L’allarme per bambine e bambini

Boom di maltrattamenti in famiglia, crescono i reati sui minori: quasi 7mila nel 2023

Dai dati del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale per la campagna “Indifesa” di Terre des Hommes risulta che nel 2023 i reati a danno dei minori sono stati in media 19 al giorno, segnando + 35% in dieci anni e +89% dal 2006

di Nicoletta Cottone

Reati su minori in crescita, boom di maltrattamenti in famiglia

5' di lettura

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Maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali, abbandono, violazione degli obblighi di assistenza familiare, atti sessuali con minorenni. Sono reati odiosi, ripugnanti, intollerabili quelli che colpiscono i minori in Italia. Dai dati del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale per la campagna “Indifesa” di Terre des Hommes risulta che nel 2023 i reati a danno dei minori sono stati quasi 7mila, esattamente 6.952, in media 19 al giorno. Reati aumentati del 35% in dieci anni e addirittura dell’89% dal 2006. I dati sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes alla Camera – alla presenza del presidente della Camera Lorenzo Fontana, della vice questore della Polizia di Stato Eugenia Sepe, di Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza – in occasione della presentazione del Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2024 e in vista della Giornata internazionale delle bambine dell’11 ottobre.

Le vittime di crimini sessuali sono soprattutto bambine e ragazze

Sono le bambine e le ragazze le più colpite dai reati a danno di minori: nel 61% dei casi, infatti, sono loro le vittime. E a far aumentare questa percentuale sono soprattutto i crimini sessuali: a partire dalla violenza sessuale e dalla violenza sessuale aggravata, che vedono rispettivamente l’89% e l’85% di vittime femminili, passando per gli atti sessuali con minorenni (il 79% di vittime è femmina), detenzione di materiale pornografico e corruzione di minorenne (entrambi con il 78% di vittime di genere femminile), fino alla prostituzione e pornografia minorile (in entrambi le vittime sono al 64% bambine o ragazze).

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MINORI VITTIME DI REATO

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Bambini e ragazzi vittime di omicidi volontari e abbandono

Hanno in maggioranza vittime maschili l’omicidio volontario (67%), l’abbandono di persone minori o incapaci (61%), l’abuso dei mezzi di corruzione o di disciplina (59%) e la sottrazione di persone incapaci (55%). Le vittime sono in parità nei reati di violazione degli obblighi di assistenza familiare (entrambi i generi al 50%) e di maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli (vittime femminili 51%).

Sepe: nel mondo virtuale minori sempre più esposti e indifesi

«I dati dimostrano un incremento delle denunce da parte delle vittime. Ciò significa che le azioni intraprese dalle Forze di Polizia sul fronte delle campagne di informazione, tese a scardinare gli ostacoli di carattere socioculturale che hanno alimentato e alimentano ancora le violenze e gli abusi sui minori, stanno producendo risultati che confermano il rapporto di fiducia instaurato con le vittime», spiega Eugenia Sepe, vice questore Polizia di Stato. «Un risultato - spiega Sepe nel corso di una video intervista al Sole 24 Ore - che non distoglie il nostro sguardo dal “numero oscuro” di casi non denunciati e da tutti quei delitti che si consumano nel “mondo virtuale” dove i minori sono sempre più esposti ed indifesi».

Ferrara: battaglia culturale per una società più inclusiva, basata sul rispetto

Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes, ha messo in luce due fattori che emergono dai dati: «In primo luogo l’immagine della famiglia come luogo sicuro e accogliente, come nido in cui i bambini possono crescere per imparare a spiccare il volo, mostra più di una crepa e chiama in causa tutti i nostri sforzi affinché i genitori non debbano affrontare in solitudine una fragilità che appare sempre più evidente. In secondo luogo, la violenza, soprattutto quella fisica, continua a consumarsi in maggioranza sul corpo delle bambine e delle ragazze e questo, non ci stancheremo mai di dirlo, costringe tutti noi a non mollare la presa su una battaglia culturale, per superare la struttura patriarcale e creare una società più inclusiva fondata sul rispetto dell’altro, che è ancora lontana dal produrre i cambiamenti sperati».

Boom di maltrattamenti in famiglia, crescono le violenze sessuali

Tragico il dato sui maltrattamenti in famiglia, che segnano l’aumento più significativo. Nel 2023 sono stati ben 2.843 i casi, che hanno compito per il 51% bambine e per il 49% bambini. Rispetto al 2022 sono in crescita anche le violenze sessuali, che con 912 casi (+1% dal 2022 ma +51% dal 2013) sono il secondo reato più diffuso; la sottrazione di persone incapaci (302 casi, +4% dal 2022 e +39% dal 2013); l’abbandono di persone minori o incapaci (568 casi, +3% dal 2022 e +25% in 10 anni); gli atti sessuali con minorenni (+3% dal 2022 e +5% dal 2013, con un totale di 444 casi); l’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina (+1% con 349 casi; +47% dal 2013); la pornografia minorile (171 casi, aumentati dell’1% dal 2022 ma calati del 7% dal 2013).

In calo la prostituzione minorile

Dai dati emerge un calo della prostituzione minorile, che con 28 casi è il reato che segna il calo maggiore sia sull’anno (-24%), sia rispetto agli ultimi 10 anni (-65%). In calo anche la detenzione di materiale pedopornografico (59 casi, in calo del 18% sul 2022 ma in aumento, sempre del 18%, rispetto al 2013). Scendono anche la corruzione di minorenne (94 casi, -12% in un anno e -24% dal 2013), le violazioni degli obblighi di assistenza familiare (525 casi, -5% dal 2022 e -48% dal 2013). Diminuiscono, infine, rispetto allo scorso anno i casi di violenza sessuale aggravata (645 casi, -7%), reato che registra però uno degli aumenti maggiori sui dieci anni (+73% dal 2013). Invariati gli omicidi volontari: 12 casi sia nel 2023, sia nel 2022 che nel 2013.

Aumenta il disagio psicologico

Dal Dossier indifesa emerge l’aumento negli ultimi anni in Italia del disagio psicologico dei ragazzi, e soprattutto delle ragazze. L’Istituto superiore di sanità rivela che il 52% delle ragazze ritiene che la pandemia abbia avuto un impatto negativo sulla propria salute mentale, dato che scende al 31% tra i coetanei maschi. E il malessere psicologico aumenta con l’età: tra gli undicenni è stato riscontrato dal 33% delle bambine e dal 25% dei bambini, mentre tra i teenagers di diciassette anni lo ha vissuto il 66% delle ragazze e il 41% dei maschi. Una tendenza confermata anche a livello mondiale dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, che riscontra un peggioramento nel benessere dei giovani in generale e delle ragazze in particolare. Il 28% delle quindicenni segnala una profonda solitudine, a fronte del 13% dei coetanei maschi.

I rischi per la salute mentale percepiti

Terre des Hommes, insieme a Scuola Zoo, ha indagato questo malessere attraverso “Osservatorio indifesa”, al quale hanno partecipato oltre 2.000 ragazze tra i 14 e i 26 anni. Nove ragazze su dieci, percepisce forti rischi per la propria salute mentale. Tra le cause le ragazze puntano l’obiettivo sulla difficoltà di accettarsi e stare bene con il proprio corpo (76 per cento). Poi le relazioni difficili con i genitori o la famiglia (73% delle risposte) e le prestazioni scolastiche (66 per cento). Più del 50% delle ragazze vede, inoltre, come rischi le preoccupazioni per il proprio futuro, le relazioni complicate con amici o coetanei, la solitudine, la depressione, la violenza di ogni genere. Altri motivi di preoccupazione sono un rapporto di coppia incostante (43%), le relazioni con gli insegnanti (28%), il timore per la situazione globale (25%) e l’Eco-ansia (17 per cento). E sono le ragazze a indicare la strada di possibili interventi: il 75% chiede che la scuola si occupi di più di salute mentale e il 66,5% vorrebbe uno psicologo gratuito fuori dalla scuola.

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