Amministrative 2026, i clan in azione per intimidire i candidati
Registrate da Avviso pubblico le minacce ai candidati, da nord a sud. Nel mirino soprattutto i comuni sotto i 15mila abitanti e quelli sciolti per mafia
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I punti chiave
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A rischiare di finire nel mirino dei clan e criminalità, in vista delle elezioni amministrative, sono soprattutto gli enti locali sotto i 15mila abitanti, in questi si registra il maggior numero di atti intimidatori nei confronti di chi si propone di diventare sindaco, assessore e consigliere. E nella prossima tornata sono 760. Il 24 e 25 maggio 2026, saranno, infatti, 882 i Comuni italiani in cui si andrà al voto. Tra questi, ve ne sono cinque – due in Campania: Melito di Napoli (Na) e Quindici (Av); due in Calabria: Tropea (Vv) e Cerva (Cz) e uno in Sicilia, Randazzo (Ct) – che tornano alle urne dopo un lungo commissariamento per infiltrazioni mafiose, un contesto che storicamente espone candidati e comunità a rischi più elevati.
Secondo i dati raccolti da Avviso Pubblico in sedici anni di monitoraggio del fenomeno, degli oltre 6mila casi di minacce e intimidazioni censiti dal 2010 al 2025, oltre 400 hanno visto finire sotto tiro candidati e candidate. Se prendiamo in considerazione il decennio 2016 – 2025, sono state 317 su 4.305 (il 7,4% del totale).
Campagne elettorali, momento critico
Le campagne elettorali successive allo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose sono particolarmente delicate e vulnerabili. Le ragioni principali:
1) Le organizzazioni criminali tentano di riconquistare il controllo dei Comuni, corrompendo e intimidendo. I clan si contendono violentemente il controllo del territorio, candidano e sostengono persone a loro vicine, minacciano gli avversari dei loro candidati in campagna elettorale per impedirne l'elezione;
2) I Comuni post scioglimento si trovano spesso in una condizione di dissesto finanziario generato da anni di malagestione; per sistemare le finanze pubbliche, che i commissari straordinari non sempre riescono oggettivamente a gestire in 18-24 mesi, spesso i nuovi amministratori che saranno eletti sono costretti a ricorrere a misure impopolari;







