Vontobel: «Dall’Europa agli Usa ora le urne muovono i mercati»
Il gestore svizzero: «Finanza green meno centrale, più spazio ai titoli della difesa»
di Mara Monti
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I punti chiave
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Dall’Europa agli Stati Uniti nell’anno delle elezioni le priorità della politica saranno dettate dai risultati delle urne, mentre i mercati finanziari attendono segnali di cambiamenti solidi della politica monetaria da parte delle banche centrali. In Europa lo spostamento verso i partiti di destra anti-establishment, dopo le elezioni della scorsa settimana, è destinato a cambiare l’orientamento politico dando priorità alla sicurezza nazionale e al controllo delle frontiere, meno alla transizione verde.
Finanza green in sofferenza
Dopo la sconfitta dei partiti Verdi in Parlamento «aumenta la probabilità che durante la legislatura la spesa pubblica per le iniziative green venga probabilmente ridotta, mentre aumenterà quella per la difesa e il controllo delle frontiere», con implicazioni sui titoli legati a questi settori secondo gli economisti della società svizzera di investimenti Vontobel.
Tuttavia, non tutto è perduto: «Se alcuni di questi progetti verso la transizione verde saranno rivisti o posticipati, è improbabile che ci sia una inversione totale» spiega Jean-Louis Nakamura, capo della boutique Conviction Equities di Vontobel nel corso del Market outlook presentato dalla società di asset management. Sul piatto restano 400 miliardi di euro per progetti europei da finanziare con linee di credito a fondo perduto e prestiti da impiegare entro il 2030 e focalizzati sull’efficienza energetica, l’energia verde, ristrutturazioni immobiliari sostenibili, auto elettriche.
Focus sui tassi reali
Mentre si attendono segnali sulle prossime mosse politiche dei partiti europei, i mercati finanziari scrutano tra le righe i segnali della Federal Reserve che oggi riunisce il board al termine del quale non sono attesi decisioni sui tassi di interessi. Ma è solo una questione di tempo: «Il taglio dei tassi sta arrivando, la Fed vuole essere sicura sul trend dell’inflazione verso il target del 2 per cento» spiega Mondher Bettaieb-Loriot, head of corporate bonds di Vontobel il quale si attende tre tagli dei tassi da parte della Banca centrale americana (il primo a settembre), a pochi mesi si distanza da quello operato dalla Bce: «I segnali della fine della politica monetaria restrittiva sono chiari. La Fed teme per l’andamento dell’inflazione core le cui principali voci dagli affitti alle assicurazioni stanno mostrando un trend in calo. Se si guarda ai tassi reali lo spazio di manovra è ampio, circa 250 punti base di riduzione», aggiunge il gestore.
AT1 bond in ripresa
Lo scenario economico resta rassicurante sulle due sponde dell’Atlantico dove sembrano scongiurati i rischi di recessione sia in Europa sia negli Stati Uniti, dopo la crisi Covid e quella energetica quale conseguenza della guerra in Ucraina. Con l’inflazione, che al netto di improvvisi shock esogeni è saldamente in calo, gli investimenti nel credito continuano a performare positivamente anche se con total return inferiori rispetto al 2023. «Le obbligazioni finanziarie di banche e assicurazioni offrono spread più elevati, meglio di quelli corporate, in tutte le categorie dai senior bond ai Tier2 fino agli AT1», spiega Eoin Walsh, portfolio manager di TwentyFour Asset Management di Vontobel. Buone performance anche per gli AT1 (Additional Tier 1) tornati nei portafogli dei gestori dopo la crisi di Credit Suisse, quando vennero azzerati per salvare la banca elvetica.

