Attentato a Ranucci, quattro arresti: bomba su commissione
Tre persone in carcere e una ai domiciliari per detenzione di esplosivi e danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso
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I carabinieri hanno arrestato i presunti esecutori dell’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci. Quattro le misure cautelari per detenzione di esplosivi e danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso eseguite dai carabinieri.
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Tre le persone finite in carcere, una ai domiciliari. Gli arresti sono stati compiuti nelle prime ore della mattina, nelle province di Napoli e Avellino, dai carabinieri del Comando Provinciale di Roma, coadiuvati dai militari dei Comandi Provinciali competenti per territorio. Le quattro persone sono gravemente indiziate, a vario titolo, dei delitti di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
Il commando avrebbe agito su specifico mandato di terze persone, allo stato non identificate, come «favore» e dietro compenso economico di «migliaia di euro». I mandanti si sono adoperati per garantire supporto per tutelare i presunti esecutori, fornendo fondi, schede telefoniche dedicate, assistenza legale e pianificando una loro eventuale fuga all’estero. Gli indagati hanno tentato in più occasioni di ostacolare le indagini effettuando bonifiche per cercare microspie, distruggendo schede Sim e concordando linee difensive omertose per dissimulare il loro coinvolgimento e coprire i mandanti.
L’attentato venne compiuto la sera del 16 ottobre 2025, a Pomezia, vicino Roma: un ordigno venne fatto deflagrare davanti al cancello dell’abitazione del giornalista, provocando la distruzione delle sue due autovetture parcheggiate in strada e danneggiando il muro perimetrale. Le indagini proseguono per svelare l’identità dei mandanti.
Ci sono altri indagati nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, per cui sono state effettuate numerose perquisizioni nei riguardi di persone che potrebbero aver fornito l’esplosivo e garantito il supporto logistico al commando.







