Cybersecurity

Washington accusa le compagnie cinesi di copiare i modelli Usa di IA

La denuncia di Nsa, Cisa e Fbi: starebbero sottraendo le funzionalità avanzate dei sistemi americani

 (AdobeStock)

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Continua il braccio di ferro tra Cina e Usa nel campo dell’intelligenza artificiale. Nella corsa alla supremazia tecnologica tra i due Paesi, importanti laboratori cinesi di intelligenza artificiale vengono accusati di furto “sistematico” delle tecnologie statunitensi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La National security agency (Nsa), la Cybersecurity and Infrastructure security agency (Cisa), e il Federal bureau of investigation (Fbi) hanno infatti redatto un documento di avvertimento in materia di cybersecurity, che indaga le attività di alcune aziende cinesi in merito alla sottrazione sistematica di funzionalità e capacità dei modelli americani.

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L’accusa: funzionalità copiate e tecniche di distillazione

Tali pratiche - spiega il documento - avvengono «attraverso campagne di distillazione della conoscenza su scala industriale che costituiscono il nucleo - e non un semplice complemento - della loro (delle industrie cinesi, ndr) strategia di sviluppo dell’Ia».

La distillazione, di per sé, è una tecnica di machine learning ampiamente diffusa nel settore che permette di trasferire le conoscenze di un grande modello pre-addestrato, il “modello insegnante”, a un “modello studente” più piccolo. Le compagnie cinesi ne starebbero però facendo un uso “malizioso” e “aggressivo”, beneficiando di tempi di sviluppo dell’intelligenza artificiale “significativamente più brevi e di costi finanziari ridotti per l’addestramento di modelli di frontiera”, con l’obbiettivo di “colmare il gap tecnologico e performativo” tra gli asset informatici dei due Paesi.

Le aziende coinvolte

L’indagine congiunta Usa fa i nomi: DeepSeek, Moonshot AI, Alibaba, MiniMax, StepFun e Z.AI sarebbero le aziende cinesi responsabili del furto sistematico.

Tra le funzionalità sviluppate da realtà americane quali OpenAI, Anthropic, Google e xAI e copiate dai cinesi ci sarebbero: capacità di ragionamento logico avanzato, di coding e analisi dati, abilità di pianificazione autonoma, esecuzione di compiti sequenziali, presa di decisioni in contesti complessi, elaborazione di immagini e comprensione visiva.

Per portare avanti le campagne di estrazione massiva, violando i termini di servizio dei fornitori Usa ed eludendo le difese dei sistemi, vengono impiegate - secondo l’indagine - diverse tattiche e infrastrutture, come account fraudolenti e multipli e stazioni di trasferimento; lo scopo è aggirare le restrizioni geografiche imposte dalle aziende americane e nascondere la reale provenienza delle richieste.

Il contesto

L’indagine di Nsa, Cisa e Fbi sottolinea che tali azioni illecite, intraprese «probabilmente con la consapevolezza del governo cinese», sarebbero in corso almeno dalla fine del 2024. L’avvertimento fa infatti seguito a diverse accuse precedenti, mosse sia dal governo Usa che dalle aziende americane di intelligenza artificiale.

Scott Bessent, segretario al tesoro Usa, ha dichiarato che la Cina «non potrà mai superare» gli Stati Uniti nel campo dell’intelligenza artificiale.

L’avviso congiunto arriva giusto in tempo per il prossimo incontro tra Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping, previsto per il 24 settembre alla Casa Bianca, dove il tema dell’intelligenza artificiale sarà sicuramente al centro dei colloqui.

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