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Wiit accelera sul M&A in Europa, mentre le aziende cercano la tutela dei dati con i provider cloud Ue

Le società, con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e le tensioni geopolitiche in corso «stanno iniziando a badare sempre con maggiore attenzione a dove sono conservati i loro dati», come spiega il Ceo Alessandro Cozzi a Radiocor

La sede di Wiit Wiit

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Wiit si prepara ad accelerare sulla crescita estera, grazie all’M&A e alla partnership con Broadcom, e mette nel mirino il traguardo di 100 milioni di Ebitda entro il 2029. A spiegarlo in un’intervista a Radiocor è Alessandro Cozzi, Ceo del player europeo del mercato dei servizi Cloud Computing per le imprese, focalizzato sull’erogazione di servizi continuativi di Private e Hybrid Cloud per le applicazioni critiche.

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Con trent'anni di attività alle spalle, la società intende sfruttare il traino dell’AI e «una disponibilità finanziaria di circa 165 milioni di euro da usare per le nuove acquisizioni nei prossimi due anni» per rafforzarsi in Italia, Germania e Svizzera e approdare in nuovi mercati, come la Francia.

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In più, con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e le tensioni geopolitiche in corso, «le aziende europee stanno iniziando a badare sempre con maggiore attenzione a dove sono conservati i loro dati – afferma Cozzi – e molte società che maneggiano dati sensibili, come quelle della sanità, si stanno così indirizzando verso provider di servizi cloud e di data center europei, come noi, che garantiscono la sovranità del dato». E proprio questo fattore può dare un'ulteriore spinta alla crescita di Wiit nel Vecchio Continente.

In realtà, lo sguardo dell'azienda è rivolto all’estero già da qualche anno. Dopo la quotazione nel 2017, mirata a «raccogliere le risorse finanziarie necessarie a svilupparci per linee esterne», «abbiamo deciso di consolidare i piccoli provider locali, a Firenze, Cuneo, Vicenza e Carpi», afferma Cozzi. Poi dal 2020, con il passaggio sull’Euronext Star Milan, «tramite un aumento di capitale importante, abbiamo avviato lo sviluppo internazionale». Oggi Wiit è così «un gruppo leader in Europa nel settore cloud», con una rete di data center interconnessi tra Italia (4 in totale) e Germania (dove sono 16). La sua vocazione internazionale si vede anche nella composizione dei ricavi, dove il mercato tedesco pesa più del 53%, «oltre a rappresentare metà dell’Ebitda». Le restanti quote sono divise tra l’Italia, che vale circa il 35% dei ricavi e la Svizzera (vicina al 12%), Paese in cui Wiit è entrata «due anni fa».

Questo però è solo il punto di partenza per i piani di sviluppo del fornitore di servizi cloud. Ora l’obiettivo è aumentare sempre di più la quota di vendite estere e per farlo la società punta su una solida crescita organica, ma anche sulle opportunità di M&A. «Dal 2020 in poi abbiamo realizzato 16 acquisizioni. Siamo abbastanza attivi su questo fronte – riconosce Cozzi – Il mercato poi si sta consolidando e, di conseguenza, per noi ci sarebbe un'ottima opportunità nei prossimi esercizi di continuare questo processo».

I Paesi sotto la lente sono la Germania, dove Wiit ha già integrato 6 società e che «ha ancora diversi provider regionali che potrebbero essere oggetto» di eventuali operazioni, ma anche la Francia. Questo Stato «ci interessa per due motivi – afferma l’ad – Primo, dopo la Germania è il secondo mercato europeo e, secondo, il costo di energia elettrica (fondamentale per i data center e l’AI, ndr), grazie al nucleare, è meno della metà» rispetto a quello tedesco. Wiit sta però «facendo offerte anche in Italia e da poco abbiamo iniziato a valutare il Portogallo». Quanto alle aziende in esame per possibili operazioni, «sono tutte con una natura ricorrente del business come la nostra, che si assesta intorno al 90% dei ricavi ricorsivi», spiega Cozzi. La strategia è quindi acquisire società «con una struttura di contatti e una consumer base solida», con cui creare sinergie per «portare al parco clienti un valore aggiunto». In questo modo anche se l’operazione comporta «una diluizione dei margini, considerando che facciamo circa il 54% in Italia e il 40% in Germania, riusciamo in breve tempo a recuperare la redditività».

Le opportunità, quindi, sono tante e «lo scouting di Wiit è costante», soprattutto alla luce della «capacità di investimento di oltre 160 milioni» di cui il gruppo dispone. «Abbiamo raccolto circa 65 milioni in eccesso quando abbiamo emesso il nostro bond lo scorso anno – afferma Alessandro Cozzi – Oltre a ciò, abbiamo un pacchetto di circa il 6% di azioni proprie che, in caso, può essere valorizzato». E a tutto questo si è recentemente aggiunto un finanziamento da 40 milioni da parte di Ing dedicato proprio alla crescita per linee esterne. «Con queste risorse ci aspettiamo di consolidare ulteriormente il mercato nei prossimi due anni». Alla luce di ciò, per il momento sono esclusi nuovi aumenti di capitale per finanziare la crescita, afferma Cozzi. L’assetto dell’azionariato – che vede lo stesso ad al 63% e il flottante a più del 30%, con molte delle quote in mano a fondi americani, inglesi e dei Paesi nordici – dovrebbe quindi restare stabile.

D’altra parte, il quadro è positivo per Wiit anche per quanto riguarda la crescita organica. «Siamo più o meno allineati al consensus – afferma l’ad – e anche con le aspettative di mercato con circa di 73 milioni di Ebitda like for like, senza acquisizioni, nel 2026» e «con l’obiettivo di raggiungere i 100 milioni di Ebitda entro il 2029, includendo il contributo delle acquisizioni potenziali». A dare un’ulteriore spinta nel prossimo futuro sarà anche la selezione nel Broadcom Advantage Partner Program come Authorized VMware Cloud Service Provider, che consente al gruppo di utilizzare le infrastrutture del gigante americano per i servizi cloud. «Siamo in pochissimi in Europa (4 in Italia, 5 in Francia e 7 in Germania) – spiega Cozzi – e per questo ci aspettiamo un impatto rilevante sui ricavi, soprattutto nel 2027 e nel 2028, per cui stimiamo una crescita organica maggiore rispetto al passato. Infatti – prosegue il manager - a marzo 2027, quando scadrà il rapporto con Broadcom, molte aziende fuoriuscite dal programma dovranno cercare nuovi partner». Proprio per venire incontro alle nuove esigenze dei clienti, sviluppando servizi sul lato dell’AI, dell’automazione e dell’integrazione delle informazioni, Wiit sta continuando a investire in Ricerca e sviluppo circa 2 milioni all’anno. «Il nostro obiettivo è dipendere il meno possibile da software esterni e lavorare con soluzioni fatte in casa da noi».

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