Affitti, il canone concordato è salito più del mercato in 4 città su 10
Tra il 2018 e il 2025 balzo degli importi degli affitti agevolati in 44 capoluoghi su 103. Oltre il 50% delle locazioni lunghe è calmierato
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
In quattro città su dieci, tra il 2018 e il 2025, i canoni dei nuovi affitti concordati sono saliti più di quelli delle locazioni libere “4+4”.
Chiedilo al Sole
Il trend, a prima vista sorprendente, emerge analizzando i dati dell’Osservatorio sul mercato immobiliare (Omi) delle Entrate, riferiti ai nuovi contratti registrati ogni anno. Si è portati a pensare che i canoni liberi – nelle fasi di mercato crescente – salgano sempre più di quelli calmierati, come in effetti è successo in 59 capoluoghi su 103. Ma negli altri 44 il rinnovo delle intese locali (o il pieno utilizzo dei margini offerti da quelle esistenti) ha ribaltato la dinamica.
A Milano, ad esempio, il canone medio dei “4+4” registrati l’anno scorso è del 38% più alto di quello del 2018 (da 854 a 1.178 euro), mentre per i nuovi contratti concordati l’incremento è del 78,4% (da 592 a 1.056 euro). In altre città, invece, ad amplificare il divario è la relativa stabilità dei canoni di mercato, come a Venezia (+2,6% i canoni liberi, +25,9% i calmierati).
Chi ci guadagna di più
L’importo medio rilevato dall’Omi per le due formule contrattuali si riferisce ad abitazioni diverse per dimensioni, caratteristiche e ubicazione. Sarebbe sbagliato, perciò, affermare che in un capoluogo su due – come ad esempio a Grosseto o Rovigo – gli affitti concordati sono più cari di quelli liberi. Ciò che si può osservare, se mai, è la tendenza più o meno crescente.
Per un confronto sullo stesso alloggio, si può fare riferimento alle elaborazioni del Sunia per «Il Sole 24 Ore» su un appartamento tipo di 80 metri quadrati in zona semicentrale in 11 grandi città (si veda la scheda). Per il locatore, scegliere un affitto concordato significa sempre accettare un’entrata mensile più bassa: ad esempio, 1.080 euro anziché 1.250 a Roma, oppure 500-600 euro anziché 800-850 a Bari. Le intese locali legano spesso il canone massimo a molte variabili, dalla microzona alla fascia dell’immobile: così, a Firenze, per un canone di mercato che va da 1.100 a 1.500 euro al mese, quello calmierato spazia da 708 a 933 tenendo conto della posizione e dell’eventuale arredamento.









