Webuild si rafforza nel Golfo: operativo l’impianto Zuluf per Saudi Aramco
Al via il trattamento delle acque di falda realizzato da Fisia Italimpianti. Il raggiungimento del “First Water” certifica il passaggio dalla fase di cantiere a quella operativa in vista dell’avvio dell’esercizio commerciale nei prossimi mesi
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I punti chiave
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Webuild consolida il suo posizionamento nei servizi energetici e infrastrutturali del Medio Oriente con l’ingresso operativo dell’impianto di trattamento delle acque di falda a Zuluf, nell’est dell’Arabia Saudita, realizzato da Fisia Italimpianti per conto di Saudi Aramco; il raggiungimento del “First Water” certifica il passaggio dalla fase di cantiere a quella operativa in vista dell’avvio dell’esercizio commerciale nei prossimi mesi. L’impianto è progettato per trattare acqua di falda ad elevata salinità e con presenza di minerali, gas e idrocarburi, rendendola idonea alla reiniezione nei pozzi offshore — processo fondamentale per sostenere la pressione dei giacimenti e la produzione di greggio nel Golfo Arabico — e avrà una capacità massima di 185.000 metri cubi al giorno; Fisia seguirà la gestione operativa e la manutenzione per i prossimi 25 anni. L’entrata in funzione dell’impianto Zuluf si inserisce in una strategia pluriennale del Gruppo volta a diversificare l’offerta verso servizi a lungo termine e commesse ad alto valore tecnologico nella regione del Golfo, dove Fisia Italimpianti è riconosciuta come specialista nel trattamento e nella dissalazione delle acque. Negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, il gruppo ha già realizzato progetti idrici e infrastrutturali di grande scala, tra cui impianti di dissalazione come Jebel Ali M e opere civili e di trasporto che consolidano relazioni stabili con committenti locali.
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Integrazione
L’operatività di Zuluf evidenzia la progressiva integrazione tra attività di costruzione e contratti di lungo periodo per gestione e manutenzione, un modello che riduce l’esposizione ai cicli di cantiere e valorizza il know‑how delle controllate industriali come Fisia Italimpianti. La combinazione di grandi opere civili (metropolitane, dighe, infrastrutture urbane) e asset industriali (impianti idrici e impianti per l’energia) permette al gruppo di proporsi come fornitore unico per committenti pubblici e grandi developer privati nella regione, in linea con la domanda locale di progetti chiavi in mano e partnership a lungo termine.
Implicazioni geopolitiche
L’espansione in Arabia Saudita e negli Emirati rafforza il legame industriale tra imprese italiane e i piani di investimento delle monarchie del Golfo, dove gli stanziamenti per diversificazione economica (Vision 2030 e programmi Emirati) mantengono elevata la domanda per infrastrutture complesse e tecnologie idriche; ciò offre a Webuild opportunità su più fronti, dal trasporto urbano ai servizi ambientali e energetici. Resta però aperta la sfida del rischio paese e della reputazione: partecipare a progetti come NEOM comporta esposizione a criticità politiche e di governance che le grandi aziende internazionali stanno valutando con attenzione, bilanciando opportunità commerciali e responsabilità aziendale.
I recenti contratti
Arabia Saudita — Neom / Trojena: Webuild si è aggiudicata contratti significativi per Neom, tra cui il mega-accordo da 4,7 miliardi di dollari per il complesso di Trojena e le dighe collegate al lago artificiale, oltre a commesse per linee ferroviarie ad alta velocità e opere civili legate al progetto futuristico NEOM.
Arabia Saudita — Metro e trasporto a Riyadh: nel 2026 Webuild ha guidato un consorzio per l’estensione della Red Line della metro di Riyadh con un contratto dal valore complessivo di circa 2,75 miliardi di dollari, rafforzando la presenza nel settore ferroviario urbano del paese.

