Alimentazione, ecco perché «longevity» non è una tendenza (e un business) per vecchi
L’attenzione a invecchiare bene è un tema transgenerazionale che sta cambiando il modo di consumare e produrre: sono ingenti gli investimenti sia nei prodotti destinati al retail che al consumo fuori casa
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Longevity: l’hot topic del momento non sta dilagando solo nel pharma, nel benessere e nella cosmesi. Ora sta conquistando spazio (e rilevanza) anche nel food&beverage e nell’hospitality, attirando competitor e investitori (dal Gruppo Accor a Renzo Rosso) e alimentando un mercato che oggi a livello globale vale 45 miliardi di dollari ma che in un decennio supererà gli 87 miliardi di dollari, stima Market Research Future.
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Dietro quest’escalation la quota crescente di popolazione anziana nei Paesi più sviluppati (sarà il 24% entro il 2100), la maggiore attenzione al benessere nelle scelte di vita quotidiana anche tra i più giovani e una più accentuata preoccupazione per il futuro che accomuna cittadini di ogni età. Ma anche il ruolo attribuito dagli italiani alla corretta nutrizione per vivere bene e più a lungo, superata solo dall’attività fisica e dal controllo dello stress, come emerge da un sondaggio commissionato da Cerba HealthCare Italia.
L’aspetto interessante è che la longevity è un tema transgenerazionale. Il 30% degli italiani ritiene che per vivere più a lungo in buona salute sia necessario investire sulla propria longevità già tra i 30 e i 40 anni, rivela un’analisi condotta da Yougov, e il 51% dichiara di pensare spesso o sempre alla salute a lungo termine nelle scelte quotidiane di acquisto. Un atteggiamento più accentuato non solo nei prevedibili Boomers (56%) ma anche tra i Millenials (54%).
Il peso delle generazioni sulla spesa
C’è poi il crescente peso degli over 50 sui consumi che sta ridefinendo la domanda anche nell’universo alimentare. Se nel 2020 generavano il 73,1% della spesa per food&beverage e il 56,2% di quella per hotel e ristoranti, nel 2050 saliranno rispettivamente all’81,6% e al 66,6%, stima Teha Group che ha costruito la Community Longevity + e vuole farne la piattaforma di riferimento in Italia per l’innovazione e le tecnologie su questo fronte.
«La longevità sta diventando un nuovo paradigma di consumo, capace di attraversare generazioni, categorie merceologiche e canali distributivi, e sposta la nutrizione dalla logica della cura occasionale a quella della prevenzione quotidiana” afferma Marco Zanardi, presidente di Retail Institute Italy.







