Musk riapre la partita con la Cina per la conquista della Luna: concluso con successo l’11mo test di Starship
La navetta di SpaceX è arrivata a circa 200 chilometri, ha rilasciato il suo carico composto da otto copie di satelliti Starlink ed eseguito perfettamente una manovra di discesa nell’Oceano Indiano
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Elon Musk riapre la partita con la Cina per la conquista della Luna. Stanotte, in Italia, alle 1:23 è partito lo Starship di SpaceX, versione V2 con un acronimo poco simpatico per chi conosce al minimo la storia dell’astronautica. Il razzo più grande e potente mai costruito, che deve portarci prima sulla Luna e poi su Marte, come vuole Musk, è comunque partito e ha compiuto in modo perfetto la sua missione.
Da Starbase, la base di lancio di SpaceX nel Texas, è partito questo incredibile “grattacielo” di acciaio alto 123 metri, i suoi 33 potentissimi motori Raptor stavolta hanno funzionato a dovere e portato a oltre 150 chilometri di altezza la navetta di Starship. In tutto 66 minuti per fare un mezzo giro della Terra e rilasciare dei modelli di satelliti Starlink in orbita, 8 per la precisione, altra prova generale che era stata assegnata a questo lancio.
Non solo, infatti, questo potente razzo servirà a portarci sulla Luna, molte volte e anche a trasportare mezzi e materiali, ma verrà usato massicciamente per portare alla paurosa cifra di 40mila il numero di satelliti Starlink in orbita per la trasmissione di dati e voci dallo spazio. Praticamente un monopolio bello e buono.
Perfettamente riuscito anche il ritorno di entrambe le componenti del razzo, booster e navetta, che sono riutilizzabili, con ovvia riduzione dei costi in un progetto che prevede molti voli. Si conclude quindi un periodo altalenante, di prove positive e di clamorosi fallimenti estivi: 10 lanci prima di questo e alcuni, quest’estate, non erano andati proprio bene.
Certo si sa che, a differenza del programma Apollo di Nasa di quasi 60 anni fa, che partì già in perfetto assetto grazie all’ingegno tedesco di Werner Von Braun, Musk ci ha abituati all’errore anche clamoroso nei lanci, che però serve ad avere dati su cosa è andato storto e a migliorare. Un metodo, usato spesso nella ricerca, che ha portato SpaceX a conquistare il mercato mondiale con un centinaio e oltre di lanci all’anno, contro 1 o 2 dell’Europa; solo la Cina tiene testa, ed è il vero sfidante nella conquista del polo sud della Luna, dove entrambi gli Stati vogliono impiantare attività terrestri.








