Vision Bmw Alpina: debutta a Villa d’Este l’anello di congiuzione tra lusso e performance
La nuova famiglia di vetture punta a colmare il vuoto tra i modelli top di gamma di Bmw con quelli Rolls-Royce, unendo l’eredità storica dello “shark nose” a interni artigianali e prestazioni elevate garantite dal motore V8
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Il 2026 si può ormai definire l’anno di svolta per Alpina. Dopo l’acquisizione completata a gennaio, il marchio di Buchloe entra ufficialmente in una nuova fase strategica all’interno del Gruppo Bmw. Il posizionamento, che dopo l’acquisizione aveva creato qualche dubbio, è ora definito con estrema chiarezza: Alpina si colloca nel punto più alto della gamma Bmw, andando a colmare quel vuoto che separa i modelli di punta della casa di Monaco dall’apice del lusso assoluto rappresentato da Rolls-Royce.
L’annuncio di questa “rinascita” è avvenuto durante il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este 2026. Sulle rive del Lago di Como è stata presentata in anteprima mondiale la Vision Bmw Alpina, uno studio di design che raccoglie l’eredità spirituale della leggendaria B7 coupé degli anni ’70 per renderla un auto con tutti i crismi dei giorni nostri.
Design: la sintesi tra shark nose e “linea della velocità”
La vettura si fa subito notare per una lunghezza di ben 5 metri e 22 abbinata a una silhouette bassa e filante. Il tetto da coupé, lungo e inclinato, lascia comunque abbastanza spazio interno, garantendo massima abitabilità per quattro adulti. Il frontale è dominato dal celebre “shark nose”, che rivisita il famoso doppio rene Bmw che viene proposto ora in una scultura tridimensionale che incastona il logo Alpina.
Il cuore estetico del progetto è la cosiddetta “linea della velocità”. Si tratta di un particolare elemento visivo che parte dal muso con un’inclinazione di sei gradi, percorre l’intera fiancata e si ricongiunge al posteriore. Non mancano i richiami storici, come le classiche deco-linee nate nel 1974, qui proposto in una versione moderna e dipinte direttamente sotto la vernice trasparente. La scritta Alpina, reinterpretata in metallo lucido, firma il paraurti anteriore, mentre le ruote da 22 e 23 pollici ripropongono l’iconico disegno a 20 razze del 1971.










