A Pozza di Fassa la comunità voluta dagli studenti di robotica
Con un impianto solare da 20 kW alimenta i licei e la scuola d’infanzia dell’istituto comprensivo ladino
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I punti chiave
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Tutto nasce dal corso pomeridiano di robotica dei licei della scuola ladina di Pozza di Fassa (Trento), piccola frazione nella valle sovrastata da vette come Cima Dodici e le Torri del Vajolet. Thomas Zulian, l’insegnante di matematica e fisica che segue l’iniziativa, traccia la genesi di quella che oggi è diventata la prima comunità energetica della Val di Fassa: «Ogni anno con il gruppo di robotica partecipiamo alla First Lego League, una competizione internazionale che prevede la realizzazione di un robot per partecipare alle gare e allo stesso tempo la redazione di un progetto scientifico, con l’identificazione di un problema e la proposta della soluzione, ogni anno su un tema diverso. Per l’edizione 2023 è stato l’energia. Abbiamo quindi ragionato sulle criticità legate all’energia: il trasporto, la dispersione, la produzione da fonti non rinnovabili con i rischi per l’ambiente. E abbiamo cercato qualcosa che potesse essere inerente al territorio. Come soluzione abbiamo dunque pensato di presentare una Cer, una comunità elettrica rinnovabile, di cui avevamo cominciato a sentir parlare proprio in quel periodo».
Cooperative come partner
Il resto è agli atti: nasce Cesla (Comunità Energetica Scuola Ladina Asilo), insieme alla scuola d’infanzia vicino ai licei, e con alcuni partner locali: il Consorzio elettrico di Pozza di Fassa (Cep), Fpb Cassa di Fassa Primiero Belluno, FassaCoop, che hanno coperto tutte le spese di attivazione: «Con le tre cooperative e la scuola siamo partititi col progetto, basato sull’idea di installare pannelli solari sul tetto della scuola d’infanzia di Pozza per alimentare la stessa, recentemente ristrutturata, e i due edifici accanto che ospitano i tre licei, scientifico, artistico e linguistico, questi due in una struttura nuova».
Nella primavera del 2023 si procede con interventi di sensibilizzazione sul territorio, partendo proprio dalle scuole, coinvolgendo anche i bambini più piccoli con giochi e scenette. L’obiettivo: creare consapevolezza sui problemi legati alla produzione di energia e sulla soluzione rappresentata dalla Cer. «Abbiamo costituito un’associazione senza scopo di lucro tramite un commercialista, operativa da pochi giorni. I soci fondatori sono sette: i primi sono proprio i tre studenti del gruppo di robotica originario, gli unici tre maggiorenni. Gli altri potranno associarsi in seguito raggiunta la maggiore età», racconta Zulian: «Ci sono poi io come rappresentante dei licei con il nostro dirigente scolastico, e poi un genitore e la presidente della scuola d’infanzia. La struttura burocratica è pronta. E a breve ci iscriveremo al portale del Gse per il avere il riconoscimento dell’incentivo».
Impianto da 20 kW
La struttura tecnica è pure pronta: il Consorzio elettrico di Pozza di Fassa ha messo a disposizione l’impianto fotovoltaico sul tetto della scuola d’infanzia da 20 kW: «I pannelli sono operativi dalla scorsa estate, pare che essendo già attivi non possano essere considerati per la Cer, che si è costituita formalmente dopo. Ora stiamo facendo delle verifiche per capire. Forse dovremo usare altri pannelli, installati su una chiesa a pochi chilometri dalle scuole, nell’area della stessa cabina primaria. È un impianto sempre messo a disposizione del Cep che sarà attivato a breve», spiega Zulian.
L’incentivo che verrà raccolto da questa Cer sarà totalmente destinato ai licei e alla scuola d’infanzia per progetti e spese di cancelleria. «La capacità dell’impianto al momento copre il consumo degli edifici scolastici nel corso della giornata. Per il futuro stiamo valutando di inserire alcune utenze private, magari per il weekend, in modo che la comunità possa sfruttare più energia possibile: più ci sia avvicina al 100% dell’autoconsumo e più l’incentivo è alto. E poi se vediamo che funziona bene potremmo ingrandirla, collegando altri pannelli».








