Medio Oriente

Mar Rosso, Crosetto: «L’Italia non è in guerra». Tajani: missione Aspides va rafforzata

L’alto rappresentante per la politica estera Ue Kaja Kallas pronta a muoversi con una lettera agli Stati membri per coinvolgerli sulla questione

di Redazione Roma

Aggiornato il 20 settembre 2026, ore 8:48

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto Imagoeconomica

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Sul dossier delle minacce Houthi alla navigazione marittima nello Stretto di Bab el-Mandeb il ministro della Difesa Guido Crosetto decide di fare chiarezza e in una nota chiarisce: «L’Italia non è in guerra. Il Parlamento non è stato «escluso» da niente. Il Quirinale non è stato tenuto all’oscuro di nulla».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nella nota Crosetto definisce il titolo del Fatto Quotidiano del 19 settembre (“L’Italia in guerra senza dirlo agli italiani e al Colle”) «falso, offensivo, ingannevole e gravissimo» e sostiene che la presenza militare italiana in Arabia Saudita non sia mai stata segreta. Il ministro ricorda di avere riferito più volte in Parlamento, così come il capo di Stato maggiore, il comandante del Covi, il ministro degli Esteri e i sottosegretari alla Difesa.

Loading...

Il ministro: non ho minimizzato l’attacco all’Eurofighter italiano

Crosetto respinge anche l’accusa di avere minimizzato l’attacco a un Eurofighter italiano. «L’ho seguito personalmente, l’ho comunicato ed ho chiesto le valutazioni operative sulla sicurezza del nostro personale», afferma, aggiungendo di avere seguito gli sviluppi dell’attacco e verificato le condizioni dei militari coinvolti.

Secondo il ministro, il Fatto Quotidiano starebbe costruendo «un caso che non esiste», mettendo insieme «missioni diverse e decisioni assunte secondo precise e regolari procedure» per ricavarne una ricostruzione politica non sostenuta dai fatti.

Crosetto interviene anche sulla presenza di navi italiane nel Mar Rosso, ricordando che operano nell’ambito di Aspides, missione dell’Unione europea con un mandato specifico. «Le navi sono della Repubblica Italiana e della Marina Militare», afferma. «La Difesa non è, né sarà mai, il giocattolo di un ministro», conclude Crosetto, sottolineando che le attività militari si svolgono entro «leggi, mandati, procedure e responsabilità precise» e che le decisioni passano dal Parlamento. Definisce infine «mistificazione politica» l’accusa secondo cui governo e ministro avrebbero portato l’Italia in guerra di nascosto.

Tajani: non siamo in guerra con Houthi, missione Aspides va rafforzata

«No, non siamo in guerra. Tanto è vero che la missione europea Aspides è nata e rimane una missione difensiva, che vuole solo garantire il passaggio dei mercantili che transitano dal Mar Rosso e da Bab el-Mandeb proteggendoli da eventuali attacchi degli Houthi. Questo continueremo a far di fronte all’aggravamento della situazione nello stretto, sollecitando l’Unione europea a rinnovarla, perché abbiamo un forte interesse strategico». Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri e viceprtemier, Antonio Tajani, in un’intervista al «Corriere della Sera», rispondendo a una domanda posta nel contesto degli attacchi fra Houthi e Arabia Saudita, dopo che un raid ha colpito un caccia italiano in una base aerea saudita. «Il 40% dell’intero traffico marittimo commerciale dell’Italia e il 60% delle merci che esportiamo verso l’Asia passano attraverso il Mar Rosso. Sono mesi che diciamo di rafforzare Aspides, chiedendo agli altri Stati di intervenire al nostro fianco. Lo rifarò la prossima settimana a New York, in margine all’Assemblea generale dell’Onu», ha aggiunto Tajani.

La risposta di Kallas: lettera agli Stati membri per coinvolgeri sulla questione

Intanto le parole di Crosetto hanno fatto breccia sull’Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, che ha risposto a una lettera del ministro della Difesa concordando «sulla necessità» di rafforzare la missione. Kallas invierà ora una lettera agli Stati membri per coinvolgerli sulla questione.

Gli Houthi: «Non siamo in guerra con l’Italia ma i vostri aerei sono in Arabia Saudita»

Intanto Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell’informazione del governo Houthi a Sanaa interpellato sull’attacco alla base aerea di Taif, in Arabia Saudita, nel quale ieri è stato colpito un velivolo militare italiano, spiega all’agenzia Ansa che «la nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita. Non siamo in guerra con l’Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi».

Intanto gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato attacchi con missili balistici e droni contro quelli che hanno definito «siti sensibili» nella capitale saudita Riad e contro una struttura del colosso petrolifero Aramco a Yanbu, sulla costa del Mar Rosso. Le forze Houthi hanno annunciato l’operazione attraverso il portavoce Ameen Hayyan, senza fornire ulteriori dettagli sugli obiettivi colpiti nella capitale saudita. L’Arabia Saudita non ha finora confermato le informazioni contenute nella rivendicazione.

L’attacco rivendicato dagli Houthi si inserisce nella forte escalation degli ultimi giorni tra il movimento yemenita e l’Arabia Saudita. Gli Houthi avevano già annunciato che avrebbero risposto ai raid sauditi in Yemen colpendo in profondità il territorio del regno e avevano indicato tra i possibili obiettivi anche infrastrutture petrolifere lontane dai luoghi santi.

Loading...

Rezaei: Iran vuole la fine della guerra Arabia Saudita-Houthi

L’Iran vuole la fine della guerra tra l’Arabia Saudita e il movimento yemenita Ansar Allah. Ad affermarlo è stato il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Mohsen Rezaei in un’intervista ad Al Jazeera. «Vogliamo che la guerra tra Arabia Saudita e Yemen finisca. Credo che anche gli yemeniti stiano cercando una soluzione con l’Arabia Saudita».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti