Apple, sanzione Antitrust da 98 mln per abuso di posizione dominante
La Big Tech di Cupertino avrebbe violato l’articolo 102 del Tfue nella gestione delle app rivolte agli utenti del sistema operativo iOS
2' di lettura
2' di lettura
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato alle società Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia Srl una sanzione di 98.635.416,67 euro per abuso di posizione dominante.
Apple, informa una nota, ha violato l’articolo 102 del Tfue per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS. In tale mercato, Apple è in posizione di assoluta dominanza tramite il suo App Store.
Al termine di una complessa istruttoria, condotta anche in coordinamento con la Commissione europea, con altre Autorità nazionali della concorrenza e con il Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’Antitrust ha accertato la restrittività - sotto il profilo concorrenziale - dell’App Tracking Transparency policy, ossia delle regole sulla privacy imposte da Apple, a partire da aprile 2021, nell’ambito del proprio sistema operativo mobile iOS, agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’App Store.
L’azienda ha fatto sapere che «in Apple crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale e abbiamo creato App Tracking Transparency (ATT) per dare agli utenti un modo semplice per decidere se le aziende possano tracciare la propria attività su altre app e siti web. Queste regole si applicano in egual misura a tutti gli sviluppatori, Apple inclusa, e sono state accolte positivamente dai clienti ed apprezzate dai sostenitori della privacy e dalle autorità per la protezione dei dati in tutto il mondo, incluso il Garante. Siamo fortemente in disaccordo con la decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ignora le importanti tutele della privacy garantite da App Tracking Transparency a favore di aziende tech che si occupano di advertising e di data broker, che desiderano un accesso senza restrizioni ai dati personali degli utenti. Continueremo a difendere le solide protezioni della privacy per i nostri utenti mentre ricorriamo in appello».
