Medio Oriente

«Imminente conflitto Usa-Israele contro l’Iran». Axios: rischio guerra su larga scala

Gli Usa impongono nuove restrizioni sui visti a 18 funzionari iraniani. Le crescenti tensioni e il massiccio dispiegamento militare indicano che un conflitto esteso potrebbe scoppiare presto

Usa, Trump all'Iran: "Negozi accordo o prossimo attacco sarà molto peggiore"

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Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha annunciato nuove restrizioni sui visti a 18 funzionari del regime iraniano e leader del settore delle telecomunicazioni e alle loro famiglie. Si tratta, spiega il dipartimento di Stato in una nota, “di complici di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare quelle che inibiscono il diritto degli iraniani alla libertà di espressione e di riunione pacifica”.

Intanto il conflitto Usa-Iran «potrebbe iniziare molto presto», scrive il sito americano Axios all’indomani del secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, citando fonti secondo cui si tratterebbe di «una campagna congiunta Usa-Israele di portata molto più ampia rispetto alla guerra di 12 giorni» dello scorso giugno, che potrebbe durare «settimane». «L’amministrazione Trump è più vicina a una guerra su larga scala in Medio Oriente di quanto la maggior parte degli americani creda», scrive Axios.

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Axios ricorda che le forze militari inviate dall’amministrazione Trump nella regione comprendono ora “due portaerei, una decina di navi da guerra, centinaia di caccia e molteplici sistemi di difesa aerea”, precisando che “solo nelle ultime 24 ore, altri 50 aerei da combattimento, F-35, F-22 e F-16, si sono diretti nella regione”. Un rafforzamento della pressione militare associata alle dichiarazioni del presidente che “rendono difficile per Trump fare marcia indietro senza importanti concessioni da parte dell’Iran sul suo programma nucleare”.

Lavrov, nuovo attacco avrebbe conseguenze disastrose per regione

I venti di guerra annunciati sull’Iran inducono la Russia a prendere posizione. Un nuovo attacco, fa sapere il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, avrebbe “conseguenze disastrose”. “Attacchi contro l’Iran ci sono già stati: contro impianti nucleari sotto il controllo dell’Aiea. Ci sono stati rischi reali di un incidente nucleare”, ha spiegato Lavrov in un’intervista ad Al-Arabiya, citato da Ria Novosti.

Usa pronti a uno scenario di guerra

Due funzionari israeliani hanno detto ad Axios che il governo israeliano “si sta preparando a uno scenario di guerra entro pochi giorni”. Alcune fonti americane hanno affermato che gli Stati Uniti potrebbero aver bisogno di più tempo, ma altre sostengono che i tempi potrebbero essere più brevi. “Il capo si sta stufando. Alcune persone intorno a lui lo mettono in guardia dal dichiarare guerra all’Iran, ma credo che ci sia il 90% di possibilità di assistere a un’azione concreta nelle prossime settimane”, ha detto un consigliere di Trump.

Al termine dei colloqui tenuti ieri a Ginevra da Usa e Iran, le due parti hanno riferito di “progressi”, con i funzionari americani che hanno fatto sapere che “l’Iran deve presentare una proposta dettagliata entro due settimane”. Axios ricorda che lo scorso 19 giugno la Casa Bianca fissò una finestra di due settimane per decidere tra ulteriori colloqui o attacchi e tre giorni dopo lanciò l’Operazione Midnight Hammer. “Non ci sono prove che una svolta diplomatica con l’Iran sia all’orizzonte. Ma ci sono sempre più prove che una guerra sia imminente”, ha concluso Axios.

Nuove esercitazioni e prove di dialogo

Il regime di Teheran promette dialogo ma continua le esercitazioni militari. Il comandante del primo distretto navale della Marina della Repubblica islamica, Hassan Maghsoodloo, ha infatti annunciato che domani si terrà un’esercitazione navale congiunta con la Russia nel mare di Oman, che si trova nei pressi dello stretto di Hormuz, e nell’Oceano Indiano settentrionale. L’annuncio arriva mentre a partire da lunedì la Marina delle Guardie della Rivoluzione islamica ha tenuto un’esercitazione militare nello stretto di Hormuz e da gennaio gli Stati Uniti hanno schierato la portaerei Lincoln e altri mezzi militari nelle acque del Medio Oriente, dopo le tensioni scatenate dalle proteste anti governative iraniane.

Il sito web della Federal Aviation Administration statunitense riporta che l’Iran ha emesso un ’Notam’ - un avviso ai piloti e alle compagnie aeree - in cui comunica che domani sono previsti lanci di razzi in alcune zone del suo territorio meridionale: lo scrive The Times of Israel, ricordando che l’Iran ha condotto esercitazioni navali questa settimana nello stretto di Hormuz e che un’esercitazione navale congiunta con la Russia è attesa per domani.

Lascia aperto il dialogo il capo della diplomazia iraniana: «L’Iran sta elaborando un quadro coerente per portare avanti i futuri colloqui con gli Stati Uniti» ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi durante una conversazione telefonica con il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi. Araghchi e Grossi, che si sono incontrati a Ginevra il giorno prima del secondo round di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti, tenutosi martedì 17 febbraio in Svizzera, hanno discusso i risultati dei colloqui durante la conversazione telefonica. Secondo Irna, Grossi ha valutato positivamente l’esito dei colloqui e ha espresso la disponibilità dell’Aiea a fornire sostegno e cooperazione per elaborare il quadro dei futuri colloqui tra Iran e Stati Uniti.

Meno concilianti le parole di un membro dell’amministrazione Usa: gli Stati Uniti impediranno all’Iran di dotarsi di armi nucleari «in un modo o nell’altro», ha avvertito il segretario all’Energia statunitense, Chris Wright. Il presidente Donald Trump «crede fermamente che non possiamo avere un Iran dotato di armi nucleari», ha dichiarato Wright ai giornalisti a Parigi a margine delle riunioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. «Sono stati molto chiari su cosa avrebbero fatto con le armi nucleari. È del tutto inaccettabile», ha affermato Wright.

Iran al lavoro per proteggere i propri siti nucleari contro eventuali attacchi

In questo scenario, l’Iran starebbe conducendo lavori nei propri siti nucleari per proteggerli meglio da eventuali attacchi. Secondo le immagini satellitari pubblicate e analizzate dall’Institute for Science and International Security, un centro studi con sede a Washington, Teheran avrebbe rafforzato e consolidato gli ingressi dei tunnel nel sito di Isfahan - dove si ritiene che l’Iran abbia conservato gran parte dell’uranio altamente arricchito e che è stato pesantemente danneggiato dagli attacchi statunitensi e israeliani dello scorso giugno - e in un complesso sotterraneo profondo noto come Pickaxe Mountain.

I tunnel di Pickaxe, sui quali secondo funzionari occidentali l’Iran lavora da anni, non sono stati colpiti dagli Stati Uniti o da Israele la scorsa estate. Secondo fonti occidentali e israeliane, Teheran stava sviluppando questi tunnel per svolgere attività nucleari non dichiarate, compreso un possibile arricchimento dell’uranio. Le immagini mostrano il movimento di veicoli, tra cui camion per il trasporto di terra, betoniere e gru, per colare cemento e accumulare roccia e terreno sugli ingressi dei tunnel. Secondo il centro studi, i lavori mirano a “attenuare eventuali attacchi aerei e rendere difficile un accesso via terra da parte di forze speciali incaricate di sequestrare o distruggere eventuale uranio altamente arricchito custodito all’interno”. L’istituto ha inoltre rilevato che l’Iran ha recentemente costruito una struttura in cemento attorno a un edificio nel sito militare di Parchin, dove erano state condotte attività legate al nucleare. Israele aveva bombardato il sito nel 2024.

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