Wimbledon: tonfo di Cobolli con Fery, Paolini cede a Kostyuk
Flavio perde in tre set con la sorpresa del torneo, il giocatore entrato con una wild card; la giocatrice toscana sconfitta 6-3, 6-2 dalla potente ucraina che approda in semifinale
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Clamoroso a Wimbledon: Arthur Fery, che ha partecipato al torneo grazie a una wild card e all’inizio dell’anno era numero 189 del ranking, batte anche Flavio Cobolli e approda in semifinale. Un risultato contro ogni previsione che ha mandato in estasi il pubblico del centrale, incredulo di vedere il proprio beniamino prevalere sull’azzurro, reduce dalla finale al Roland Garros. Ma ancor di più sorprende il risultato: 6-4, 7-6, 6-0. Un esito che spiega da solo l’andamento della partita giocata da un Cobolli privo della caratteristica per cui tutti lo conosciamo e che lo accompagna di partita in partita: la grinta. Svanita progressivamente insieme all’efficacia dei colpi, al suo gioco d’anticipo, alla mobilità febbrile. Flavio è apparso quasi rinunciatario, in ogni caso non aggressivo, lasciando il comando del gioco sempre all’avversario (che domenica compie 24 anni), il quale ha certamente fatto tutto quel che doveva (incessantemente sostenuto dal pubblico). Per questo non gli vanno tolti i meriti della vittoria: poco falloso, attento in risposta, pronto ad attaccare non appena gli si presentava una palla più corta su cui avventarsi. Del resto nel turno precedente aveva battuto Grigor Dimitrov, non dobbiamo dimenticarlo.
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Peccato però per Cobolli, era un’occasione ottima per agguantare la semifinale (e nelle precedenti partite aveva sfoderato il suo miglior tennis).
Stop anche per Jasmine Paolini
Marta Kostyuk ferma la corsa di Jasmine Paolini a Wimbledon e va in semifinale. È finita 6-3, 6-2 in un’ora e 10 minuti, sotto gli occhi della regina, in azzurro (in prima fila) nel Royal box. La tennista ucraina, 24 anni, semifinalista al Roland Garros (dove aveva perso con la vincitrice del torneo Mirra Andreeva) ha fatto valere la potenza nel servizio e nel dritto, oltre che la notevole prestanza fisica. Jasmine non ha mai dato la sensazione di poter incrinare la solidità dell’avversaria che nei propri turni di servizio - fino al 3-1 nel secondo set - non ha praticamente lasciato giocare l’azzurra, concedendole pochissimi punti. Poi ci sono stati game più equilibrati, la toscana però non si è mai realmente avvicinata alla conquista di un break ai danni dell’ucraina. Un dato che la dice lunga. Jasmine ha patito soprattutto i violenti dritti lungolinea e a uscire di Kostyuk, che sulla seconda palla di servizio dell’avversaria ne ha piazzati tanti.
Resta il bel torneo giocato da Paolini, dopo mesi molto difficili. Può ripartire da qui, dallo Slam che le ha regalato una delle più significative soddisfazioni della sua carriera (nel 2024 fu finalista, a un passo dal trionfo con Barbora Krejcikova).









