L’annuncio dei tagli
La ristrutturazione del brand britannico proseguirà nel prossimo futuro nel contesto di una più ampia crisi che sta affliggendo il settore del lusso. Burberry ha infatti annunciato di voler ottenere ulteriori risparmi per 60 milioni di sterline nei prossimi due anni con tagli sull’organico globale dell’azienda. Nel dettaglio il gruppo prevede licenziamenti per circa 1.700 posti di lavoro a livello globale, che rientreranno nell’ambito di modifiche organizzative volte a migliorare l’efficienza e la redditività. Un risparmio che va ad aggiungersi al programma di riduzione dei costi precedentemente annunciato dal gruppo, pari a 40 milioni di sterline.
Attualmente a livello globale Burberry conta oltre 9.000 dipendenti. L’azienda ha dichiarato di essere ancora nelle fasi iniziali del suo rinnovamento e ha avvertito che il contesto macroeconomico è diventato più incerto a causa dell’attuale scenario geopolitico. Il gruppo rimane concentrato sull’aumento del fatturato, promuovendo il marchio e migliorando i margini. «Prevediamo che l’impatto delle nostre azioni aumenterà con il passare dell’anno» ha affermato il ceo Joshua Schulman, entrato in carica lo scorso luglio, che ha promesso di rilanciare un marchio in difficoltà, penalizzato dal calo dei consumi legato alla crisi del costo della vita. Il gruppo ha puntato sul rilancio della propria linea di capispalla, tra cui il celebre trench, il cui prezzo si aggira intorno alle 2.000 sterline.
Il commento degli analisti
I dati hanno leggermente superato le basse aspettative del mercato: le vendite retail comparabili sono scese del 6%, rispetto al consenso che stimava un calo del 7%, mentre l’Ebit rettificato si è attestato a 26 milioni di sterline, contro una stima di consenso di 11 milioni.
«Riteniamo che il mercato possa interpretare questi risultati come un segnale incoraggiante. Tuttavia, il “nuovo corso” di Burberry deve ancora concretizzarsi: il nuovo CEO è entrato in carica appena prima della sfilata Primavera/Estate 2025, e ci aspettiamo che il vero cambio di passo si manifesti solo a partire dalla seconda metà solare del 2025» scrive Luca Solca di Bernstein, aggiungendo: «Avevamo previsto alcuni trimestri difficili, e questo ne rappresenta un altro che ci lasciamo alle spalle. Riteniamo che la nuova visione e strategia per il brand sia coerente, e, ai livelli attuali di prezzo e multipli, consideriamo Burberry un’opportunità con un profilo rischio-rendimento interessante per un’esposizione long orientata al turnaround». Bernstein ha sul titolo un giudizio “outperform”.
Gli analisti di Morgan Stanley hanno alzato il target price di Burberry a 875 pence da 825, con giudizio “equalweight”. Barclays (underweight con tp a 720 pence) sottolinea che l’Ebit è stato migliore delle attese e che ci sono ulteriori risparmi in arrivo. «La società ha dichiarato di attendersi un primo semestre dell’anno fiscale particolarmente impegnativo, mentre i benefici delle iniziative strategiche intraprese dovrebbero iniziare a manifestarsi nella seconda metà. Per il canale wholesale, è prevista una contrazione dei ricavi di circa il 25% nella prima metà dell’esercizio, a seguito di una maggiore razionalizzazione e controllo della distribuzione» scrivono gli analisti di Barclays, proseguendo poi: «Sulla base dei tassi di cambio in vigore al 25 aprile 2024, Burberry prevede ora un impatto negativo valutario pari a circa 30 milioni di sterline sui ricavi e 20 milioni sull’utile operativo rettificato per l’esercizio fiscale 2025». Gli analisti della banca britannica osservano poi: «Alla luce delle prospettive divergenti tra primo e secondo semestre, resta difficile valutare se l’utile operativo rettificato FY25 sarà in miglioramento rispetto all’anno precedente», mentre per quanto riguarda i ricavi «il gruppo ha già segnalato una debolezza nel canale wholesale nel primo semestre, ma permane una certa cautela anche sull’andamento del Retail, e ci si aspetta un tono prudente sull’attuale contesto commerciale. Inoltre, saranno di interesse eventuali aggiornamenti sul mercato cinese e sull’accoglienza da parte dei consumatori delle nuove collezioni firmate dal direttore creativo Daniel Lee» si legge nel report Barclays.