Voto agli studenti fuorisede, il Senato prova lo sprint
Al via mercoledì 7 gennaio in commissione Affari costituzionali la proposta di legge che prevede domande online 35 giorni prima e seggi alle poste
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I punti chiave
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Possibilità di esprimersi fuori dal proprio comune di residenza per tutti e per tutte le consultazioni, dalle politiche ai referendum. La commissione Affari Costituzionali del Senato inizierà al rientro dalla pausa natalizia, mercoledì 7 gennaio, a esaminare la proposta di legge di iniziativa popolare per il voto ai fuorisede. Una mossa, si spiega nell’illustrazione del testo depositato al Senato, per combattere l’astensionismo e che riguarda potenzialmente almeno 5 milioni di elettori che per motivi diversi (lavoro, studio, salute) si trovano temporaneamente domiciliati fuori sede.
Tempi stretti
La raccolta delle 50mila firme si era conclusa a dicembre e la proposta era stata presentata a Palazzo Madama dai promotori - Good lobby, Will Media e la Rete voto fuori sede - con l’auspicio che il Parlamento se ne occupasse al più presto: mercoledì si inizierà con l’illustrazione del provvedimento da parte della relatrice, Domenica Spinelli di FdI, e l’intenzione è quella di procedere spediti, anche perché il regolamento di Palazzo Madama dà tre mesi di tempo per l’esame delle proposte di iniziativa popolare, poi si passa all’Aula d’ufficio.
Gli obiettivi
«L’astensionismo elevato è una sfida per tutti, a tutti i livelli, mettendo in campo tutti gli strumenti idonei a recuperarlo», spiega la senatrice di Fratelli d’Italia, ricordando che già il Senato aveva votato all’unanimità la sperimentazione dello scorso anno che ha permesso il voto fuori dalla residenza per motivi di studio, lavoro o salute in occasione dei referendum di giugno.
Le modalità
Il sistema sperimentato - voto nei giorni e nei seggi allestiti per tutti, in alcuni casi in sezioni speciali - è diverso da quello contenuto nella proposta di legge popolare, più simile a quello in vigore per il voto dall’estero.
Il testo prevede infatti che gli interessati presentino domanda per via “telematica” (con Spid o carta di identità elettronica), «almeno 35 giorni» prima di tutte le elezioni - politiche, regionali. amministrative e referendum - certificando la motivazione che li tiene lontani dalla residenza (iscrizione all’università, certificato medico o contratto di lavoro). Il Comune eletto a domicilio invierà poi una conferma e l’indicazione della «sezione elettorale di pertinenza». Fin qui i due modelli coincidono.
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