Mar Rosso, Crosetto: «L’Italia non è in guerra». Tajani: missione Aspides va rafforzata
L’alto rappresentante per la politica estera Ue Kaja Kallas pronta a muoversi con una lettera agli Stati membri per coinvolgerli sulla questione
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I punti chiave
- Il ministro: non ho minimizzato l’attacco all’Eurofighter italiano
- Tajani: non siamo in guerra con Houthi, missione Aspides va rafforzata
- La risposta di Kallas: lettera agli Stati membri per coinvolgeri sulla questione
- Gli Houthi: «Non siamo in guerra con l’Italia ma i vostri aerei sono in Arabia Saudita»
- Rezaei: Iran vuole la fine della guerra Arabia Saudita-Houthi
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Sul dossier delle minacce Houthi alla navigazione marittima nello Stretto di Bab el-Mandeb il ministro della Difesa Guido Crosetto decide di fare chiarezza e in una nota chiarisce: «L’Italia non è in guerra. Il Parlamento non è stato «escluso» da niente. Il Quirinale non è stato tenuto all’oscuro di nulla».
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Nella nota Crosetto definisce il titolo del Fatto Quotidiano del 19 settembre (“L’Italia in guerra senza dirlo agli italiani e al Colle”) «falso, offensivo, ingannevole e gravissimo» e sostiene che la presenza militare italiana in Arabia Saudita non sia mai stata segreta. Il ministro ricorda di avere riferito più volte in Parlamento, così come il capo di Stato maggiore, il comandante del Covi, il ministro degli Esteri e i sottosegretari alla Difesa.
Il ministro: non ho minimizzato l’attacco all’Eurofighter italiano
Crosetto respinge anche l’accusa di avere minimizzato l’attacco a un Eurofighter italiano. «L’ho seguito personalmente, l’ho comunicato ed ho chiesto le valutazioni operative sulla sicurezza del nostro personale», afferma, aggiungendo di avere seguito gli sviluppi dell’attacco e verificato le condizioni dei militari coinvolti.
Secondo il ministro, il Fatto Quotidiano starebbe costruendo «un caso che non esiste», mettendo insieme «missioni diverse e decisioni assunte secondo precise e regolari procedure» per ricavarne una ricostruzione politica non sostenuta dai fatti.
Crosetto interviene anche sulla presenza di navi italiane nel Mar Rosso, ricordando che operano nell’ambito di Aspides, missione dell’Unione europea con un mandato specifico. «Le navi sono della Repubblica Italiana e della Marina Militare», afferma. «La Difesa non è, né sarà mai, il giocattolo di un ministro», conclude Crosetto, sottolineando che le attività militari si svolgono entro «leggi, mandati, procedure e responsabilità precise» e che le decisioni passano dal Parlamento. Definisce infine «mistificazione politica» l’accusa secondo cui governo e ministro avrebbero portato l’Italia in guerra di nascosto.







