Europa

Attentato a San Pietroburgo: ufficiale russo ucciso mentre cresce la tensione tra Russia, Ucraina e Ue

Un’esplosione mortale a San Pietroburgo segna un’escalation, mentre Europa e Russia si confrontano su sanzioni, finanziamenti a Kiev e possibili attacchi militari.

aggiornato alle 16:50

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Raid dell'esercito russo nella regione di Kiev, soccorsi del Servizio per emergenze dell'Ucraina

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E’ stata un’esplosione ad uccidere oggi a San Pietroburgo un ufficiale delle forze armate russe mentre si trovava sulla sua auto con la moglie, che è rimasta ferita. Lo riferisce la testata pietroburghese Fontanka. Il veicolo è saltato in aria nel quartiere di Slavyanka, precisa la testata, secondo la quale il militare ucciso era un tenente colonnello - i gradi militari russi sono equivalenti a quelli italiani, ndr - che prestava servizio nelle Forze aerospaziali russe.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il proprietario di un negozio nelle vicinanze ha dichiarato al canale Telegram 112 che l’auto è saltata in aria mentre usciva da un parcheggio a pagamento.

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Dall’inizio del conflitto in Ucraina, nel 2022, diversi ufficiali delle forze armate russe sono stati uccisi in attentati a Mosca, compiuti per lo più con l’impiego di ordigni. Alcuni di essi sono stati rivendicati dai servizi segreti ucraini.

Drone russo cade vicino all’ambasciata del Portogallo a Kiev

Un drone russo è caduto a circa 300 metri dall’Ambasciata del Portogallo a Kiev. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri portoghese attraverso un post sul profilo ufficiale di X, su cui si leggono dure parole di condanna: “Condanniamo fortemente l’attacco avvenuto oggi a Kiev, con la caduta di un drone a circa 300 metri dall’Ambasciata del Portogallo, che ha provocato una forte esplosione e danni in edifici vicini. Tutti i membri della nostra rappresentanza diplomatica stanno bene. L’incidente, che avviene in un contesto di nuovi attacchi russi contro Kiev, dimostra ancora una volta la brutalità dell’aggressione russa all’Ucraina e i rischi di questa guerra per la popolazione civile”. (ANSA).

Zakharova: potremmo colpire obiettivi britannici, il Cremlino la smentisce

La Russia potrebbe attaccare qualsiasi struttura militare britannica, «all’interno o all’esterno dell’Ucraina», per rappresaglia agli attacchi ucraini sul territorio russo con armamenti forniti da Londra. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, citata da Interfax. Poi la minaccia si ridimensiona.

Le notizie dei media su una presunta intenzione della Russia di attaccare la Nato «non hanno niente a che vedere con la realtà» e sono solo «spauracchi», dice il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, citato da Ria Novosti. «Attualmente vengono pubblicate molte di queste storie allarmistiche - ha detto Peskov -. Naturalmente, non hanno nulla a che vedere con la realtà e non hanno nulla a che vedere con le intenzioni della Federazione russa».

«Allo stesso tempo - ha proseguito il portavoce del presidente Vladimir Putin - la Federazione russa si trova ad affrontare una politica molto aggressiva nei suoi confronti da parte dei Paesi europei. E questa aggressività proviene proprio dai Paesi europei». «Se parliamo di escalation militare - ha aggiunto Peskov in un’intervista a Bloomberg - noi semplicemente non ne abbiamo bisogno, perché stiamo comunque avanzando (in Ucraina)».

Fonti Ue: non ravvisiamo il rischio immediato di un attacco di Mosca ai 27

“Posso affermare con estrema chiarezza che noi, così come i servizi europei in generale, non ravvisiamo alcun rischio immediato di un attacco da parte della Russia nei confronti dei Paesi europei e dei membri della Nato”.

Lo afferma un alto funzionario europeo in merito alle varie indiscrezioni succedute alla visita del capo della Cia a Mosca, precisando che non ci sono i segnali sul campo.

“Quello a cui abbiamo assistito sono stati attacchi ibridi e, in alcuni casi, non proprio ibridi, che continuano a verificarsi e che, secondo le nostre previsioni, continueranno a verificarsi”, precisa.

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Paesi Ue tornano alla carica per utilizzare gli asset sovrani russi immobilizzati

Intanto, alcuni Paesi Ue tra cui Svezia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia stanno sollecitando Bruxelles a rilanciare gli sforzi per utilizzare gli asset sovrani russi immobilizzati per finanziare l’Ucraina, di fronte ai timori che Kiev si trovi nuovamente davanti a una crisi di finanziamento. Lo riporta il Financial Times.

I piani per finanziare l’Ucraina, utilizzando oltre 200 miliardi di euro di asset della banca centrale russa detenuti nell’Ue e sottoposti a sanzioni - ricorda - sono naufragati lo scorso inverno, dopo che il Belgio, dove è custodita la maggior parte di questi beni, aveva bloccato l’iniziativa.

Una lettera di una coalizione di Stati alla Commissione europea chiederà all’esecutivo Ue di riprendere il lavoro su questa ipotesi, secondo quattro persone informate sul documento, e di chiarire se siano stati compiuti progressi su quadri giuridici e tecnici alternativi che potrebbero consentire di aggirare il veto del Belgio.

I profitti generati dagli asset custoditi presso Euroclear, il depositario centrale di titoli con sede a Bruxelles che detiene la maggior parte degli asset, vengono già utilizzati per finanziare un prestito fino a 50 miliardi di euro, concordato nel 2024.

Con Kiev è sottoposta allo sforzo di proteggere le proprie città dai bombardamenti notturni di missili russi, le capitali Ue temono ora che il Paese abbia bisogno di finanziamenti aggiuntivi rispetto al prestito da 90 miliardi di euro garantito dal bilancio dell’Unione, messo rapidamente a punto lo scorso dicembre come alternativa all’ipotesi di utilizzare gli asset immobilizzati, segnala tra l’altro l’Ft.

Mosca: sulla visita del capo Cia notizie allarmistiche, solite bufale

Media: capo Cia ha chiesto a Mosca anche di ridurre il suo sostegno all’Iran

Il capo della Cia John Ratcliff avrebbe usato il suo breve viaggio a Mosca per fare pressione sulla Russia affinchè riduca il sostegno militare ed economico all’Iran.

Altra indiscrezione di Politico: il viaggio a sorpresa del capo della Cia a Mosca è stato per avvertire la Russia di non attaccare i paesi della Nato. Lo riporta anche il Wall Street Journal citando alcune fonti informate sulla prima visita nota di John Ratcliffe a Mosca.

L’avvertimento segue le nuove valutazioni dell’intelligence americana, secondo le quali Vladimir Putin potrebbe mettere alla prova la determinazione della Nato con un attacco limitato contro un paese dell’alleanza nei prossimi anni.

La notizia arriva subito poche ore dopo quella secondo cui lo stesso Putin si prepara a un’escalation degli attacchi contro l’Ucraina dopo aver concluso che le trattative per un accordo di pace sono giunte a un punto morto. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando tre fonti vicine al Cremlino, secondo le quali Mosca sta valutando di intensificare gli attacchi con potenti missili balistici convenzionali contro Kiev e obiettivi infrastrutturali in altre città ucraine. La spirale crescente degli attacchi sta portando un numero sempre maggiore di funzionari russi a concludere che Putin potrebbe, in ultima istanza, decidere di impiegare armi nucleari tattiche in Ucraina.

Berlino valuta sostegno al deterrente nucleare britannico

La Germania sta discutendo le modalità con cui potrebbe contribuire al rafforzamento del deterrente nucleare britannico e, più in generale, della capacità nucleare europea.

E’ quanto riporta il Telegraph secondo cui i colloqui sono stati accelerati dai timori che l’Amministrazione Trump possa ridurre l’impegno militare degli Stati Uniti nel continente. Secondo il quotidiano londinese, Berlino punta a una maggiore integrazione con le due potenze nucleari europee, Regno Unito e Francia, e avrebbe un “fortissimo interesse” a un ampliamento delle loro capacità.

Tra le ipotesi allo studio figura la fornitura a Londra di sistemi di difesa aerea Patriot per proteggere la flotta nucleare britannica. Il Regno Unito mette già a disposizione della Nato il proprio deterrente Trident, basato su missili balistici lanciati da sottomarini.

Le preoccupazioni europee sono state ulteriormente alimentate dalla visita non annunciata a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe per colloqui con rappresentanti dell’intelligence militare russa.

Gli attacchi continuano

Intanto le forze russe hanno condotto nella notte un attacco massiccio contro strutture del complesso militare-industriale ucraino, impianti metallurgici e di raffinazione del petrolio e centri logistici, ha riferito il ministero della Difesa russo.

«Nella notte, le forze armate russe hanno effettuato un attacco massiccio utilizzando armi ad alta precisione terrestri, aeree e navali e velivoli senza pilota, colpendo strutture del complesso militare-industriale dell’Ucraina, dell’industria metallurgica e della raffinazione del petrolio, nonché centri logistici nelle città di Kiev, Boryspil, Zaporizhzhia, Kremenchuk, Kryvyi Rih (città natale di Zalensky, ndr) e Illichivka», si legge nella nota.

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