Aerei, con il caro carburante arrivano i primi fallimenti
Chi era in amministrazione giudiziaria faticherà a presentare un piano di ristrutturazione. La carenza di carburante comincia a pesare
di Mara Monti
4' di lettura
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L’impennata del prezzo del carburante e la prospettiva di una scarsità di kerosene per aviazione stanno avendo ripercussioni pesanti sul trasporto aereo e si contano le prime vittime di questa crisi. Sono compagnie aeree già in situazioni difficili e che speravano in un intervento esterno, ad esempio attraverso una acquisizione, ma che in questo scenario difficilmente riusciranno a chiudere il cerchio.
Nell’elenco ci sono il vettore inglese Eastern Airlines, Royal Philippine Airlines e l’americana Spirit Airlines: quest’ultima in amministrazione fallimentare due volte in un anno ha già detto che l’aumento del prezzo del carburante renderà ancora più difficile l’uscita dal «Chapter 11».
Si prevedono perdite pesanti per il settore
Lo scenario che si prospetta è sempre più difficile ogni giorno che passa dal momento che si allontana l’ipotesi di un conflitto lampo. E così mentre i vettori con importanti capacità utilizzano strumenti di copertura contro gli aumenti del carburante, aumentano le tariffe e riducono la capacità offerta «le compagnie aeree più piccole stanno attraversando difficoltà finanziarie a causa degli elevati costi operativi», secondo Fitch Ratings. Il carburante rappresenta tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una compagnia aerea e con i prezzi del carburante per aerei schizzati da 85-90 dollari al barile a 150-200 dollari al barile, da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran il mese scorso si prevedono perdite pesanti per il settore.
Nell’elenco di chi non ce l’ha fatta si annovera la Royal Air Philippines, la compagnia nazionale delle Filippine che è stata costretta a cancellare tutti i suoi voli commerciali entrando in amministrazione giudiziaria. Secondo quanto riferito, tra 3mila e 4mila passeggeri sono rimasti a terra. Sul sito della compagnia aerea si legge: «Stiamo lavorando per effettuare i rimborsi e speriamo di riprendere i voli in una data futura non ancora specificata. Vi ringraziamo per la pazienza e la comprensione. Non vediamo l’ora di darvi presto il benvenuto a bordo». Benché i voli commerciali siano stati cancellati, il vettore continua ad operare i collegamenti cargo.
Le Filippine sono il paese che più sta soffrendo dal momento che buona parte del petrolio viene importato del Medio Oriente. Lo stesso il presidente Ferdinand Marcos Jr., ha ammesso che il paese rischia il blocco a terra degli aerei a causa della carenza di carburante per aerei provocata dalla guerra in Iran, una “possibilità concreta” ha detto.


