I conti

Xiaomi, auto elettriche e chip di memoria rallentano la crescita

Una trimestrale in calo a causa del contesto globale, con le memorie sempre più care

di Biagio Simonetta

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La crisi globale delle memorie per smartphone, ma anche un mercato delle auto elettriche meno frizzante delle previsioni, impattano sui conti di Xiaomi. Il gigante cinese, infatti, chiude il primo trimestre 2026 con un utile netto in calo del 57% a 4,72 miliardi di yuan. Il dato è peggiore delle attese degli analisti, che prevedevano un calo del 52%. E anche i ricavi scendono per la prima volta in quasi tre anni: -11%, a 99 miliardi di yuan.

Numeri piuttosto pesanti, che però riflettono un contesto globale con criticità ormai note. Dicevamo della crisi globale delle memorie. Oggi, i grandi produttori di chip, tra cui Samsung Electronics e SK Hynix, stanno concentrando la produzione sulle memorie avanzate utilizzate nei data center per l’intelligenza artificiale. E questo ha ridotto la disponibilità delle memorie tradizionali e fatto salire rapidamente i prezzi.

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Xiaomi, in questo senso, è una delle aziende più colpite tra i grandi produttori mondiali di smartphone. Secondo IDC, le spedizioni globali di smartphone Xiaomi sono diminuite del 19% nel primo trimestre del 2026, in un mercato globale sceso del 2,9% La società ha ridotto in modo strategico la produzione dei modelli di fascia bassa proprio per limitare l’impatto dell’aumento dei costi delle memorie. Il punto più critico, però, potrebbe essere ancora inesplorato. Perché per IDC, il primo trimestre rappresenta solo un’anticipazione delle difficoltà attese nel resto del 2026, soprattutto per le aziende esposte al segmento budget del mercato.

Anche il business delle auto elettriche continua a generare perdite. La divisione che comprende EV, AI e nuove iniziative ha registrato una perdita di 3,1 miliardi di yuan nel trimestre. Xiaomi ha consegnato oltre 600mila auto dal lancio del progetto EV nel 2024 e punta a raggiungere 550mila consegne nel 2026. L’azienda vuole inoltre entrare nel mercato europeo il prossimo anno.

Va ricordato che nelle scorse settimane, l’azienda cinese ha ampliato la gamma con una nuova versione ad alte prestazioni del SUV YU7 e con una variante più economica pensata per competere con la Tesla Model Y. Gli analisti hanno accolto positivamente i nuovi modelli, ma il contesto resta difficile. Il mercato cinese delle auto elettriche continua a essere segnato da una forte concorrenza e dal ridimensionamento degli incentivi pubblici. Due variabili importanti, per un’azienda che per ora, sul fronte auto, ha solo il mercato interno come sfogo.

Anche il business dei dispositivi connessi e degli elettrodomestici smart è sotto pressione. I dirigenti di Xiaomi hanno spiegato che la riduzione dei sussidi governativi in Cina sta incidendo sulle vendite domestiche. Il colosso con sede a Pechino proverà quindi a spingere maggiormente questi prodotti sui mercati esteri.

Intanto, per sostenere il titolo, la società ha annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie fino a 20 miliardi di dollari di Hong Kong nei prossimi 12 mesi. E dall’inizio dell’anno ha già riacquistato azioni per 8 miliardi. In Borsa il titolo ha perso metà del valore rispetto al massimo storico raggiunto a luglio, risultando tra i peggiori performer dell’Hang Seng Tech Index nello stesso periodo.

Infine, il capitolo AI. In questo contesto, l’azienda continua a investire, ha aggiornato il modello MiMo all’inizio dell’anno e ha assunto Luo Fuli, ricercatore proveniente dal gruppo che ha sviluppato il modello cinese DeepSeek. Ad aprile ha inoltre mostrato agli investitori un robot umanoide e sta lavorando a sistemi di intelligenza artificiale per migliorare le capacità operative dei propri robot nel mondo reale. La sfida è apertissima, ma le complessità del mercato stanno uscendo tutte.

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