Armi a Kiev dall’Italia? Scoppia la polemica. Crosetto: decreto al Copasir quando sarà pronto
Il ministro della Difesa Crosetto: nel 2026 «nessuna forma di aiuti all’Ucraina è stata, ad oggi, formalizzata»
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La posizione del governo in merito agli aiuti all’Ucraina continua a fare discutere. Dopo la pubblicazione da parte di Repubblica di alcune indiscrezioni su presunte forniture militari segrete che il governo avrebbe in programma di mandare a Kiev, il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto per fare chiarezza: nel 2026 «nessuna forma di aiuti è stata, ad oggi, formalizzata. Perché gli aiuti sono e vengono dati solo in relazione alla possibilità di rispondere alle precise richieste ucraine e non sempre ciò è facile o semplicemente possibile». Inoltre, la procedura di approvazione dei pacchetti destinati alla difesa dell’Ucraina - ha ribadito Crosetto - rimarrà invariata e passerà dal vaglio del Copasir.
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Le forniture militari
Le polemiche sono scattate in seguito alla riunione dei leader dei Volenterosi andata in scena il 24 agosto a Kiev a margine delle celebrazioni per il 35° anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina. In quell’occasione, la premier Giorgia Meloni aveva confermato l’impegno italiano sul fronte umanitario e l’invio di nuovi generatori elettrici in vista dell’inverno, ma aveva anche annunciato che l’Italia non prenderà parte alle esercitazioni su vasta scala della coalizione previste per l’autunno.
Tuttavia, le indiscrezioni sulle forniture militari italiane a Kiev pubblicate da Repubblica hanno riacceso lo scontro politico. Secondo le ricostruzioni del quotidiano, Palazzo Chigi starebbe preparando l’invio a Kiev di armi di ultima generazione: batterie contraeree Samp-T nella versione NG in grado di abbattere i missili balistici, intercettori Aster 30 e radar per avvistare gli incursori russi. Il governo - prosegue Repubblica - vorrebbe ricorrere alla formula del decreto per prevenire eventuali malumori interni alla maggioranza.
Gli attacchi al governo
Gli attacchi al governo non si sono fatti attendere. Il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, ha accusato l’esecutivo di mancanza di trasparenza nei confronti dei cittadini: «Davanti alle telecamere parlano di generatori elettrici. Dietro le porte chiuse, secondo Repubblica, preparano il tredicesimo decreto secretato: batterie Samp-T, missili Aster e radar. Generatori nei comunicati. Armi nei decreti. Silenzio per gli italiani». Palazzo Chigi chiederebbe al popolo «tasse, sacrifici e fiducia» omettendo però di spiegare «quanto spendono, cosa inviano e quali rischi assumono in nome nostro», ha concluso Vannacci.
Anche l’opposizione si è scagliata contro l’esecutivo. «Se davvero il governo italiano si allineerà al resto dell’Europa mandando batterie contraeree e radar a Kiev e non solo generatori, come scrive oggi Repubblica, allora si tratta di una buona notizia per il paese ma anche di una pessima figura per Giorgia Meloni, che deve farlo di nascosto per non urtare Salvini e soprattutto Vannacci» ha affermato Riccardo Magi, segretario di +Europa.







