Cassazione

Walter Biot, confermata condanna a 20 anni per spionaggio

Il capitano di fregata della marina era già stato condannato a 29 anni dal tribunale militare

di Patrizia Maciocchi

Imagoeconomica

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La Cassazione conferma la condanna a 20 anni per il capitano di fregata della marina già condannato a 29 anni dal tribunale militare nel 2024, con un verdetto confermato dalla Suprema corte. I giudici di legittimità si allineano alla richiesta della Procura sulla penaperWalter Biot, il capitano di fregata arrestato dai carabinieri del Ros il 30 marzo 2021 con l'accusa di spionaggio per aver passatodocumenti segretia un funzionario russo in cambio di cinquemila euro.

Lo scorso giugno i giudici della Corte d'assise di appello di Roma avevano ribadito la sentenza di primo grado emessa in seguito all'inchiesta dei magistrati Gianfederica Dito e Michele Prestipino, per le accuse di spionaggio e rivelazione di notizie che per la sicurezza nazionale dovevano rimanere segrete e corruzione.

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Il doppio giudizio del tribunale militare e del giudice ordinario

Nei confronti di Biot, detenuto nel carcere di Velletri, oltre alla procura ordinaria ha proceduto anche quella militare dopo che i giudici di piazza Cavour hanno ritenuto legittima la “doppia” giurisdizione considerata la diversità delle due incriminazioni. E proprio i supremi giudici, nel novembre 2024, hanno reso definitiva la condanna a 29 anni e due mesi per Biot nel procedimento militare.

Nel corso della requisitoria davanti ai giudici della Prima sezione penale l'avvocato generale della Cassazione Marco Dall'Olio, chiedendo il rigetto del ricorso, ha sottolineato che «c'è una netta distinzione delle condotte, la giurisdizione è stata spartita chirurgicamente».

La richiesta della procura

Non c'è alcuna sovrapposizione: con un unico comportamento Biot ha leso diritti giurdici distinti. «Che lo scambio vi sia stato e che esso avesse ad oggetto dei documenti classificati come “riservati Nato” è fuor di dubbio - ha evidenziato l'avvocato generale della Cassazione Dall'Olionella memoria depositata in vista dell'udienza di questa mattina - come è altrettanto certo che ciò fosse avvenuto in favore di un'autorità straniera e dietro pagamento di una somma di denaro. Circa il contenuto dei documenti si è detto come essi siano del tutto indivulgabili, indipendentemente dall'apposizione del segreto di Stato da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri; che il loro contenuto, poi, non debba e non possa essere conosciuto è in qualche modo l'in se del reato di cui ci si occupa».

Secondo la procura generale, dunque, «nessuna nullità, nessuna inutilizzabilità e soprattutto nessuna violazione dei diritti di difesa, o meglio nessuna elisione delle garanzie minime del procedimento, risulta essersi verificata. Tutti i testimoni, a conoscenza dei fatti, nonchè del contenuto dei documenti dati, sono stati escussi in contraddittorio e hanno potuto riferire ciò che era loro consentito. Nessun dubbio può aversi, nè ha manifestato incertezze in tal senso la difesa, circa l'accuratezza e veridicità di quanto da essi riferito». 

La precedente condanna

La Cassazione, nel 2024, aveva già confermato in via definitiva la condanna a 29 anni e due mesi di reclusione per Biot respingendo il ricorso dell'ex capitano di fregata contro la decisione della Corte militare di appello di Roma. Esprimendosi, in quell'occasione, anche sul danno risarcibile in favore dello Stato per la lesione della credibilità e dell'immagine internazionale.

Un pregiudizio che la difesa sosteneva inesistente considerata la mancata divulgazione del materiale, la Cassazione lo considera un tema civilistico. Per cui «le voci di danno individuate dalla Corte Militare di Appello – danno alla credibilità dei sistemi interni di controllo dei documenti classificati e danno all’immagine dello Stato italiano nelle relazioni internazionali – sono indiscutibili nell'an e andranno quantificate nelle sedi competenti».

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