Come la “maledizione del vincitore” può incoraggiare l’azzardo morale
In alcune situazioni, chi si aggiudica un’asta può finire per rimetterci. Da cosa deriva il paradosso e come uscirne. Forse
di Vittorio Pelligra
6' di lettura
I punti chiave
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Nei rapporti non sempre idilliaci tra gli azionisti di un'impresa e i manager che la governano un ruolo cruciale è giocato dal rischio di azzardo morale. La necessità di delegare, da parte della proprietà, la gestione dell'impresa a manager esterni crea di per sé un'asimmetria informativa rispetto alle azioni e alle scelte di chi ogni giorno deve gestire l'impresa; decisioni e scelte, spesso opache e mai perfettamente controllabili o verificabili da parte degli azionisti.
Se a questa distribuzione asimmetrica delle informazioni si aggiunge il conflitto di interessi almeno parziale che esiste tra i due gruppi di soggetti, relativo, tra le altre cose, come abbiamo visto la settimana scorsa, alla rischiosità della gestione, all'orizzonte temporale e alla considerazione dei vari costi, si capisce come la possibilità di azzardo morale e di comportamenti opportunistici diventi concreta e potenzialmente pericolosa.
I meccanismi che mitigano il rischio d’azzardo morale
Oltre a meccanismi interni, legati principalmente alla contrattazione incentivante, il rischio di azzardo morale è, però, mitigato da alcuni altri meccanismi che caratterizzano l'ambiente esterno nel quale l'impresa opera. Abbiamo iniziato a vedere la settimana scorsa come, per esempio, il rischio di scalate ostili possa rappresentare un forte incentivo per i manager a gestire in maniera efficiente l'impresa che, una volta scalata, potrebbe venire affidata ad altra gestione.
L'effetto deterrente di questa possibilità è mitigato da vari fattori: i costi di ricerca, i costi di campagna, il rischio di free-riding da parte di altri investitori o degli azionisti stessi, di cui abbiamo trattato nel «Mind the Economy» della settimana scorsa. Oggi, sempre in questa linea, identificheremo ancora un altro elemento capace di ridurre il rischio di scalata e di far crescere, di conseguenza, quello di azzardo morale.
La «maledizione del vincitore»
Brillante come sempre, il premio Nobel Richard Thaler comincia uno dei suoi articoli dedicati alle anomalie del comportamento economico in questo modo: rivolgendosi ai colleghi suggerisce «La prossima volta che vi troverete a corto di soldi per il pranzo, provate il seguente esperimento coi vostri studenti. Prendete un barattolo e riempitelo di monete, annotando il valore totale del contenuto. Poi mettete all'asta il barattolo. È molto probabile che otterrete i seguenti risultati: (1) l'offerta media da parte degli studenti sarà significativamente inferiore al valore delle monete; (2) l'offerta vincente supererà, invece, il valore del barattolo. Alla fine voi avrete recuperato un po' di soldi per il pranzo e i vostri studenti avranno sperimentato in prima persona il significato della cosiddetta ‘maledizione del vincitore' (the winner's curse)».







