A Stoccolma scivola H&M, pesano utile gonfiato da rimborsi Usa e aumento stock
Preoccupa inoltre l’aumento delle scorte, conseguenza delle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali
di Giuliana Licini
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3' di lettura
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I risultati trimestrali di Hennes & Mauritz non convincono gli investitori e alla Borsa di Stoccolma nella mattinata il titolo del gruppo di abbigliamento arretra del 3% a 161,30 corone svedesi. L'utile operativo di H&M nel terzo trimestre ha superato significativamente le aspettative, ma gli analisti sottolineano che la maggior parte della differenza è dovuta al rimborso dei dazi doganali Usa. Preoccupa inoltre l’aumento delle scorte. Nel trimestre H&M ha registrato un Ebit di 6,037 miliardi di corone svedesi (da 4,9 miliardi lo scorso anno), il 18% in più rispetto alle stime del consensus. L’utile netto è aumentato da 3,2 a 4,1 miliardi e il fatturato ha totalizzato 57,2 miliardi, con un aumento dello 0,3% su base reported e dell’1% in valuta locale, sostanzialmente in linea con le previsioni.
Le scorte alla fine del terzo trimestre ammontavano a 39.355 milioni di corone (da 37.938), con una composizione che il gruppo ha definita positiva. L'aumento – ha spiegato H&M - è dovuto all'incremento del valore delle merci in transito, conseguenza delle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali, nonché agli effetti temporanei legati al consolidamento della rete logistica europea. Il gruppo ha precisato che le vendite per il mese di settembre sono previste in aumento dell’1% in valuta locale.
«Le nostre collezioni estive sono state accolte positivamente e hanno contribuito a un maggiore slancio delle vendite, soprattutto a fine trimestre. Allo stesso tempo, le vendite sono state influenzate dalle continue interruzioni nella rete logistica in Europa e nella catena di approvvigionamento globale», ha commentato il Ceo Daniel Ervér. «Affrontiamo l'autunno con un mix di scorte equilibrato e siamo ben posizionati per soddisfare le esigenze dei nostri clienti», ha aggiunto Ervér in merito alle prospettive.
Di diverso tono i commenti degli analisti. Gli esperti di SB1 stimano che circa 900 milioni di corone dell'utile operativo siano derivati dai rimborsi dei dazi doganali. Al netto di questi fattori, l'Ebit si è attestato a poco più di 5,1 miliardi di corone, sostanzialmente in linea con le stime del consensus. Le prospettive di vendita per settembre sono inoltre considerate leggermente deboli. Secondo Barclays, gli utili sottostanti di H&M hanno superato di poco le aspettative nel terzo trimestre e le prospettive per il quarto trimestre sono deboli, a causa principalmente della compressione del margine lordo e dell'aumento delle scorte.
Al netto dei rimborsi doganali, l'Ebit è risultato superiore di circa l'1% rispetto alle stime del consensus, principalmente grazie a un efficace controllo dei costi, notano dalla banca britannica. Nel frattempo, il margine lordo sottostante è sceso al 52,4%, al di sotto della stima del consensus del 53,3%. Barclays prevede una continua pressione sul margine anche nel quarto trimestre, soprattutto a causa di fattori esterni sfavorevoli. Le scorte, nel frattempo, sono aumentate del 9% in valuta locale e hanno rappresentato il 17,8% delle vendite negli ultimi dodici mesi, rispetto al 16,4% dell'anno precedente.

