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L’attacco
Duilio, come è fatto il cacciatorpediniere che ha abbattuto il drone Houthi
Lungo oltre 152 metri e largo una ventina, una velocità di 29 nodi, 195 persone a bordo. È a base della nascente operazione europea Aspides sotto la guida del contrammiraglio Stefano Costantino
Un drone è stato ieri lanciato dallo Yemen e diretto verso la nave Carlo Duilio, il cacciatorpediniere della Marina Militare che sarà la base della nascente operazione europea Aspides sotto la guida del contrammiraglio Stefano Costantino.
Gli Houthi lanciano così il loro primo attacco diretto all’Italia e rischiano di far precipitare la crisi nel Mar Rosso, da mesi ormai sotto attacco da parte dei ribelli yemeniti che, fino ad oggi, avevano effettuato raid solo verso imbarcazioni statunitensi e britanniche.
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Il drone è stato abbattuto dalla nave italiana.
Aveva caratteristiche analoghe a quelli già usati in precedenti attentati, si trovava a circa 6 chilometri dalla nave italiana, in volo nella sua direzione.
«Gli attacchi terroristici degli Houthi sono una grave violazione del diritto internazionale e un attentato alle sicurezza dei traffici marittimi da cui dipende la nostra economia - ha commentato il ministro della Difesa, Guido Crosetto -. Questi attacchi sono parte di una guerra ibrida, che usa ogni possibilità, non solo militare, per danneggiare alcuni Paesi e agevolarne altri».
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L’operazione europea nel Mar Rosso “Aspides” mira a difendere i mercantili dagli attacchi degli Houthi, iniziati a novembre 2023. Sostenuti dall’Iran, gli Houthi riescono ad attaccare le navi dalla terra ferma, ricorrendo a droni, missili, e barchini.
Il cacciatorpediniere della Marina Militare a inizio febbraio ha effettuato il passaggio di consegne con la fregata “Federico Martinengo”, impegnata in Mar Rosso nell’assicurare la vigilanza marittima e nella protezione delle unità mercantili in transito per garantire la libertà delle rotte commerciali. A sua volta, dall’11 febbraio la Martinengo assumerà il compito di unità di bandiera di “Atalanta”.
Crosetto: dagli Houthi dei veri e propri attacchi di natura militare
Hangar e ponte di volo idonei per operare con gli elicotteri
Caio Duilio è stato varato a Riva Trigoso (GE) il 23 ottobre 2007 e trasportato presso i cantieri navali del Muggiano (SP) per poi entrare in servizio, con la consegna alla Marina, il 3 aprile 2009. Lungo oltre 152 metri e largo una ventina, una velocità di 29 nodi, 195 persone a bordo, dal punto di vista degli armamenti dispone di 3 Oto Melara 76/62 SR; 2 Oto Melara Oerlikon KBA 25/80; Sist. Miss. PAAMS: 6 lanciatori vert. (48 celle) per Aster 15 e Aster 30; Predisp. per 8 S/S Teseo Mk2/A; 2 lanciarazzi SCLAR-H; 2 lanciasiluri Eurotorp B515/1 MU90; EH101/SH90.
Il porto di riferimento è Taranto e dipende dal Comando del Primo Gruppo Navale, di cui è anche Unità di bandiera. «Adottando tecnologie di ultima generazione - si legge sul sito del ministero della Difesa - è particolarmente idoneo a svolgere compiti di comando e controllo, anche in situazioni di crisi ed emergenza umanitaria, potendo contare su numerosi apparati di comunicazione tradizionale e satellitare, tra cui il recentissimo Link22, e di un moderno sistema di supporto al comando, riconfigurabile secondo le esigenze. Il tutto attuabile nella piena autosufficienza logistica senza dipendere dal territorio sul quale o vicino al quale, è richiesto di interagire o operare. L’hangar ed il ponte di volo - viene spiegato - sono idonei per operare con gli elicotteri SH90 ed EH101 per le esigenze di pattugliamento marittimo, trasporto ed evacuazione sanitaria».
L’esordio nell’ambito dell’esercitazione Nato
Il Caio Duilio ha avuto il suo esordio in ambito internazionale durante l’esercitazione Nato Proud Manta, svolta nelle acque del Mar Ionio nel febbraio 2011, operando insieme a navi, sommergibili ed aeromobili di nove Nazioni alleate. Questo ancora prima della consegna della bandiera di combattimento, evento avvenuto a Gaeta (LT) il 22 settembre dello stesso anno. Ha ottenuto la caratteristica “Combat Ready” dopo il superamento del tirocinio navale presso il centro addestramento aeronavale della Marina militare durante i primi mesi del 2012, durante i quali ha anche effettuato positivamente i test di lancio per il sistema missilistico PAAMS.
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La curiosità
La nave prende il nome dal console romano Caio Duilio che nel 260 a.C. fece costruire un’armata di 120 navi dotate di un ponte mobile con uncini, detto “corvo”, per riuscire a contrastare la potente flotta nemica cartaginese. Questa invenzione consentì ai Romani di trasformare lo scontro navale in un combattimento corpo a corpo dove potevano esprimere la loro superiorità. In quello stesso anno la flotta romana e cartaginese si scontrarono nella battaglia di Milazzo, dove i Cartaginesi furono pesantemente sconfitti: con questa vittoria i Romani divennero i nuovi padroni del Mediterraneo occidentale.
Primo romano a vincere in mare, Duilio fu onorato con un trionfo e con l’erezione nel Foro di una colonna costruita con i rostri delle navi nemiche che ancora oggi appare nel Crest della Nave. In realtà il cacciatorpediniere Caio Duilio è la quarta unità della Marina italiana ad adottare questo nome.
La prima fu la corazzata che prestò servizio dal 1880 al 1909; quando fu costruita, con i suoi cannoni da 450 mm, era una delle più potenti navi da guerra dell’epoca e, anche se non fu mai impiegata in battaglia, contribuì alla crescita internazionale dell’allora neonato Stato unitario italiano.
La seconda unità fu una nave da battaglia varata nel 1913 e ammodernata nel 1937, che partecipò alla prima e alla seconda guerra mondiale rimanendo poi in servizio fino al 1956, divenendo tra l’altro la prima nave ammiraglia dell’appena costituita Marina Militare Repubblicana. Infine la terza fu l’incrociatore lanciamissili varato nel 1960 e ritirato nel 1990, primo vascello di questa tipologia ad essere costruito in Italia nel dopoguerra. Nei suoi ultimi anni questa nave fu impiegata anche come nave scuola per i Cadetti dell’Accademia Navale.