Come aumentare concentrazione, efficacia e soddisfazione nel lavoro quotidiano
Modulando le spinte interiori è possibile creare le condizioni ideali per entrare nello stato di “flow”, migliorando la qualità del lavoro e la presenza mentale
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Nel precedente articolo abbiamo visto come alcune delle nostre spinte profonde, i driver o spinte descritti da Eric Berne, si rivelino spesso ostacoli all’ingresso nello stato di flow, ovvero la sensazione di grande soddisfazione legata alla possibilità di aver dato il massimo in un’attività per noi significativa. La buona notizia è che possiamo gestire tali spinte, trasformandole in risorse preziose.
Chiedilo al Sole
Quando riusciamo a gestire queste spinte con maggiore consapevolezza, aumentiamo la probabilità di creare le condizioni necessarie per entrare nel flow: concentrazione, coinvolgimento, senso di sfida equilibrato e presenza mentale.
Il “Sii perfetto”: dal perfezionismo all’eccellenza
Chi è guidato dal driver “Sii perfetto” tende a produrre lavori di qualità elevata, ma rischia di rimanere bloccato nella ricerca continua del dettaglio ideale, di quella modifica che renderà tutto perfetto. Ricerca vana, visto che la perfezione non è di questo mondo.
Per favorire il flow può essere utile definire in anticipo quale sia il livello di qualità realmente necessario per un determinato compito. Stabilire criteri chiari di qualità permette di concentrarsi sul progresso invece che sull’assenza totale di errori. Il permesso o controspinta che posso utilizzare è: “Meglio fatto che perfetto.”
Il “Sii forte”: dall’autosufficienza all’interdipendenza
Il driver “Sii forte” porta ad assumersi responsabilità, reggere la pressione e affrontare le difficoltà senza lamentarsi, in totale e ostinata autonomia. Tuttavia, può indurre a isolarsi, a non chiedere supporto e a sovraccaricarsi.







