutto e poi occhio alle camicie dei commensali)







