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Al via TuttoFood, 5mila espositori e 4mila buyer attesi

Aumenta del 30% la presenza estera. Lollobrigida: «Tuttofood valorizza l’intera filiera agroalimentare italiana, contribuendo alla crescita dell’export, alla promozione del Made in Italy e alla creazione di nuove opportunità economiche»

di E.Sg.

L’inaugurazione di TuttoFood a Milano l’11 maggio 2026

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Food&Drink Europe, Eda (European Dairy Association), Arepo (Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine), Aim (Association des Industries de Marque), Copa-Cogeca: le partnership messe in campo da TuttoFood, evento che si è aperto l’11 maggio a Milano, danno subito l’idea di come la Fiera voglia collocarsi come punto di riferimento a livello internazionale.

I venti di guerra non hanno scoraggiato i 4mila top buyer esteri stimati in arrivo dagli organizzatori senza defezioni come da previsioni della vigilia, in attesa di fare un bilancio di visitatori nei prossimi giorni.

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Su circa 5mila marchi presenti a Tuttofood 2026, tra collettive e stand individuali, circa 1.500 sono di espositori provenienti da 80 Paesi esteri, il 30% in più del passato e «saranno sicuramente uno dei punti di attenzione per i 100mila visitatori professionali già pre-accreditati alla manifestazione - ribadiscono gli organizzatori - Un dato significativo è la crescita quali-quantitativa degli espositori provenienti da alcune aree, tra cui alcune new entry come Algeria, Corea del Sud, India, Libia, Paesi Baschi, Sri Lanka, Uzbekistan. Rimangono positive le conferme da area Mena, che registra un’unica defezione da Saudi Export a causa del conflitto bellico, con presenze cresciute dal Medio-Oriente rispetto all’edizione dell’anno scorso; per l’area Latam, confermati espositori da Argentina, Cile, Cuba, Ecuador, Messico».

 

«TuttoFood è una vetrina internazionale che racconta la capacità dell’Italia di affermarsi nel mondo come patria del bello, del buono e della qualità - ha affermato il ministro della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida - Attraverso l’incontro tra produttori, trasformatori, distributori e buyer internazionali, Tuttofood valorizza l’intera filiera agroalimentare italiana, contribuendo alla crescita dell’export, alla promozione del Made in Italy e alla creazione di nuove opportunità economiche. È quanto mai strategico fare sistema, creando sinergie tra le fiere italiane e rafforzando la competitività della nostra nazione sui mercati globali. In un contesto internazionale complesso, Tuttofood si conferma così un punto di riferimento fondamentale per promuovere innovazione, qualità e visione strategica dell’agroindustria italiana».

In un videomessaggio il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ricordato come «in un contesto sfidante come quello attuale, l’agroalimentare resta una colonna portante del nostro sistema produttivo una delle cinque eccellenze, delle “cinque A” del Made in Italy, riconosciuta nel mondo per qualità, identità, capacità di innovazione. I dati parlano chiaro: un export di oltre 70 miliardi, leadership europea per valore aggiunto agricolo, un primato mondiale nella produzione Dop e Igp con circa 900 prodotti certificati che generano nel complesso oltre 20 miliardi di valore e oltre 12 miliardi di export. Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità».

 

 

 

«Per Fiere di Parma – ha affermato il presidente Mosconi - è un onore e, al tempo stesso, una responsabilità lavorare, come si sta facendo da alcuni anni, alla costruzione di una piattaforma autenticamente internazionale per le imprese del food and beverage. Significativamente, la direttrice Parma-Milano-Colonia abbraccia le due più importanti manifatture dell’Unione Europea e - ne siamo profondamente convinti - rappresenta un esempio di collaborazione sovra-regionale fra attori pubblici e privati».

 

«Nel nuovo equilibrio economico globale, segnato da instabilità geopolitica e crescente frammentazione dei mercati, è essenziale costruire piattaforme internazionali capaci di accompagnare le imprese nei processi di crescita e internazionalizzazione - ha dichiarato Carlo Bonomi, presidente di Fiera Milano. In questo scenario, Tuttofood 2026 si conferma un punto di riferimento globale per l’agroalimentare e per il Made in Italy, favorendo innovazione, relazioni e nuove opportunità di sviluppo sui mercati internazionali».

 

Alleanze che aggregano risorse ed energie che si uniscono alla partnership più che decennale tra Parma e Koelnmesse, organizzatore a Colonia di Anuga, vero gigante tra i saloni del mondo agroalimentare.

Parte integrante di questo sistema, Ice-Agenzia che con l’importante Buyer’s Program assicura a Tuttofood una seleizone di operatori internazionali tra i buyers del cibo operanti sia presso il retail che presso la ristorazione.

Presente all’inaugurazione il presidente, Matteo Zoppas, che ha dichiarato: «Il 2025 ha confermato la forza strutturale dell’agroalimentare italiano con un export in crescita del 5% sull’anno precedente e un valore record di 72,5 miliardi nonostante un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze. Il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco rafforza il posizionamento e il valore percepito del nostro agroalimentare funzionando da soft power per l’intero Made in Italy. Ci sono certamente criticità da affrontare: la crisi in Medio Oriente incide direttamente su costi energetici e delle materie prime e i dazi americani stanno producendo effetti tangibili con un -21,9% di export verso gli Stati Uniti nei primi due mesi del 2026. Il governo sta lavorando per aprire nuovi canali commerciali verso aree emergenti per consentire alle imprese italiane di conquistare nuovi mercati. Il ruolo di Ice è strategico: nel 2025 abbiamo supportato oltre 2.200 aziende italiane nel solo settore agroalimentare e coinvolto più di 2.000 operatori esteri in missioni in Italia. A Tuttofood abbiamo portato oltre 200 operatori provenienti da 36 Paesi tra cui Arabia Saudita, Sud America, Canada, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia e Singapore. Nel 2026 abbiamo in programma 258 iniziative dedicate al Food & Wine tra cui azioni di e commerce, accordi con la grande distribuzione internazionale, partecipazione a fiere in Italia e all’estero. In un mondo che cambia rapidamente, ICE continua a essere un punto di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese italiane contribuendo a consolidare la crescita di un settore che rappresenta il 15% del Pil nazionale».

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