Eurogruppo a Cipro

Caro energia, Lagarde: «Dannose misure non temporanee». Dombrovskis: «Spazio fiscale limitato»

Con la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, in Europa “stiamo fronteggiando ancora una volta un choc energetico. Non dobbiamo farci distrarre dalla decarbonizzazione e dobbiamo allontanarci dai combustibili fossili importati”, ha sottolineato il commissario Ue all’Economia arrivando alla riunione informale dell’Eurogruppo a Cipro

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde conversa con il commissario europeo per l'Economia e la produttività, nonché per l'Attuazione e la semplificazione, Valdis Dombrovskis, durante una riunione dell'Eurogruppo a Nicosia, Cipro, il 22 maggio 2026. REUTERS/Yiannis Kourtoglou REUTERS

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Le misure in risposta alla crisi energetica determinata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz devono essere “temporanee, mirate e calibrate. Qualsiasi deviazione da quei principi sarebbe in realtà dannosa e porterebbe come risultato ad un orientamento differente nella politica monetaria”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde, in conferenza stampa a Nicosia al termine dell’Eurogruppo.

“Sebbene la crisi energetica stia spingendo al rialzo l’inflazione e pesando sull’economia, le aspettative di inflazione a lungo termine rimangono sostanzialmente ben ancorate”, ha chiarito poi Lagarde alla stampa. “Le implicazioni di questa guerra per l’inflazione a medio termine e per l’attività economica dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia e dalla portata dei suoi effetti indiretti, nonché dagli effetti di secondo ordine, ai quali prestiamo particolare attenzione”, ha aggiunto.

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Lagarde: “Fermo impegno Bce per stabilizzare i prezzi”

Lagarde ha quindi assicurato che la Bce è “saldamente impegnata” ad assicurare la “stabilità dei prezzi” nell’area euro. “Siamo impegnati per una politica monetaria che assicuri che l’inflazione” raggiunga l’obiettivo del 2%, aggiunge, specificando che la Bce sarà molto “attenta” a “tutti gli indicatori”, compreso “l’ancoraggio” delle aspettative relative all’inflazione.

Durante la riunione dell’Eurogruppo, ha continuato Lagarde, “ho espresso il nostro fermo impegno per la stabilità dei prezzi, in un contesto di crescente incertezza derivante dallo shock energetico, che rappresenta certamente uno shock molto significativo, con effetti diretti e indiretti sulle nostre economie”. “Ho fornito ai ministri presenti al tavolo (mancano i ministri di Germania e Francia, ndr) un aggiornamento sui recenti sviluppi dell’attività economica e dell’inflazione nell’area euro - ha continuato - nonché sull’ultima decisione di politica monetaria che abbiamo preso in aprile”.

Dombrovskis: Stati membri si attengano a misure temporanee e mirate

Allineato alla posizione espressa dalla presidente della Bce anche il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis. “Le previsioni economiche primaverili della Commissione europea confermano che la crisi energetica scatenata dal conflitto in Medio Oriente sta creando uno shock stagflazionistico per l’economia europea”, ha spiegato Dombrovskis al suo arrivo alla riunione informale dell’Eurogruppo.

“Ci troviamo quindi ad affrontare una crescita economica più lenta e, al contempo, un’inflazione più elevata. In termini di risposta politica, raccomandiamo agli Stati membri di attenersi a misure temporanee e mirate, evitando di sostenere e incrementare la domanda di combustibili fossili, anche in considerazione dello spazio fiscale limitato”, ha poi ribadito.

Con la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, in Europa “stiamo fronteggiando ancora una volta un choc energetico. Non dobbiamo farci distrarre dalla decarbonizzazione e dobbiamo allontanarci dai combustibili fossili importati”, ha sottolineato poi Dombrovskis. Occorre evitare, ripete, “misure che aumentino la domanda di combustibili fossili”, dato che siamo in presenza di uno choc sul versante dell’offerta. Qualsiasi misura deve essere “mirata e temporanea”, ha concluso rivolgendosi ai giornalisti.

In una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen resa pubblica nei giorni scorsi la premier italiana Giorgia Meloni aveva ufficializzato la richiesta di una deroga al Patto di Stabilità valida per le spese per la difesa, ma anche per la crisi energetica. La replica di Bruxelles, nell’immediato ma ribadita ora dal commissario Dombrovskis, non ha lasciato spazio a concessioni: la posizione non cambia, no a deroghe al Patto per le spese sull’energia.

Incertezza determinata dalla crisi energetica

I ministri delle Finanze dei Paesi membri dell’Ue sono riuniti a Nicosia, capitale di Cipro, per l’Eurogruppo e l’Ecofin informale, ’recuperando’ l’appuntamento previsto originariamente per marzo, annullato dopo l’attacco condotto da droni iraniani contro la base britannica di Akrotiri, sulla costa est dell’isola.

La guerra scatenata da Israele e Usa contro l’Iran, con il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, pesa più che mai sui Ventisette Paesi dell’Unione, tanto che oggi la Commissione Europea ha tagliato in modo consistente le stime di crescita per l’area euro rispetto alle previsioni dello scorso autunno, portandole sotto l’1% per quest’anno (+0,9%), e per l’Ue.

Le previsioni, ha precisato alla vigilia il commissario Dombrovskis, sono caratterizzate da una incertezza eccezionalmente elevata, anche per gli standard degli ultimi anni, dato che molto dipende dallo Stretto di Hormuz.

L’Eurogruppo, che è un organismo informale, ha all’ordine del giorno solo tre punti: la situazione macroeconomica, in vista delle raccomandazioni ai Paesi membri che verranno presentate il 3 giugno, la crisi degli alloggi e l’euro digitale, sul quale, a tre anni dalla proposta avanzata dalla Commissione, l’Eurogruppo punta a concludere i lavori “quest’anno”, come ha spiegato un alto funzionario Ue.

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