Mercati

Borse strette tra pressioni tech e greggio a 90$, a Milano (-0,5%) svetta Eni

La nuova escalation in Medio Oriente riaccende il rally del petrolio. Ancora vendite in Asia, dove la trimestrale record di Sk Hynix non ha rassicurato gli investitori sull'AI. Nuovo record in controtendenza per Londra. In rosso Wall Street. In serata il responso Fed sui tassi

La Borsa, gli indici del 29 luglio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee chiudono in negativo una seduta segnata ancora una volta dal rally del petrolio e dal sell-off sul tech, che ha prima paralizzato le Borse asiatiche, per poi contagiare nuovamente l'Europa e Wall Street. Così Milano archivia un -0,49% a 51.443 punti, nonostante il forte rialzo di Eni e in linea con buona parte del Vecchio Continente (Parigi -0,6%, Madrid -1,6%). Sostanzialmente stabile Francoforte, mentre Londra (+0,3%) ha toccato in controtendenza un nuovo massimo storico intraday a quota 10.951 punti, complice la relativa bassa esposizione ai tecnologici.

Borse giù per la crisi del tech e la guerra del golfo

Intanto si attendono in serata le indicazioni della Fed sui tassi, mentre crescono i timori sulla nuova escalation in Medio Oriente. La ripresa dei rialzi dei prezzi del greggio (Brent settembre sui 90 dollari, Wti a 85 dollari) segue la scia dei nuovi attacchi iraniani alle forze Usa. «Colpiremo l'Iran duramente, in risposta agli attacchi» di Teheran «contro obiettivi statunitensi in Giordania», ha detto il presidente Usa Donald Trump a Fox News. Ancora vendite in Asia, stamattina (Kospi -6%, Nikkei -1,5%), dove la trimestrale record del colosso sudcoreano Sk Hynix non è bastata a rassicurare gli investitori sull'andamento degli investimenti per l'AI (-10,6% il titolo a Seul). Occhi puntati stasera anche sulle trimestrali di Microsoft e Meta.

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Wall Street giù con rally greggio

In rosso gli indici a Wall Street, con il Dow Jones che perde il 2,19% a 51.594,86 punti, il Nasdaq che cede l’1,74% a 24.442,94 punti e lo S&P 500 che lascia sul terreno dell’1,51% a 7.316,37 punti, a causa del rally del petrolio. A tenere banco è anche la già citata attesa per i conti di alcune big tech. Alta l'attenzione in particolare sul comparto dei chip, che arriva da quattro sedute consecutive in calo. Al momento rimangono sotto osservazione, tra gli altri, Nvidia Corp, Micron Technology e Intel. Nelle ultime sedute è infatti cresciuta l'ansia per il ritorno sugli ingenti investimenti in AI, oltre ai timori di una maggiore concorrenza da parte della Cina.

Si guarda anche alla Fed, che in serata deciderà sui tassi. «Non ci aspettiamo una variazione del tasso sui federal funds questa settimana, pur riconoscendo che la situazione è in delicato equilibrio», spiega John Velis di Bny, specificando che «se il Fomc dovesse procedere a un inasprimento, ci si può aspettare uno o due voti contrari a favore del mantenimento del livello attuale dei tassi». Secondo il Cme FedWatch, a ogni modo, la probabilità di un nulla di fatto rimane al 64,2%. Il consensus rimanda un eventuale rialzo di 25 punti base a settembre.

A Milano svetta Eni, giù Lottomatica

Sull'azionario europeo, come a Piazza Affari, tengono banco le trimestrali: a Milano Eni (+7,1%) ha sostenuto il listino dopo aver raddoppiato gli utili nel secondo trimestre e rivisto al rialzo la guidance, preannunciando la decisione sulla cedola straordinaria a ottobre. Corre Moncler (+1,8%), in un contesto contrastato per il comparto del lusso (Cucinelli a -1,7%), mentre il mercato guarda positivamente a Parigi ai conti di Kering (+16,9%), ma digerisce anche la la mancata ripresa della Cina emersa dai risultati di Hermes (-11%). Ben comprata anche Nexi (+3,4%), dopo la stagione dei conti, che invece domani vedrà tra i protagonisti Stellantis (+4,2%). Ancora realizzi su St (-3,5%), mentre in coda scivolano Lottomatica (-4%) e Italgas (-4,5%). Poco mossa Intesa (-0,4%) dopo i risultati, mentre fuori dal listino principale le trimestrali spingono Brembo (+6,4%).

Petrolio in rialzo con l'escalation in Medio Oriente

La nuova escalation della notte in Medio Oriente - con gli attacchi a sorpresa lanciati dall'Iran contro le forze Usa - spinge nuovamente al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando i timori per l'interruzione delle forniture. L'esercito americano ha riferito che Teheran ha lanciato missili balistici contro le proprie truppe nella regione, segnando un'improvvisa escalation dopo quattro giorni senza attacchi da parte di nessuno dei due schieramenti. Così il Brent settembre ritrova i 90 dollari al barile, mentre il corrispettivo Wti si riporta sugli 85 dollari.

Euro/dollaro in stand by

Sul valutario euro/dollaro in stand by in attesa della Fed: il cambio si attesta a circa 1,38 (da 1,1394 di ieri in chiusura), con il biglietto verde che si prende una pausa dai recenti rialzi. Bitcoin poco mosso sui 64mila dollari.

Spread chiude in rialzo a 83 punti

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Al termine degli scambi sul mercato secondario, il differenziale di rendimento tra i bond decennali di Germania e Italia si è attestato a 83 punti base, contro gli 80 punti del closing della vigilia. Ha chiuso in rialzo ancora piu' significativo anche il rendimento del titolo decennale italiano benchmark, che ha terminato la sessione al 3,98%, dal 3,90% del riferimento precedente.

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