A Torino va in scena la sfida per i giovani imprenditori
“Start Hack - L’hackathon per la tua idea di startup” è la challenge di sviluppo imprenditoriale rivolta a GenZ e Millennial nell’ambito del programma di Torino Capitale della cultura d’impresa 2024
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(Il Sole 24 Ore - Radiocor) - Meno del 10% delle aziende del territorio torinese è a guida under 40, per un totale di poco inferiore alle 21mila unità, secondo i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Torino. Si tratta di un calo rispetto all’anno precedente di 416 attività e una presenza giovanile ridotta in settori chiave come l’industria manifatturiera, il turismo e il commercio. Dalla volontà di avvicinare maggiormente i giovani alla creazione d’impresa nasce, nell’ambito del programma di Torino Capitale della cultura d’impresa 2024, la sfida “Start Hack - L’hackathon per la tua idea di startup”, in una giornata, quella di martedì 12 marzo, interamente dedicata a promuovere la cultura d’impresa fra i giovani, in particolare “generazione Z” e “millenials”, e a stimolarne l’imprenditorialità. L’evento, organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino insieme alla media company Will Media, è stato pensato per studentesse e studenti delle università di tutta Italia: sono trentadue quelli coinvolti nel format competitivo, organizzato per l’occasione negli spazi del Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino, provenienti principalmente dal Piemonte ma anche da Bergamo, Firenze, Padova e Roma e iscritti a facoltà economiche, di architettura, ingegneria, filosofia e scienze dell’educazione. «Siamo partiti dall’osservazione di alcuni numeri», ha spiegato Barbara Graffino, presidentessa Giovani Imprenditori Unione Industriali Torino. «La relazione del Mimit sullo stato dell’innovazione e delle Pmi innovative evidenzia come, se negli ultimi anni anche a fronte di politiche corrette, c’è stato un buon aumento, anche se su percentuali ridottissime (di startup e Pmi innovative n.d.r.), nel 2023, probabilmente complice anche la situazione congiunturale economica, c’è stata una diminuzione percentuale delle startup innovative. Non possiamo permetterci questo e abbiamo pensato a un modo per diffondere la cultura d’impresa», ha detto Graffino, una volontà che si traduce in una sfida tra giovani imprenditori.
“Start Hack - L’hackathon per la tua idea di startup”
Otto le squadre partecipanti, ciascuna formata da quattro persone e supervisionata da un mentor, selezionate per dar vita a una challenge di sviluppo imprenditoriale, che prevede la progettazione del business model di una start-up innovativa operante in un settore a scelta fra education, turismo e cultura, mobilità. Nel dettaglio, in ambito educativo il tema è quello dell’orientamento per superare il problema del mismatch con il mondo del lavoro, sul fronte turistico l’area di intervento riguarda la gestione dell’overtourism nelle grandi città, infine, l’oggetto della sfida in ambito mobilità riguarda il trasporto sostenibile nelle metropoli. Lo scopo del progetto, secondo quanto raccontato da Barbara Graffino, è quello di rivolgersi «ai giovani che stanno ancora studiando e raccontare che l’impresa è un’opzione. Con questo progetto proviamo a dare un po’ di stimolo». L’avvio dell’hackathon propone un momento di briefing collettivo, dopodiché ogni team, assistito dal proprio mentor, perlopiù giovani imprenditori dell’Unione Industriali Torino, avrà il compito di sviluppare la propria idea per poi esporla, nella prima parte del pomeriggio, alla giuria composta dalla presidentessa Barbara Graffino, da Andrea Marangione, vicepresidente Giovani Imprenditori Confindustria, dal Coo di Will&Chora Media, Riccardo Haupt e dal presidente del Club degli Investitori, Giancarlo Rocchietti. L’annuncio del verdetto della commissione di valutazione è previsto nel corso dell’evento conclusivo della giornata.
L’incontro, accessibile anche al pubblico, prevede tra gli ospiti, oltre alla stessa presidente Graffino e Andrea Marangione, gli startupper Erika Desanti, cofounder di We Road e Andrea Ferrero, cofounder e Ceo Young Platform, con le loro testimonianze. Sotto i riflettori anche il contributo di Marco Lavazza, vicepresidente del Gruppo Lavazza, e il confronto istituzionale fra il presidente dell’Unione Industriali Torino, Giorgio Marsiaj, l’assessora alle attività produttive della Città di Torino, Gianna Pentenero e il professore del Politecnico di Torino Fulvio Corno, delegato del Rettore per le tecnologie a supporto della didattica.
Il video podcast “Storie d’impresa”
Non solo l’hackathon, l’appuntamento rivolto ai giovani imprenditori prevede anche il lancio del progetto di editoria digitale “Storie d’impresa”. Cinque video podcast della serie Ceo Insight di Will Media con cui i Giovani Imprenditori torinesi hanno raccolto le voci di altrettanti colleghi senior. «Se vuoi andare a prendere un target bisogna utilizzare lo strumento adatto: oggi i video podcast sono uno strumento che a quella generazione piace, i giovani si informano così», spiega ancora Barbara Graffino parlando della ricerca e della scelta dello strumento di comunicazione più adatto a coinvolgere le giovani generazioni. È già online la prima puntata, dedicata ai nuovi modelli di business e affidata a Luca Ferrari, Ceo di Bending Spoon, tra i principali sviluppatori di app sul mercato internazionale. I protagonisti dei successivi episodi saranno Marco Lavazza in una puntata dedicata all’imprenditoria familiare, Jose Rallo, Ad di Donnafugata, per affrontare il tema dell’imprenditoria femminile, il patron di Newcleo, Stefano Buono, con un racconto sulla sfida dell’innovazione, e Danila Di Stefano, che partendo dalla fondazione della sua Unobravo tratteggia gli step per la creazione di una nuova impresa. Storie diverse che raccontano modi diversi di fare l’imprenditore. Coinvolgere i giovani, per la presidentessa di Giovani Imprenditori Unione Industriali Torino è un «passaggio ineludibile», trasferire la capacità imprenditoriale è fondamentale, non tanto perché «tutti facciano gli imprenditori», quanto piuttosto perché acquisire parte delle competenze che un imprenditore ha, consente di «essere più preparati ad affrontare le sfide», di qualunque natura esse siano. Ed è ai giovani in gara, ma non solo a loro, a cui Barbara Graffino si rivolge consigliando di «lasciarsi coinvolgere e ispirare», mentre invita a «non smettere di dare supporto alla nuova impresa, in qualsiasi modo si possa fare».

