I dati Siae

Al botteghino Milano incassa quanto tutto il Mezzogiorno

Il capoluogo con 735 milioni supera le regioni meridionali dove la spesa sale del +9,2%. Bologna prima per rendimento medio degli show

 
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO ANSA

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I punti chiave

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«Partirono insieme, destinazione San Siro» cantava Antonello Venditti raccontando il viaggio di Piero e Cinzia verso lo storico concerto di Bob Marley del 1980. Oggi, oltre 40 anni dopo, Milano continua a essere la capitale dell’intrattenimento: il capoluogo lombardo – che questo weekend a San Siro ha ospitato la doppietta sold out di Max Pezzali – nel 2025 ha registrato 28 milioni di spettatori per 277mila eventi tra concerti, teatri, cinema, stadi, mostre e discoteche. Un flusso che ha generato 735 milioni di spesa al botteghino: più dell’incasso di tutte le province del Mezzogiorno messe insieme.

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SUL TERRITORIO

Incassi per macroarea. In milioni di euro e in % sul totale

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È questa la geografia che emerge dal Rapporto Siae 2025: una sola provincia vale più di otto regioni. «Il Nord – spiega il direttore generale Siae, Matteo Fedeli – concentra infrastrutture, grandi venue, promoter, sponsor, trasporti più efficienti, maggiore capacità ricettiva e una programmazione continuativa durante l’anno. Il Mezzogiorno, invece, sconta criticità strutturali, meno spazi adeguati ai grandi eventi e più stagionalità».

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La geografia

Milano non è l’unico polo. La città con più eventi è Roma dove se ne registrano 360mila, quasi mille al giorno. La capitale, però, ospita spettacoli relativamente più piccoli, con 74 spettatori medi presenti, e un introito medio di 1.492 euro, molto al di sotto dei 2.651 euro di Milano. Le due province, insieme, incassano quasi il 30% della spesa nazionale per gli spettacoli.

Se Milano e Roma dominano nei volumi, Bologna trionfa per rendimento con il numero più alto di spettatori medi per spettacolo (116) e l’incasso medio più alto (2.895 euro), quasi il doppio rispetto a quello della Capitale. Maglia nera invece per Cagliari, ultima tra le grandi città per offerta (solo 41.715 eventi in tutto l’anno), una media di 46 spettatori e un incasso medio di 622 euro.

NELLE GRANDI CITTÀ

Introiti per spettacolo e spettatori. Dati medi nel 2025

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Nord e Sud seguono due modelli molto diversi: nelle città settentrionali gli spettacoli sono mediamente più grandi (88,6 spettatori medi) e il prezzo medio del biglietto è elevato (18 euro), mentre in quelle meridionali gli spettatori si fermano a 58,5 e il biglietto non supera i 14,2 euro. La combinazione di questi due fattori fa sì che ogni evento organizzato al Nord generi quasi il doppio degli incassi rispetto a quelli del Sud: 1.595 euro per spettacolo contro 832 euro.

Una nota positiva per il Mezzogiorno però c’è: è l’area con la maggiore crescita al botteghino (+9,2%) e l’unica a registrare spettacoli (+1,5%) e spettatori (+1,2%) in crescita. Il contributo maggiore arriva dalla Sicilia che ha visto aumentare il proprio incasso annuale di 25 milioni di euro (+16,2%). A determinare questo risultato è stato soprattutto il rincaro del prezzo medio dei biglietti, cresciuto del 10% nell’isola. «Al Sud - aggiunge Fedeli - la domanda non è debole: il Meridione produce il 26,2% degli spettacoli, il 20,3% degli spettatori, ma genera il 17% della spesa: è la capacità di trasformare offerta e partecipazione in valore economico ad essere inferiore».

I prezzi

Il costo di ingresso aumenta in quasi tutte le regioni ed è il principale fattore dietro alla crescita di tutto il sistema: nel 2025 è calato il numero di eventi (-0,78%) e gli spettatori sono rimasti praticamente stabili (-0,05%), ma la spesa complessiva è cresciuta del 6,95 per cento. Come sottolinea Siae, si tratta di un incremento che va ben oltre l’inflazione che tra 2024 e 2025 è stata dell’1,5 per cento.

PER TIPOLOGIA DI SPETTACOLO

Incassi per settore e per macroarea. Dati in milioni di euro e in % sul totale

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A trainare la crescita sono soprattutto i concerti, che superano per la prima volta il miliardo di euro di incassi (+17,5% sul 2024, si veda l’articolo a destra). Anche il teatro vive una fase positiva (+10,8% al botteghino, +5,3% di spettatori), mentreil cinema continua a soffrire la concorrenza dello streaming digitale: diminuiscono ancora gli spettatori (-2,3%), ma l’aumento del prezzo dei biglietti mantiene il bilancio complessivo stabile. Infine, nel cinema oltre metà della spesa e delle presenze si concentra al Nord, ma nel 2025 il Mezzogiorno è l’unica macro-area che cresce sia sulla spesa (+3,8%) sia sull’infrastruttura (+40 schermi)

Più in generale, secondo Fedeli dietro i rincari dei biglietti c’è soprattutto l’aumento dei costi, dei cachet artistici, della logistica e dell’energia (nei concerti pesa anche una domanda spesso superiore all’offerta). Il trend dei prezzi, dunque, conferma la capacità del settore di valorizzare gli eventi, senza - per ora - alcuna riduzione del numero di spettatori.

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